Se si continua a combattere il gioco legale online, vincerà quello illegale

il contrasto del gioco legale favorisce illegale

Il compito, il dovere e l’onere di uno Stato che tuteli gli interessi dei propri cittadini dovrebbe essere quello di tenersi ben strette le imprese lecite e mettere tutte le forze possibili per contrastare e debellare quelle che, invece, non lo sono e che portano con sé insieme all’illegalità anche altre “virtù” della criminalità organizzato, pesando in questo modo oltre che sulla vita della cittadinanza, anche su quella del territorio. Purtroppo, nel nostro bel Paese succede esattamente il contrario, almeno per quello che riguarda il mondo del gioco d’azzardo e quello delle piattaforme autorizzate di casino online, dove gli interventi dell’Esecutivo sono nettamente improntati a distruggere ciò che di buono, negli anni, questo settore è riuscito a costruire. É una fortissima incongruenza che ci consegna, oltre tutto, il dato che i siti di gioco illegale inibiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sono in netta crescita rispetto a quelli relativi allo scorso mese di marzo: ad oggi, i siti inibiti sono più di ottomila ed offrivano gioco senza concessioni e, quindi, senza alcuna tutela per i cittadini giocatori.

E questo, in pratica, conferma che continuano ad esserci aziende che operano online in modo illegale, mentre le imprese lecite del medesimo comparto sono costrette a chiudere avversate come sono dalle restrizioni e dai divieti che le toccano da vicino e ad opera, non si finirà mai di ripeterlo, dello stesso Stato che dovrebbe proteggerle. In pratica, la guerra senza quartiere che il Legislatore ha impostato e continua a portare avanti nei confronti del gioco online legale non ha altro risultato che quello di far “crescere in modo esponenziale” quello illecito che non si riuscirà praticamente più a controllare. Risulterà sempre più difficile e complicato arginare il gioco online illecito e riducendo continuamente l’offerta legale bisogna dire che questo lo sta veramente rendendo impossibile. E non è certo un risultato che trasmette sicurezza sia al territorio che alla cittadinanza tutta. Si arriva persino a domandarsi se tutte queste “manovre strategiche contro il gioco” messe in campo dall’Esecutivo siano “in malafede”!

Come se vi fosse un “disegno istituzionale” che abbia l’obbiettivo di distruggere la legalità del gioco: il medesimo piano piano rimane chiuso in un angolo e, certamente così, non può più rappresentare un baluardo per la legalità. Palesa soltanto aziende e dipendenti del settore ludico allo sbando più completo, creando ulteriori problematiche per il Paese sia per l’economia, sia per la occupazione che già sono due elementi in equilibrio più che precario e che fanno discutere tantissimo per quanto “non vengono ben affrontati” dall’Esecutivo Giallo-Verde. Pertanto, andando a spulciare l’elenco dei siti di gioco bloccati, risulta che gli sforzi per il controllo dell’online illegale sono assolutamente insufficienti e, quindi, sembra proprio una “lotta contro i mulini a vento”. Esistono centinaia di “siti clone” dove basta cambiare una cifra all’interno del dominio per replicarli all’infinito, quindi… Per non parlare, poi, del problema delle “nuove estensioni, quelle alternative al .com” che rendono questa possibilità di duplicazione praticamente infinita.

E questo, purtroppo, si accompagna a verificare che probabilmente molte delle piattaforme che sono state intrappolate dalla rete dei Monopoli hanno magari “riaperto” lo stesso giorno: semplicemente cambiando una cifra del dominio o cambiando estensione. Al paradosso: per ogni sito illegale che viene chiuso dall’Agenzia, potenzialmente ne spuntano fuori addirittura due: un’impresa certosina e senza risultati tangibili per la sicurezza, nonostante l’impegno che viene profuso. Ed il risultato è che gli operatori illegali trovano proprio nel Legislatore, e nei controllori, i loro migliori alleati perché con le strategie messe in campo per la riduzione dell’offerta legale non si fa altro che far rifiorire l’illegalità. Una constatazione questa che dovrebbe risultare abbastanza chiara, ma che tutti “fanno finta di non vedere”, e che porterà all’estinzione del gioco lecito (con buona pace dei perbenisti e dei benpensanti). E non è abbastanza riferire questo: la cosa più importante è che si sta ancora oggi aspettando questa benedetta Legge Nazionale sul Gioco che potrebbe, magari, mettere qualche paletto a favore del gioco lecito, sia terrestre che online.

Il termine annunciato all’emissione del Decreto Dignità è abbondantemente scaduto e neppure se ne parla di questa riforma ludica e di questa Legge Nazionale. Mentre alle imprese di gioco, ed ai suoi operatori, si continuano a richiedere (da parte dell’attuale Esecutivo) sforzi economici per il cambio di “parco macchinette slot machine” ed aumenti di tassazione per raccogliere più risorse per fronteggiare le promesse pre-elettorali dei due schieramenti che gestiscono il Paese. I “sacrifici” più impegnativi a livello economico vengono sempre richiesti al mondo dei giochi, riserva di Stato, e ci si rivolge sempre alle medesime attività, questo come tanti Governi precedenti, per avere introiti “freschi e senza condizione”. Ecco perché in qualche riga precedente si parlava di “malafede”: si continua a chiedere alla filiera del gioco “di tutto e di più” perché ormai la stessa filiera ha abituato i vari Governi a “risposte sempre obbedienti e positive”.

Ma può anche essere che i tempi, oggi, siano cambiati e che il gioco pubblico non sia più il famoso “pozzo senza fondo” al quale abbeverarsi in ogni circostanza di “siccità” che si rappresenti all’Esecutivo. Il pozzo si è prosciugato, così come la pazienza dei suoi addetti ai lavori che vorrebbero continuare ad investire in questo business del gioco, ma che vedono che il proprio diretto “datore di lavoro” non li vuole mettere in condizione di farlo. E non ci sono manifestazioni che tengano per sottoporre alle istituzioni le esigenze del gioco legale: qualunque numero di partecipanti si raggiunga il risultato da parte dell’Esecutivo Giallo-Verde è sempre uguale: non vedo, non sento, non parlo. Quindi, di cosa si sta discutendo, sembra proprio tutta “aria fritta” e con questa non si può proprio fare nulla, non è certo un ingrediente positivo per arrivare a buoni risultati: non serve certamente uno chef di grido per comprenderlo!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 6 Maggio 2019 ore 12:00
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