Anche il gioco senza vincita in denaro è destinato a scomparire

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Non c’è scampo per il gioco, compresi anche i siti migliori di casino italiani: sia che si parli di quello con vincita in danaro che per il puro intrattenimento ci si deve sempre confrontare con le sue problematiche, che purtroppo sono sempre più impegnative. L’ultimo “confronto” è quello che riguarda l’amusement, e particolarmente il divieto delle ticket redemption che ha colpito alcune regioni e che sta mettendo in fibrillazione le imprese che si occupano di questo settore. Già, questo segmento deve competere con il gioco “dei grandi” diciamo così, ed essere a volte persino confuso con lo stesso e soggiacere alle “sue normative”: oltre a questo ci si mettono pure ordinanze comunali che impediscono l’uso delle ticket redemtpion proprio a quella parte della giovane società cui gli stessi apparecchi sono stati studiati, creati e messi sul mercato. Sembra impossibile che la vita del gioco sia così difficoltosa, anche quando non contiene derive né eventuali patologie. Ma queste sono le norme e con questo purtroppo le imprese si devono confrontare, seppur lottando per poter far comprendere quanto il sano e puro divertimento può essere positivo per il vivere quotidiano.

É ovvio, però, che tale ragionamento non basti ad ostacolare l’incedere di norme che mettono al bando anche l’amusement in sempre più territori e ciò non può che allarmare questa parte del gioco che non pensava certamente di cimentarsi in una “battaglia così cruenta” con le istituzioni per poter sopravvivere e rendere felici e spensierati i giovani che si avvicinano a questo intrattenimento con il solo scopo di divertirsi. E che non si venga a dire che questi apparecchi possano “accompagnare” i giovani al gioco problematico, patologico o peggio ancora alla dipendenza da gioco d’azzardo perché così si toccherebbe veramente “il fondo del barile”. Pertanto, questo comparto, anch’esso importante per l’economia del nostro Paese e che stava riguadagnandosi una fetta di mercato, sta per essere messo in crisi così come il destino di centinaia di persone che vi lavorano con professionalità. Il divieto di accesso ai minori alle ticket redemption, imposto in alcune regioni cominciando dall’Emilia Romagna, territorio da sempre frequentato dai giovani e giovanissimi particolarmente nel periodo estivo, si è visto applicare verso la fine di marzo con l’approvazione in giunta della delibera di attuazione della norma prevista dalla Legge sul Gioco.

Legge che contempla, appunto, la negazione ai minori di accedere ai giochi per essi costruiti e distribuiti: è una tematica di estrema importanza che ha fatto schierare in prima linea alcune associazioni tra cui Sapar e Confesercenti ed ha fatto intervenire, persino, una interrogazione al Consiglio Comunale di Rimini dove l’assessore alla Sicurezza di quella città si è augurato che le sale giochi “possano riconfigurare la loro offerta”. Parole che lasciano come sempre l’ambiguità della interpretazione… Si continua a sottolineare, senza sosta e senza paura, che il gioco senza vincita in danaro va assolutamente distinto da quello che invece lo prevede ed andrebbe trattato per quello che in effetti è: solo ed unicamente divertimento sia per le famiglie che per i giovani e giovanissimi e che non comporta derive nel modo più assoluto. Purtroppo, si continua invece ad “abbinare i due comparti” come si trattasse di un’unica cosa, cadendo in modo inequivocabile nel rischio di condannare a morte un intero settore produttivo, cosa che denota una superficialità senza pari ed una mancata conoscenza del settore che le istituzioni, sia pur decentralizzate, non dovrebbero mettere in campo.

Possibile che gli stessi Enti Locali che stanno mettendo in atto provvedimenti “scriteriati” (per l’amusement) non calcolino che così facendo stanno mettendo in ginocchio un intero comparto? Non si possono, infatti, paragonare videogiochi, flipper, kiddie rides, gru che pescano giocattoli, tiri al gettone che alla fine consentono di ritirare premi piccoli ma gratificanti, che costituiscono la principale fonte di divertimento dei giovani, al gioco con vincita in danaro: le sale giochi tradizionali dove vengono installati i giochi senza vincita in danaro con ticket redemption sono frequentate in modo prevalente da adolescenti, ma oggi sono anche considerate luoghi protetti e prediletti da nonni e nipoti che si divertono e passano il tempo “in famiglia”. Come potrebbe essere possibile che un settore che ruota attorno al gioco per i bambini, i ragazzi e le loro famiglie prosperi se le sue attrazioni vengono vietate proprio ai minorenni? É evidente che i gestori di sale giochi, i produttori ed i distributori degli stessi siano in allarme: vedono sgretolarsi il loro mondo che, oltre tutto, non dà tornaconti economici come il gioco d’azzardo per i grandi.

Un disastro commerciale senza precedenti: senza alcuna ipotesi scientifica che attesti che da questi giochini possa discendere alcuna forma di ludopatia o dipendenza. Quindi? Penalizzare chi studia, crea e mette sul mercato un sano divertimento per famiglie ed i ragazzi è forse un incentivo per i più piccoli a rinchiudersi in casa a giocare con la console: cosa che rappresenta lo strumento di anti-socializzazione per antonomasia e forse (questo sì) potrebbe spingere i maggiorenni a fare una esperienza con il gioco d’azzardo con vincita in danaro. Ma se neppure queste considerazioni, che puniscono un settore per responsabilità che lo stesso assolutamente non ha, riescono a far cambiare indirizzo a questi provvedimenti, bisogna aggiungere che non si capisce in virtù di quale fonte o di quale studio le Regioni od i Comuni che hanno bandito i giochi senza vincita in danaro dai desideri dei minorenni abbiano assunto tali decisioni, posto che asseriscono (?) che i giochi fanno “male alla salute”. Sembra una svista chiara nella quale sono incorsi: quindi, la politica in tutti i suoi gradi dovrebbe farsi carico di questa tematica e far invertire la marcia e mettere in essere chiarezza, regole ed equità: ne saranno capaci? A guardare dai risultati che si riferiscono direttamente il gioco d’azzardo pubblico, quello con vincita in danaro, qualche perplessità certamente ci assale…

Maggio 2, 2019: •
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