Si parla male del Gioco d’azzardo legale troppo spesso

si parla male e troppo spesso del gioco azzardo legale

Tante volte si è ripetuto che il fenomeno del gioco d’azzardo, che oggi fa così tanto paura alla politica tanto da spingerla a non prendere alcun tipo di iniziativa vera per il suo riordino nazionale, esiste da sempre poiché pare che il popolo italiano sia particolarmente predisposto al gioco, come se esistesse nel proprio DNA.

Dopo la presa di coscienza avvenuta una ventina di anni fa da parte dello Stato che questo era un “sentimento sociale” del nostro Paese, si è pensato di rendere il gioco d’azzardo legale, proponendolo alla cittadinanza a mezzo di concessionari, le tante volte ricordate “Riserve di Stato”, che avevano ed hanno ancora oggi il compito di rappresentare la legalità e di tutelare il territorio e la salute dei cittadini.

Con quel “nuovo settore”, si parla di circa degli anni 2000, è nata anche la sua regolamentazione della quale si è parlato a lungo nel tempo e che ha svolto il suo compito preciso di normativa del settore ludico almeno fino ad una decina di anni fa.

Da quel momento le Amministrazioni Regionali, autorizzate tacitamente dal lassismo dei vari Governi che si sono succeduti, hanno deciso che la presenza del gioco sul territorio era eccessiva e che si doveva provvedere in qualche modo ad arginare l’espandersi di tale fenomeno divenuto imponente e che, però, per le casse dello Stato che ogni anno incassavano “un più che discreto gruzzolo”, veniva molto apprezzato.

Nascevano a quel punto le famigerate Leggi Regionali “capestro” sul gioco, purtroppo in vita ancora oggi, che hanno reso la vita commerciale delle “Riserve di Stato” un vero incubo a causa della nascita di due strumenti impostati sul mercato con l’obbiettivo di contrastare il gioco problematico: il distanziometro e l’imposizione di fasce orarie di accensione delle apparecchiature da intrattenimento.

Strumenti che più che contrastare i disturbi derivanti dall’eccessivo uso del gioco hanno creato seri guai economici alle attività ludiche che non riuscivano più a lavorare e che oggi sono in procinto di essere espulse dai propri territori se non interverrà il riordino dell’intero settore.

Così, dopo essere “passati alla storia per merito dell’italico gioco” visto che la relativa regolamentazione veniva apprezzata e condivisa a livello europeo e che veniva portata ad esempio da quei Paesi che ancora non avevano aperto questo mercato, si è passati ad essere “giustizieri” delle stesse attività di gioco create, mettendo in campo mediante il Governo Conte, e ad opera del Ministro Di Maio che ha fatto approvare con una velocità incredibile il Decreto Dignità, contenitore del cosiddetto divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse fatte anche su siti legali e sicuri che ha messo fine in modo decisivo alla raccolta prosperosa delle attività di gioco, gettando nel panico tantissime imprese ed anche tanti operatori delle attività sportive.

Dunque, si può dire senz’altro che da qualche anno si sta parlando davvero tanto sia di questo divieto totale interpretato dal resto dell’Europa come “totalitario e proibizionistico”, non condiviso a livello internazionale così come di tutti i guai che aveva procurato sul mercato anche a livello di investitori internazionali.

Quindi, l’argomento “fenomeno del gioco” è diventato di interesse pubblico ed anche politico e veniva spesso cavalcato, remandovi contro, e senz’altro andando a tediare ad oltranza l’opinione pubblica che forse si è anche “stufata” di sentire questi discorsi di “lana caprina” posto che alla maggior parte della cittadinanza poco importa delle criticità del gioco d’azzardo e dei suoi operatori, ma non certo quella parte di cittadini che purtroppo viene coinvolta in modo diretto e personale dalle vicende di qualche familiare che entra nel tunnel del gioco problematico.

