Settore del Gioco d’azzardo: Ancora troppo maschilista

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Qualche volta “ci piace” anche aprire uno spazio ad una sana polemica sopratutto quando si parla dell’imparzialità dei ruoli femminili a livello dirigenziale: di fatto, posizioni “importanti” in aziende di un certo pregio ancora oggi sono difficilmente rintracciabili in tanti settori ed anche, purtroppo, nel settore che più ci interessa da vicino e del quale ci si interessa da qualche anno: il mondo dei giochi che è decisamente maschilista.

Le varie professioni attinenti al gioco d’azzardo, anche nei casinò di cui oggi si vorrebbe parlare, non lasciano tanto spazio all’immagine femminile se non quella stereotipata che faceva capolino sino a poco tempo fa che si impegnava a fare pubblicità alle Case da Gioco online attirando così l’attenzione del popolo dei giocatori che vedeva “l’immagine ammiccante” e ne veniva attratto.

Lasciamo perdere ogni riflessione su questo tipo di “impiego pubblicitario” poiché lascia poco spazio ad interventi “intelligenti” e non serve davvero spenderci parole, pensieri e riflessioni.

Fortunatamente, questo tipo di pubblicità è quasi sparito e, quindi, non si deve più associare l’immagine della bellezza femminile ed ammiccante al mondo dei giochi che ha già tanti problemi di suo e non lo si vuole gravare di dissertazioni riguardo “l’uso dell’immagine femminile” sfruttato per qualsiasi cosa.

Dunque, in queste righe non si vuole parlare solo dei Casinò dell’italico Paese e del suo gioco in generale che non prevede ai massimi livelli direzionali donne seppur “adorne” magari di laurea in economia e commercio, oppure in psicologia, oppure in marketing aziendale, ma invece “ci piace” curiosare oltre Oceano dove la situazione femminile applicata al gioco non viene applicata come si dovrebbe e viene fatto avanzare il mondo maschile che occupa indiscutibilmente ruoli di alto livello, magari non essendo neppure all’altezza del compito affidato.

E questo discorso non lo si vuole fare per mera polemica, ma sopratutto perché sarebbe ora che anche le donne avessero una qualche possibilità di arrivare ad un livello manageriale importante.

In davvero pochi settori le posizioni privilegiate sono affidate a donne, ma senza dubbio sono stelle splendenti in un universo decisamente maschile con tutti i retro-pensieri che ancora oggi tendono a scatenarsi laddove si intendesse mai lasciare ad una donna il compito di dirigere un’azienda od una Casa da Gioco.

E così si vuole tornare a parlare di Casinò e precisamente di quelli di Atlantic City dove oltre a non far trovare donne in alcuna attività, compresi i croupier che oggi spesso e volentieri sono compiti che vengono affidati al ruolo femminile, non impiegano nessuna persona di colore ai loro vertici: e qui la cosa risulta ancora di più complicata, difficile e scabrosa da qualsiasi angolo la si guardi.

In ogni caso, si vuole sperare con tutto il cuore che questi dati sottolineati dalla stampa statunitense siano da attribuire ad un puro caso del momento e per un possibile e puro avvicendamento di qualificati manager nelle posizioni dirigenziali. Ma il dato reale contro cui si “sbatte” è che in nessuno dei nove Casinò di Atlantic City attualmente risultino donne oppure persone di colore a guidare queste strutture!

Ma queste “mancate presenze” sono però abbastanza recenti: infatti sino ad un paio di anni fa la situazione era totalmente diversa e, quindi, è stato un cambiamento sufficientemente repentino rispetto alla diversa situazione vissuta sino allo scorso biennio che ha innescato questo brutto allontanamento delle figure femminili dalla leadership dei Casinò di Atlantic City.

Per fare una cronistoria di queste Case da Gioco si può dire che la vicepresidente senior e direttore generale del Tropicana ha lasciato il suo incarico alla fine dello scorso mese di luglio dopo due anni in questo ruolo indiscutibilmente di primo piano: ora è passata come Ceo di una società di gestione immobiliare di New York: era l’ultima del gruppo di quattro donne, due delle quali di colore, che gestivano i Casinò di Atlantic City.

Altro dato interessante da sottolineare è che sino a settembre 2020 quattro dei nove Casinò di quella città erano gestiti da donne e da allora le stesse posizioni sono state occupate da uomini bianchi.

Da tenere presente che l’America Gaming Association, Gruppo commerciale nazionale per l’industria dei Casinò e dei siti di gioco con slot, non ha ritenuto opportuno tenere statistiche sul numero dei Casinò gestiti da donne, ma sia la stessa Associazione che analisti ed esperti del settore hanno convenuto che le donne erano in percentuale molto inferiore al numero degli uomini che coprono quelle posizioni: una percentuale “buttata lì” poteva essere rappresentata da circa un 10% veramente esiguo e di poco conto.

Se poi si considera che anche le donne, come per esempio chi gestiva il Casinò Tropicana, al momento di accettazione di quel lavoro aveva già vent’anni di esperienza nel settore dei Casinò e quindi senza alcun dubbio con una professionalità più che acquisita e “frequentata”, seppur donna!

La stessa ha avuto tantissime esperienze alle spalle e prima di entrare nell’industria del gioco d’azzardo ha trascorso ben nove anni a Wall Street dove ha ricoperto ruoli dirigenziali sia nella tecnologia che nella diversità ed inclusione.

Una vera perla rara si potrebbe dire, che ha fatto una carriera splendida e quindi “beata quella struttura” che ha potuto attingere dalle sue svariate “esperienze femminili” come dirigente. Si può dedurre, dunque, che maschio o femmina quando una persona ha una particolare vocazione al comando ed all’organizzazione riesce ad emergere nonostante il mercato ed il mondo che lo attornia magari non sia predisposto ad accoglierla/o.

A questo punto, ma purtroppo, si potrebbe dedurre che “ogni mondo è Paese” e che come da noi il reparto femminile è fermo al palo tranne qualche sporadico episodio di affermazione ad alti livelli, anche in altre realtà ben lontane dal gioco le cose non sono poi tanto diverse.

Si può però anche essere orgogliosi di vedere che fortunatamente le cose stanno cambiando: il Primo Ministro inglese è una donna, la Commissione Europea è gestita da una donna, e magari il prossimo italico Presidente del Consiglio potrebbe essere una donna… con buona pace dei maschilisti che non ne saranno certamente contenti.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 9 Ottobre 2022 ore 08:30
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