Raccolta non autorizzata di scommesse in cartoleria

raccolta scommesse illegale in cartoleria

Certamente, un luogo inusitato la cartoleria… che funge da agenzia scommesse! Non ci pare essere già successo, ma è accaduto invece in Sicilia. Il Tar Sicilia, quindi, a seguito di questa “inadempienza” ha confermato la revoca della licenza di pubblica sicurezza al titolare di una cartoleria dove è stata accertata la raccolta di scommesse, ovviamente non autorizzata. I Giudici aditi del Tribunale Amministrativo Regionale siciliano hanno esaminato gli atti depositati dall’Amministrazione dai quali emerge, senza ombra di dubbio, che all’interno della cartoleria si svolgeva una “pingue” attività di raccolta di scommesse sportive. Infatti, ciò avveniva mediante l’attività di intermediazione svolta da parte del “cartolaio” sul proprio conto di gioco dal quale risultavano, in meno di due settimane, ben oltre 120 giocate per un ammontare di oltre mille euro. E questo avveniva in assenza della regolare licenza di Pubblica Sicurezza e di autorizzazione alla raccolta del gioco da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: ad aggravare la posizione veniva anche accertato che il “cartolaio” avrebbe consentito il gioco ad un soggetto minore di anni 18, identificato all’interno dell’esercizio.

Queste sono le premesse che rimarcano la sentenza del Tar Sicilia che ha respinto il ricorso avanzato da parte del titolare della cartoleria “incriminata” nei confronti del Ministero dell’Interno, della Questura di Palermo e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per il provvedimento con il quale è stata revocata la licenza di Pubblica Sicurezza ex art. 86 rilasciata allo stesso ricorrente per lo svolgimento dell’attività di sala giochi. I Giudici, a sostegno della propria decisione, hanno evidenziato che le norme vigenti dispongono che le autorizzazioni della polizia possono essere revocate, o sospese, in qualsiasi momento proprio nel caso di abuso da parte della persona autorizzata: abuso che si contempla in qualsivoglia comportamento che dimostri l’utilizzazione di un titolo non conforme alla relativa specifica disciplina che ne discende non solo ed unicamente dalla Legge, ma anche dalle altre fonti regolatrici, quale può essere senza dubbio la licenza.

Si conclude l’esposizione della decisione, da parte dei Giudici del Tar, sottolineando che le condotte che vengono contestate al “ricorrente cartolaio” comprendono quell’abuso di cui si è indicato nelle righe più sopra in quanto “in violazione di precise prescrizioni e condizioni di esercizio della licenza”. Poi, a completamento della sentenza, i Giudici precisano che allo stesso ricorrente, ed in relazione alla episodicità dei fatti che sono stati contestati oggi, l’Amministrazione ha potuto provare a mezzo di precisa documentazione, che già nel 2015 era stata contestata allo stesso ricorrente la raccolta illegale di scommesse sportive sempre all’interno della medesima cartoleria. Sbagliare è umano, ma perseverare è indubbiamente diabolico!

Bisogna anche sottolineare, proprio in seguito a questo “particolare” episodio, che le varie Polizie Locali, relativamente al contrasto al gioco illegale ed ai casino online italiani non conformi, e guardando in modo attento proprio il segmento delle scommesse, svolgono un lavoro “certosino” ed una sistematica azione di vigilanza. Su questa tematica sono attribuite proprio alla Polizia Locale, che mettono in campo un preciso monitoraggio, le attività di controllo degli esercizi proprio con attenzione particolare allo sviluppo del lavoro che si svolge in questi ultimi. Vengono usati i reparti di Polizia Commerciale, ma in generale tutti i reparti territoriali, e gli interventi che la Polizia Locale svolge avvengono sia durante la consueta azione di monitoraggio del territorio, ma anche a seguito di segnalazioni da parte della cittadinanza e questo proprio per contrastare i fenomeni di illegalità e di degrado derivanti indirettamente dal fenomeno del gioco d’azzardo.

Questo monitoraggio e questa attenzione al territorio viene esplicato, come detto, principalmente dalla Polizia Locale che opera in sinergia con le altre Forze dell’Ordine come la Guardia di Finanza in primo luogo, ma anche con la Polizia di Stato e con i Carabinieri: in tutti i Comuni, inoltre, esistono tavoli per l’ordine e la sicurezza dei territori che hanno come obbiettivo quello di tenere assolutamente sotto controllo il gioco illegale sia per la sicurezza dei cittadini, ma anche a tutela del gioco d’azzardo lecito che da quello illegale subisce, indubbiamente, una concorrenza manifesta e sleale. E per questo ci si sente di sottolineare che l’opinione pubblica dovrebbe essere edotta sulla pericolosità del gioco illecito che si svolge, a piene mani, sul nostro territorio persino in una cartoleria!

Questo per ricordare che se gli italiani avessero piena coscienza della pericolosità del gioco illegale, e conoscessero un poco più profondamente quello problematico, non ricorrerebbero ad una rete parallela di raccolta delle scommesse come quella di cui si sta parlando: e rete che opera sul nostro territorio nazionale ormai da tanti anni e la cui esistenza risulta quasi “certificata” dallo Stato. O forse anche questo argomento del gioco pubblico e del gioco illegale fanno parte dei “bersagli facili” assolutamente disponibili per la nostra politica contro i quali scagliarsi quando quest’ultima vuole far colpo sull’opinione pubblica e far intendere la sua presunta vicinanza ai problemi della cittadinanza. Ed è chiaro che a questo punto potrebbe nascere spontanea una domanda: non sarà forse per un fine prettamente politico che la situazione del gioco, in generale, rimane in questa sorta di limbo chiaramente caratterizzato dall’assenza di precise informazioni?

La realtà della presenza delle scommesse illecite sul territorio è un fenomeno che si tende a monitorare e vuol dire che rappresenta, quindi, un problema che le istituzioni vogliono tenere sotto controllo: ma che, poi, ne vogliano partecipare i veri risultati all’opinione pubblica questo è un altro discorso, considerando che sino ad oggi questo percorso è stato seguito veramente poco ed in modo assolutamente impreciso. In ogni caso ben vengano studi, ricerche ed indagini sul mondo del gioco illegale: bisogna sapere di “cosa” si è circondati quando si ricerca il gioco come intrattenimento e divertimento. Quindi, anche quando si vuole scommettere su qualsivoglia evento sportivo o non: bisognerebbe avere contezza di questo mondo e di quello che ci può “presentare” come… sorpresa!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 17 Febbraio 2019 ore 12:00
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