Si spera che il via libera al gioco d’azzardo sia dato presto

gioco spera di poter riaprire presto

Oggi il mondo dei giochi, compresi i siti migliori di casino, si è tristemente abituato a vivere ed usufruire della “più cruda realtà” cui è obbligato a sottostare anche se, purtroppo, l’attuale realtà non è quella che si aspettava il settore che si era lasciato “ingolosire” dalla partecipazione alle sue problematiche manifestata sia dall’opinione pubblica che da quella di alcuni politici: primo tra gli altri dal neo-sottosegretario con delega ai giochi, Claudio Durigon. Purtroppo, anche con le belle novità della programmazione delle riaperture delle attività “non essenziali” il gioco, che vi appartiene indiscutibilmente anche a parere del vecchio Esecutivo Giallo-Rosso, deve nuovamente stare a guardare e può soltanto aspettare che “qualcuno” si ricordi di tutte le sue imprese e dei suoi lavoratori sperando che ciò accada prima di assistere ad un’ingente morìa di imprese di gioco ed al licenziamento di altrettanti lavoratori.

In ogni caso, il del gioco d’azzardo non può essere che felice per la categoria dei ristoratori che potranno riaprire all’aperto, per le attività sportive sempre svolte all’esterno che così metteranno parzialmente in atto la ripartenza delle relative attività che andranno così ad accontentare finalmente un pubblico orfano da troppo tempo anche di questo. Per quanto riguarda il divertimento, invece, sia al chiuso che all’aperto come per esempio i parchi di divertimento, dovranno ancora attendere che ci si ricordi della loro esistenza e delle loro sofferenze economiche che non sono di certo poche. Ma il settore dell’intrattenimento non si dovrà scordare di essere stato di nuovo discriminato: infatti quelle dei parchi sono attività svolte indiscutibilmente all’aperto, quindi? Mentre l’intrattenimento con il cinema ed i teatri, sempre secondo rigidi protocolli, ma con attività svolte al chiuso, potranno riaprire i battenti: l’unica speranza per il divertimento resta quella di essere “ricordati e ripescati a breve” sperando di non perdere completamente la stagione estiva.

Infatti, la riapertura al divertimento ed all’intrattenimento darebbe senza dubbio un qualche respiro… in attesa che la curva epidemiologica, regina delle vite di tante attività commerciali si stabilizzi, con o senza vaccini. Ma si aspetta la lettura completa del decreto per la riapertura che a sorpresa “magari potrebbe contenere anche qualche parola sui giochi” che non è stata anticipata verbalmente dal Premier. Unica strada che per il momento rimane al settore per sperare almeno in una riapertura verso la fine di maggio, cosa che ad oggi non sembra più assurda di tutte le altre che girano attorno al destino del gioco pubblico e delle scommesse che, almeno a parole, è sostenuto da una parte consistente della politica. Si spera che l’esternazione di Claudio Durigon, sottosegretario con delega ai giochi, che ha richiesto al Governo di estendere le riaperture dei locali anche al chiuso e l’eliminazione del coprifuoco alle 22 entro la metà di maggio abbia seguito. Così si metterebbero in condizione tutte le attività di ricominciare a respirare aria di ritorno ad una pseudo-normalità, senz’altro mai uguale a quella perduta con l’avvento del Coronavirus, ma normalità della quale si sente la mancanza in un modo “smodato”. Bisogna in ogni caso ricordare, e purtroppo è una situazione che addolora, che il numero delle vittime sta scendendo, ma non in modo così significativo da consentire il famigerato “liberi tutti” e la cancellazione di ulteriori restrizioni.

Serve ancora attendere e non farsi coinvolgere dall’ansia di riaprire per sopravvivere, rischiando di sbagliare ancora una volta: evidentemente nessuna categoria se lo può permettere, ma neppure l’Esecutivo Epoca-Nuova. D’altra parte, il Premier Draghi non “si sente di andare oltre il rischio calcolato” e non intende “rispondere” per ora alle richieste di Italia Viva che vorrebbe far riaprire le piscine e le palestre dal mese di maggio: ma neppure a quelle della Lega che vorrebbe un po’ più di “ritorno alla normalità”, ma concordando con il cammino intrapreso da Draghi. E se, per puro caso, il Premier dovesse acconsentire alle richieste di Italia Viva si potrebbe sperare che, per estensione, si possano applicare le riaperture di attività al chiuso anche a quelle del gioco e del poker.

Sempre tenendo in considerazione che il settore ludico, sino ad oggi, è stato veramente quasi preso di mira e finito sempre in fondo a qualsiasi trattativa relativa alla riapertura delle sue attività ludiche. Anche se risulta davvero più che inconcepibile che il mondo dei giochi “sparisca” spesso da qualsiasi dibattito sulle riaperture. Le promesse sono destinate ad essere promesse ed i fatti “non si vedranno mai”? Difficile da mandare giù anche se ormai è una situazione che il mondo dei giochi e del bingo ha già vissuto e, purtroppo, anche più di una volta: così come è abituato a sentire voci (ma soltanto quelle) che lo sostengono anche in piazza durante le manifestazioni, ma che oggi quando si “deve stringere” per decidere sulle aperture queste stesse voci non si fanno sentire. Ma a prescindere da tutte queste considerazioni, “ci piace” dichiarare che la partita delle aperture, e purtroppo delle persistenti chiusure, non appare oggi totalmente davvero chiusa.

Ciò almeno sino a quando non si pubblicherà il decreto, periodo che potrebbe anche comprendere qualche possibilità per la filiera del gioco, e di tutta la sua industria, certamente sperando che la sua voce possa finalmente arrivare alle orecchie di chi decide il nostro futuro ed il futuro delle italiche aziende. Nel frattempo si deve anche prendere atto della nomina del sottosegretario ai giochi Claudio Durigon che si spera continui ad essere favorevole alla riapertura delle attività ludiche, così come ha dimostrato di comprenderne le esigenze e le criticità. Pare, infatti, che lo stesso neo addetto ai giochi si sia espresso nei confronti dell’Esecutivo per la ripartenza del gioco, gratta e vinci compresi, ed avrebbe anche potuto fare a meno di esporsi facendo slittare qualsiasi discussione in merito alla agognata ripartenza in altra data. Ma così facendo pare proprio essersi dichiarato coinvolto nelle criticità che il gioco non riesce più a fronteggiare ed interpretando questo suo atteggiamento come estremamente positivo per tutta l’industria del gioco. Cambio di sottosegretario, cambio di atteggiamento politico, cambio di partecipazione “personale”: sperare è doveroso.

Pubblicazione: 5 Maggio 2021 ore 18:00

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