I risultati del primo convegno internazionale sul Gioco online

convegno internazionale sul gioco online

Questo è il periodo, e ci si domanda il perché di tali concomitanze (sarà forse “l’odore” delle elezioni?), in cui arrivano i risultati di tanti studi, ricerche e sondaggi che riguardano il gioco d’azzardo sia terrestre che online: come detto in altro articolo, si vuole riferire di “quasi tutti” questi studi per par conditio, ma sopratutto per avere più voci, e diverse sopratutto, su un fenomeno che imperversa sul nostro territorio, ma non solo nel nostro Paese visto che anche all’estero il gioco è particolarmente vissuto in modo assiduo, ma senza dubbio più regolato, e che pare di “discreto interesse”. La politica, dal canto suo, non lascia passare occasione per esternarsi, in modo particolare l’attuale Esecutivo Giallo-Verde: da un lato lo disprezza e dall’altro se ne abbevera. Cosa, peraltro, non nuova se si guardano i vari Governi che si sono succeduti che, anche se non “accaniti in modo particolare” contro i giochi hanno sempre attinto al “pozzo senza fondo del gioco pubblico”, pur disprezzando lo stesso settore, le sue imprese ed i suoi operatori.

Sembra che queste “sensazioni” siano sempre state quelle che “arrivavano all’opinione pubblica” anche se la realtà economica dei vari Esecutivi era quella di ”prelevare risorse” per far quadrare, come sempre i vari bilanci statali. Ma fatta questa premessa, che è sufficientemente piena di retorica della quale ci si scusa ma che, in ogni caso, “ci piace” cavalcare per fare il punto preciso tra la politica (attuale e non) ed il mondo dei giochi, si vuole passare a riferire del risultato del primo convegno internazionale sui giocatori di casino online, altro segmento del gioco che sta diventando importante e vissuto in modo alquanto assiduo dai giocatori. Ovviamente, il tutto vista la impossibilità di raggiungere con facilità il gioco terrestre che sta per essere quasi allontanato dall’italico territorio con i noti strumenti del distanziometro e delle fasce di accensione degli apparecchi da intrattenimento che ne delimitano troppo l’esistenza e la rintracciabilità. Ecco, quindi, una sorta di “resoconto” sull’esito dell’eGames Project, primo convegno internazionale sul gioco online, dal quale si potrà evincere l’identikit, appunto, dell’internauta del gioco che si potrebbe suddividere in due categorie: il giocatore d’azzardo ed il giocatore di altri giochi.

Si sono studiati soggetti che si sono auto-proposti, ma che non sono da ritenere, però, rappresentativi del “popolo italico dell’online”: sono principalmente sposati e con titolo di studio mediamente alto, infatti, il 40% sono laureati. I risultati di questa ricerca presentata appunto alll’ “eGames Project” sono ben illustrati dal direttore del reparto Farmaco-dipendenza, tossicodipendenza e doping dell’Istituto Superiore di Sanità. Il primo “risultato” interessante è che il gratta e vinci è uno dei giochi più praticati, seguito dalle scommesse sportive, dalle lotterie ed, infine, dalle slot. Altra specificazione dello studio è che suddivide i giocatori in quattro tipi: il giocatore sociale che non ha alcun problema nel relazionarsi con il gioco, il giocatore a basso rischio, quello a rischio modesto ed, infine e quello da seguire con occhio più attento, il giocatore problematico. Questa ultima categoria, come detto particolarmente da attenzionare, rientra nella fascia di età 25-39 anni: si sottolinea anche che se si è di fronte ad un giocatore che dedica al gioco più di tre ore al giorno ci si trova dinnanzi ad un giocatore problematico.

Una “cosa positiva” di questo studio è che esiste tra i giocatori online “solo una piccola percentuale” che si rivolge ai siti illegali: positiva nel senso che giocando online su siti legali i giocatori non incorrono in spiacevoli esperienze che i siti illegali invece sottopongono, purtroppo, con estrema frequenza. Ora, è il momento delle cifre nude e crude: lo studio in totale è rivolto a circa 21mila soggetti di cui il 36,5% gioca d’azzardo, livello culturale medio, sposati, con occupazione fissa per la maggior parte. A fronte di una percentuale del 42% di giocatori sociali, è presente il 24% di giocatori problematici, 20% a basso rischio e, per chiudere, un 14% a rischio moderato. Per studiare ed affrontare le problematiche esistenti sul territorio relativamente al disturbo da gioco d’azzardo, lo studio evidenzia che esistono 561 strutture che se ne prendono carico: il 48% fa capo al servizio sanitario, il 37% a gruppi di sostegno ed il 14% è rappresentato dal privato e l’1% da altre risorse generali.

Esiste anche sul territorio un numero verde nazionale per queste problematiche e dalla sua attivazione sono state gestite circa tremila telefonate: numero nettamente in aumento da quando è comparso il numero su tutti i tagliandi cartacei delle lotterie. Ritornando, per un momento, al podio dei giochi si deve sottolineare che il gioco “più gradito” è il gratta e vinci e da qui anche la convinzione che le famigerate “macchinette” rappresentano certamente un gioco che suscita molto interesse, ma che non è il destinatario delle ”preferenze” in generale: e ciò non è il risultato solo di questo studio, ma anche quello di alcune diverse ricerche proiettate in modo particolare al mondo dei ragazzi, dove si evince che le macchinette non rappresentano la priorità di scelta della parte più giovane della nostra attuale società. Questo in un certo senso è un buon risultato molto interessante visto che si addossano a queste apparecchiature da intrattenimento tutte le cose peggiori che possono succedere a chi si avvicina al gioco.

Ma tanto si è certi che le campagne no-azzardo continueranno con questo preciso destinatario, indipendentemente da tutto quello che in realtà può risultare monitorando sia il gioco terrestre che quello online. Non si riesce a far arrivare all’opinione pubblica (ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire), che i giovani, molto probabilmente, sono più attenti di quanto si pensi, più responsabili e consapevoli di quanto vanno ad affrontare giocando: sarà anche merito della continua informazione che viene fatta partendo proprio dalle scuole con convegni ed incontri che preparano i “nostri ragazzi” a conoscere cosa rappresenta il gioco d’azzardo come sano divertimento e come rischio di coinvolgimento. Forse i più adulti sono più sprovveduti.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 9 Marzo 2019 ore 12:00
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