Se si discrimina il gioco d’azzardo non si combatte quello problematico

per contrastare il gioco problematico non si deve demonizzare il gioco azzardo legale

Purtroppo, da anni il gioco pubblico, ed anche i siti di casino con slot, subisce sia dallo stesso Stato “che lo ha creato”, che dall’opinione pubblica od almeno da una sua parte dichiarata di suoi agguerriti detrattori e da alcuni schieramenti politici, una sorta di gogna e di discriminazione che a volte non ha limiti.

Cose che impediscono alle attività ludiche di avere una “vita normale” non fosse altro poiché gli operatori del gioco rappresentano il prodotto di Stato e, quindi, la legalità.

Ormai, però, il gioco sembra quasi essersi abituato a stare in una sorta di limbo ed anche se continua a combattere per non farsi sopraffare da norme e Leggi quanto meno assurde, si trova in una situazione di notevole disagio che durante la pandemìa si è acuito e che ora sta diventando sempre più insopportabile.

Ma nulla, purtroppo, si muove in relazione alla cosa più ambita da tutta l’industria del gioco, il riordino nazionale del settore: davvero unica arma per fronteggiare un futuro che altrimenti non si intravede all’orizzonte.

Futuro estremamente importante per i 150mila lavoratori del mondo ludico che non si sentono tutelati e di certo non sicuri della propria occupazione.

L’unica via di uscita sembra essere davvero il riordino nazionale che farebbe uscire da quest’opera denigratoria che persiste persino in questo periodo dove più voci hanno sottolineato quanto sarebbe stato utile per il territorio, per i cittadini ed anche per lo Stato che le varie attività di gioco fossero rimaste aperte per accontentare quei consumatori che quasi per forza si sono trovati a rivolgersi al gioco illegale, vista l’assenza assoluta del gioco terrestre.

Anche la continua e progressiva espulsione delle slot machine dai bar e dalle sale giochi in un numero che continua purtroppo a crescere ha contribuito a “ringalluzzire” il gioco d’azzardo illegale e lo testimoniano indiscutibilmente le presenze di decine di sale clandestine e di siti illegali, seppur individuati e sanzionati nell’ultimo periodo emergenziale.

E si deve anche pensare che nelle sale clandestine un giocatore che si trova “sulla lama del rasoio” riguardo al gioco problematico non ha alcun sostegno e viene lasciato a sé stesso “in balìa dei propri demoni” ed a giocare sempre di più per rincorrere quella Fortuna che arriva troppo di rado proprio dove funzionano gli apparecchi di gioco illegali che sono naturalmente tarati “per non far vincere, ma per far soltanto giocare sempre di più”.

Ed è ciò che vuole la politica ed il Governo? Vedere i suoi cittadini continuare a giocare su apparecchi che non li faranno vincere mai? Anche agli occhi di un profano è chiaro che il gioco problematico non si possa contrastare con l’illegalità, ma solo con l’informazione e la cultura di ciò che si usa, sopratutto per conoscere ciò che può portare qualunque persona fragile od influenzabile a continuare ad insistere nel gioco sperando di “diventare ricco e cambiare vita”.

Ma non è così: certo c’è chi vince al gioco, al SuperEnalotto od al Gratta e Vinci ma sono “casi” e non è certo la normalità.

Quindi la strada più utile da percorrere è quella di incentivare i giochi di intrattenimento con possibilità di vincita più proporzionate, piuttosto che assistere ad una corsa sfrenata verso vincite milionarie che ottengono soltanto lo scopo di spingere a giocare nella speranza di raggiungere quelle chimere! Forse sarebbe utile che tutta l’industria del gioco e delle scommesse per difendersi da questo “intrufolamento” del gioco illegale faccia un passo (ed anche lungo) in avanti e vada ad assumersi un ruolo maggiormente attivo nel contrasto alle dipendenze.

Ed un buon primo passo è stato fatto ancor prima del Coronavirus con i corsi di formazione e quelli di informazione che nei vari territori si organizzavano per far diventare gli addetti ai lavori dei veri professionisti del gioco che oltre a curare la propria attività possono anche aiutare i propri clienti a “non cadere nella rete sbagliata”.

Senza dubbio si potrebbe anche ricorrere alla tecnologia per impedire ai giocatori “di rovinarsi” limitando le giocate ed allungando le partite ed altre strategie simili.

Ma proposte dal gioco legale e non bisogna lasciare le persone a rischio in mano al gioco illegale dove non avrebbero possibilità di gestirsi con consapevolezza, poiché sentimento che nel gioco d’azzardo illecito proprio non esiste.

Invece nell’insieme dei gestori di sale o di apparecchi nei bar, i giocatori sono quasi tutti conosciuti e proprio per questo gli esercenti devono essere i primi ad essere coinvolti nel contrasto al gioco problematico, intervenendo quando possibile per inibire il gioco ed il poker online non solo ai minori, cosa che dovrebbe essere la consuetudine, ma anche a quei giocatori che si dimostrano fragili. Forse con questo impegno sociale molto forte può essere che la politica e l’opinione pubblica guardi il comparto ludico in modo diverso e con condivisione.

Ma l’intervento della politica non può essere soltanto quello di “guardare con occhio benevolo” ciò che fanno gli operatori del gioco: la politica “deve fare il suo” e mettere subito in campo una regolamentazione adeguata.

Sopratutto per consentire al settore di operare in serenità, ma anche per avere un territorio governato con la tutela della legalità, e chi potrebbe farlo meglio meglio se non le “Riserve di Stato” che hanno proprio quel compito?

Ma è evidente che devono essere aiutate, sostenute, ma assolutamente devono essere regolamentate con estrema trasparenza per poter trasmettere quella sicurezza di cui tutti i cittadini hanno bisogno, ma anche le stesse imprese di gioco.

Ma non basta ancora: anche la fiscalità imposta al settore è senz’altro da rivedere: infatti, oggi si attesta a circa il 70% quanto meno se si parla degli apparecchi di gioco.

Percentuale ritenuta, da confronti tra i Paesi, quella più alta a livello europeo: ed ora dopo la brutta esperienza pandemica diventa una tassazione non più gestibile dal settore del gioco, ma si pensa anche da qualsiasi altro settore.

È di fatto altissima ed oggi assolutamente improponibile.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

Giornalista

Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 19 Ottobre 2021 ore 18:00
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