Il Regno Unito è riconoscente nei confronti del gioco

regno unito riconoscente al gioco

Forse, il nostro Paese “dovrebbe crescere” ed abbandonare il perbenismo ed i falsi moralismi che in questo ultimo biennio non hanno fatto altro che ostacolare qualsiasi attività di gioco, facendo precipitare nel baratro il settore ludico, ed anche quello dei migliori siti di casino italiani, che oggi si trova veramente in difficoltà e quasi sicuramente non potrà corrispondere alle casse dell’Erario ciò che le stesse si aspettano: le risorse del gioco non potranno “accontentare” le richieste dell’Esecutivo Giallo-Verde che forse si ritroverà a mettere una “pezza” a quegli importi che ci si aspettava dal gioco pubblico. E di chi è la colpa? E, sopratutto, perché non si riesce ad imparare ed assimilare dai comportamenti che si tengono in altre realtà dove si ha l’umiltà di ammettere apertamente che del gioco si “sfruttano” gli introiti per intervenire nel sociale e per quanto serve alla conduzione di alcuni Stati. Forse il popolo italico, e sicuramente la sua politica, sono troppo orgogliosi ed alquanto supponenti per prendere esempio da altri territori dove il gioco è meglio gestito e dove, sopratutto, non viene bersagliato negativamente, ma viene “usato” come qualsiasi altro settore commerciale o di servizi.

Il Regno Unito, infatti, da sempre è preso come esempio per la conduzione dei rapporti con il mondo del gioco, con la sua regolamentazione molto presente e severa, ma che riesce a vivere ed a crescere economicamente, mettendo sul mercato il meglio dei giochi e, naturalmente, rendendo felici gli utenti che a questo intrattenimento lecito si rivolgono con fiducia e divertimento. Sono 40 i miliardi di sterline, che è l’equivalente di oltre 45 miliardi di euro, che sono stati raccolti ed usati per supportare “buone cause”: questo è in pratica l’obbiettivo raggiunto dalla National Lottery, la lotteria nazionale in franchising statale nel Regno Unito, gestita da Camelot Group. Certamente, una somma incredibile che è stata messa a disposizione della società britannica ed è certamente un ottimo risultato che ripaga dell’impegno profferito da Camelot, ed impegno servito a raggiungere scopi lodevoli. In tante occasioni si è sottolineato quanto è seguito il gioco nel Regno Unito e quanti investimenti vengono messi in campo per l’innovazione sia nel retail che nel digitale.

Nell’ultimo anno Camelot ha pensato di riportare i giochi a sorteggio verso l’interesse dei cittadini, senza dubbio rendendolo più bilanciato in modo che offra qualcosa per tutti. Sono stati apportati anche miglioramenti nei gratta e vinci ed ai giochi istantanei online curandone il design, il merchandising e la disponibilità. Tutto questo ha innalzato il livello di vendita di quei giochi ed è da considerarsi, quindi, un grande successo, sopratutto, se si guarda al fatto che bisognerà affrontare in quel mercato, come nel nostro, una certa incertezza economica, ma anche la concorrenza di altri settori del gioco. A completamento di “questo quadro idilliaco” bisogna anche dire che i “ritorni ai vincitori” ed alla Camelot, sono cresciuti “alla grande”, da 205 milioni a 6,7 miliardi nell’ultimo anno: tale crescita è stata ottenuta con vendite record attraverso smartphone e tablet pari ad un miliardo, cioè circa al 55% di tutte le vendite digitali della lotteria nazionale.

Anche il commercio al dettaglio risulta un canale seguito, con quasi il 75% delle vendite totali che arrivano a mezzo dei terminali presenti. Tutte queste iniziative sono da far risalire ad una revisione approfondita lanciata nel 2017 e focalizzata sulla “discesa” delle vendite nella percentuale dell’8,8% nel 2016/2017: da qui è partita una sorta di “ristrutturazione” del segmento di gioco che ha portato agli ottimi risultati che sono stati elencati in queste righe. Ma ora si intende anche riferire il parere espresso su questi risultati dalla Gambling Commission: la stessa ritiene l’operato e gli obbiettivi raggiunti dalla National Lottery “assolutamente incredibili”, sopratutto perché i ritorni che si possono impiegare alle “buone cause” sono ingenti e verranno “massimizzati” dal regolatore poiché un risultato così evidentemente positivo non si può ignorare. La Gambling Commission sottolinea che questa professionalità e l’innovazione che viene applicata nel modus operandi di Camelot potranno senz’altro garantire un futuro pieno di successi che indirettamente contribuiranno a tante iniziative per le “buone cause”.

Ed il tutto è merito di Camelot e del suo percorso tecnologico sempre in evoluzione, strumento che si è dimostrato indispensabile per il raggiungimento di tali scopi sociali più che ragguardevoli. Fatto questo “quadretto” di una sola struttura ludica a livello nazionale sul mercato del Regno Unito ci si domanda: ma quando mai nel nostro Paese verrà lodata un’impresa che si occupa di gioco pubblico? Purtroppo, si conosce perfettamente la risposta: non è mai successo che vengano pubblicamente fatti elogi ad una qualsiasi organizzazione aziendale che sia del settore gioco d’azzardo e che porti risorse “importanti” nelle Casse dell’Erario che, poi, dovrebbero essere “rigirate”, anche nel nostro Paese, in “buone cause”. Quasi come se le strutture che governano il nostro Paese abbiano il timore di un parere negativo dell’opinione pubblica se si dovesse mai rendere “qualsiasi tipo di elogio” ad un’impresa della filiera del gioco!

Come fosse disdicevole tutto ciò che proviene da questo settore che in altre realtà più evolute della nostra per quello che riguarda il rapporto con il gioco viene, invece, “impiegato” senza falsi moralismi. E quante volte si è sottolineato tutto questo? Assai spesso perché ancora oggi non si è proprio mai sentita una parola a favore dell’industria del gioco, neppure quando la medesima veniva considerata “una colonna dell’economia nazionale”, figuriamoci ora che è ridotta ai minimi termini! Industria del gioco che, nonostante tutto questo “bel trattamento”, continua a far ingurgitare alle Casse dell’Erario somme più che importanti, considerando il modo in cui è costretta a vivere sul nostro territorio e nonostante queste imprese ludiche rappresentino il gioco pubblico, e quindi lecito. Ma questa è l’Italia e l’incongruenza fa parte particolarmente della nostra politica e delle nostre istituzioni che, forse per paura di “perdere qualche voto” non tiene in considerazione gli sforzi di un intero settore, ma non fa altro che denigrarne l’operato. Altro che elogi come succede in altri Stati che non sono poi dall’altro capo del Mondo…

Giugno 17, 2019: •
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