Ma posto tutto questo e dopo aver sottolineato ancora una volta che il gioco pubblico ha avuto vita da parte del Governo centrale e non quindi da un “ente approfittatore delle altrui debolezze” si deve affermare, spiacevolmente, che lo stesso gioco risulta essere vittima del giudizio dell’opinione pubblica, della politica ed anche dei media che non perdono l’occasione di discriminare tutto ciò che gravita nel mondo dei giochi: dalle imprese, agli operatori sino ad arrivare addirittura ai suoi lavoratori.

Ma a questo punto, e chiedendo sommessamente scusa alle “orecchie dell’opinione pubblica” che saranno stufe di sentire tirare in ballo il fenomeno del gioco, “ci piace” parlare di un ultimo argomento che vi attiene, e cioè che il nostro gioco pubblico ha svolto un ruolo importante verso la prima regolarizzazione del mercato del gioco online, subito dopo quella della Gran Bretagna, facendosi seguire da altri Paesi con una sorta di “effetto domino” anche sottolineando che il mercato online è un “luogo” piuttosto difficile.

E dopo questa “punta di orgoglio” per quanto è stato fatto dal settore ludico da una ventina di anni a questa parte serve anche essere obbiettivi ed ammettere che il discorso del gioco prima di tutto è stato politicizzato ad oltranza e poi troppo pubblicizzato in modo negativo anche dai media che hanno contribuito senza alcun dubbio alla percezione presso l’opinione pubblica di un’immagine soltanto negativa di tutto il mondo dei giochi e di quello che rappresenta.

Anche a volte rendendo note percentuali di disagio proveniente dai disturbi collegati all’abuso del gioco non proprio esatte: si può dire che si è parlato sempre meno sui media di droga, di alcol, di violenze sessuali mentre l’attenzione veniva proiettata “quasi esclusivamente sul gioco” come fosse la “piaga del secolo”, termine molto usato qualche anno fa dal Movimento Cinque Stelle, che veniva ripetuto quasi come un mantra e che evidentemente è arrivato molto bene alle “orecchie dell’opinione pubblica”.

La percezione pubblica ha indiscutibilmente influenzato il cammino del mercato ludico e messo in serio pericolo tutte le sue attività: però nel frattempo il settore ha cercato di difendersi con tutte le sue forze opponendosi alle restrizioni che piovevano addosso al mondo ludico da ogni parte ed in ogni territorio ed indicando in più occasioni la mancanza di dati che potessero giustificare tutti questi comportamenti contro il gioco legale, andando anche a sottolineare che questo era un “assist meraviglioso” al gioco illegale ed alla criminalità che lo gestisce.

Sperando che basti.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

Giornalista

Gioco Sicuro e Legale

Firma

TwitterFacebookPinterestInvia Email

Pubblicazione: 22 Ottobre 2022 ore 09:30
Casino Recensione Visita
888Casino
888 Casino
20€ Gratis + Fino a 500€
Visita
Snai Casino
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
Visita
Betway Casino
Betway Casino
50 Giri + 500€
Visita
Leovegas Casino
Leovegas Casino
250 Giri + 1000€
Visita
GiocoDigitale Casino
Gioco Digitale Casino
370 Giri + 500€
Visita
Eurobet Casino
Eurobet Casino
30 Giri + 1005€
Visita
Bwin Casino
Bwin Casino
50 Giri + 200€
Visita
StarCasinò
StarCasinò
50 Giri + 200€
Visita
Big Casino
Big Casino
55€ Gratis + 300€
Visita
William Hill Casino
William Hill Casino
200 Giri + 1000€
Visita
Netbet Casino
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
Visita
Pokerstars Casino
Pokerstars Casino
500 Giri + 2500€
Visita
Betflag Casino
Betflag Casino
1000€ Gratis + 1000€
Visita
Casino.com
Casino.com
10€ Gratis + 500€
Visita
Unibet Casino
Unibet Casino
100% Fino a 300€
Visita

 

ADM Gioco Responsabile

Il Gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica

Gioca Responsabilmente