Casino di Campione: Si riapre e si progetta il futuro

nuova riapertura del casino di campione che cosi potra programmare anche il suo futuro

È del tutto evidente che negli scorsi mesi si sia dedicato “un pezzo del nostro cuore” al Casinò di Campione d’Italia ed al suo nuovo casino online, chiuso da così tanto tempo che quasi poteva essere stato addirittura dimenticato: ma di certo non da chi scrive che ha seguito ed avuto a cuore le sorti sia della Casa da Gioco, poiché è settore seguito sempre con tanta partecipazione, ma anche della comunità campionese che a causa del dissesto dell’azienda di gioco ha subito un contraccolpo notevole in conseguenza della mancanza del “sostentamento” proveniente dallo stesso Casinò al sociale. Inutile nascondere infatti che le sue risorse venivano usate dall’Ente Locale di Campione per provvedere alle necessità della comunità di quella bellissima cittadina, nota per la sua bellezza ed anche per l’attrazione usata dal suo Casinò. Le vicissitudini economico-finanziarie della Casa da Gioco sono state davvero difficili da risolvere e superare, ma ora che si riaprono i battenti non si può evitare di essere emozionati per la fine di tutte queste tristi esperienze.

Esperienze di vita che hanno coinvolto la cittadinanza ed i lavoratori sia del Comune di Campione d’Italia che del Casinò: però, oggi si può dire senza dubbio che il peggio è passato senza mettere di nuovo “il dito nella piaga” e perdere ancora tempo per risalire ai responsabili di quel disastro. Se ne è parlato davvero a lungo e poco importa per i lavoratori sapere a chi devono dire grazie per il loro posto di lavoro perduto: ormai “quel che è stato, è stato” e serve andare avanti con una gestione indiscutibilmente migliore ed, in ogni caso, con un’Amministrazione che conduca l’Azienda di gioco d’azzardo legale ai vecchi fasti di cui le nostre Case da Gioco si possono “fregiare” e per i quali sono conosciute queste strutture. Anche la potenza estetica delle italiche strutture è sempre stata di richiamo per i giocatori così come l’incanto, l’eleganza e l’accoglienza delle sale e dei tavoli verdi dei Casinò che hanno saputo nel tempo dedicare e regalare ai frequentatori sensazioni quasi da sogno.

Ma il tempo passa, tutto si innova e si modernizza e, quindi, anche le Case da Gioco terrestri italiane devono adeguarsi ad un nuovo tipo di utenza forse più giovane e meno “importante economicamente”. Infatti, spesso nei Casinò era facile trovare persone finanziariamente elevate piuttosto che giovani che oggi si intrattengono anche con gli apparecchi di gioco oltre che al tavolo verde: apparecchi che i diversi Casinò hanno dovuto quasi forzatamente inserire nelle loro offerte per adeguarsi all’avanzare del tempo che offre un diverso modo di vivere il gioco d’azzardo e l’intrattenimento. Il 26 gennaio si sono riaperte le porte del Casinò di Campione d’Italia tirato a lucido in tutte le sue parti: sia nell’organizzazione che nella amministrazione e nella stessa struttura estetica che, chiusa da qualche hanno, ha avuto senza dubbio necessità di un restyling per accogliere “vestito di nuovo” la sua clientela che non aspettava altro, essendosi dovuta “trasferire” in altre sale per causa di forza maggiore!

Si può, comunque dire che la politica si è attivata per fare in modo che la riapertura della Casa da Gioco fosse un ritorno alla normalità per tutta la comunità campionese sotto il profilo della gestione della loro quotidianità, della possibilità di muoversi liberamente e, sopratutto, di non aggiungere “disagio a disagio” al momento dell’ingresso nel territorio doganale dell’Unione Europea. La politica ha cercato di ridurre il danno alla cittadinanza che ha sofferto a lungo a causa della situazione del Casinò e che ha necessità di una prospettiva di vitalità sotto il punto di vista economico: quindi, si è inteso lavorare per quanto possibile alacremente per riaprire la struttura, ma anche per cercare di creare un regime fiscale sicuro adatto per attirare altre attività economiche diverse dal gioco nel territorio. E, quindi, la politica si riterrebbe soddisfatta se le persone di quella realtà potranno trovare uno spazio sociale soddisfacente anche in virtù di altre attività che dovessero decidere di riaprire i battenti, cosa non facile ma oggi possibile.

Infatti, tanti esercizi hanno dovuto abbassare le saracinesche a causa della situazione che si è creata e la cittadinanza si è trovata “annientata” dalle vicissitudini del Casinò che è rimasto chiuso per tre anni, passando attraverso una sentenza di fallimento, poi annullata per vizio di forma, che aveva gettato la cittadina in un vorticoso insieme di problemi e di difficoltà economiche ed occupazionali, oltre che inevitabilmente problematiche a livello sociale. Anni terribilmente difficili che si spera saranno ricordati nella gestione futura del Casinò e delle scommesse: esperienza acquisita dall’Amministrazione che dovrà essere estremamente attenta nella collaborazione con il Comune e non rispecchiare quella del passato, puntando su di una maggiore flessibilità, in modo che non si determini l’assoluta dipendenza del Comune dalla Casa da Gioco. Sicuramente, la lunga crisi sia del Casinò di Campione che della comunità campionese ha creato danni notevoli al territorio: stupisce proprio per questo che i vari Esecutivi, che si sono susseguiti dal 2018 ad oggi, non abbiano mosso un dito per accorciare i tempi di sofferenza e di crisi.

Il riassesto del Casinò e la sua riapertura sono da attribuire a mesi di lavoro certosino messo in campo sia dagli organi amministrativi che da una parte piccolissima, ma estremamente coraggiosa, della politica e della magistratura che in sinergia hanno portato alla ripartenza della struttura ludica e di poker, risultato che inizialmente poteva sembrare irraggiungibile. Invece, il Tribunale di Como ha concesso un concordato in continuità, ridonando vita alla Società: così nel prossimo quinquennio si potrà risanare la situazione con dipendenti e creditori all’interno di un piano che ha trasmesso soddisfazione per tutti, cosa indispensabile per mettere delle basi per un futuro. In questi cinque anni è auspicabile che gli impegni economici vengano appaiati e che il Casinò, nel frattempo, riesca a dare nuova vita anche all’economia campionese naturalmente con un deciso cambio sulle sue dinamiche gestionali. Senza dimenticare che la riapertura del Casinò dovrebbe avviare un nuovo cammino che riguarda altre società che gravitano attorno alla stessa Casa da Gioco.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 9 Febbraio 2022 ore 12:25
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