Oltre al gioco d’azzardo ci sono anche i parchi di divertimento

oltre al gioco azzardo ci sono moltissimi parchi d puro divertimento in italia

In questi ultimi mesi si è parlato tantissimo del puro intrattenimento, oltre ai migliori siti casino italiani, anche e sopratutto perché “dell’altro gioco”, quello delle slot per intenderci, c’è ben poco da dire dopo la sfumata Legge Delega che ne avrebbe risolto i problemi principali.

Poi, si è parlato tanto del puro intrattenimento per ciò che è accaduto ai giochi sportivi digitali con l’accesso di ADM in alcuni esercizi dove “sembrava” potessero essere esposti al pubblico “giochi non regolari” o, quanto meno, ritenuti tali dal gioco pubblico: verifica avvenuta dopo le chiusure ed i sequestri effettuati e passi indietro della stessa Agenzia che ha provveduto con interventi e spiegazioni relative.

E poi ancora: proprio per quest’ultimo evento, era intervenuta “addirittura” la politica che non si è mai occupata di gioco in modo così appassionato, sostenendo l’amusement che si è sentito rassicurato e protetto, agendo sino in fondo e chiarendo la situazione dei “giochi digitali sportivi” tanto discussi che hanno ottenuto una precisa posizione sul mercato.

Ora, visto che il periodo vacanziero è aperto da qualche settimana, si vuole parlare sempre del puro intrattenimento con i Parchi Permanenti del nostro Paese, che tra l’altro sono aderenti a Confindustria e comparto che coinvolge oltre 230 imprese per un totale di 25mila posti di lavoro diretti e che può arrivare, con il relativo indotto, a ben 65mila unità.

E perché prende voce questo segmento? Semplicemente per sottolineare anche all’opinione pubblica che quando si parla di mondo dei giochi… c’è sempre qualcosa che non funziona a dovere e che, anche quando sporadicamente viene emesso un “sostegno istituzionale” che avrebbe dovuto decorrere dallo scorso gennaio 2022 per un importo di ben 20 milioni di euro, purtroppo non vi si dà seguito.

E qui non c’entra la crisi di Governo, poiché tale “Sostegno Ter” avrebbe dovuto entrare in vigore prima di questo crollo istituzionale che porterà inevitabili conseguenze negative sull’economia di tutto il Paese che Draghi dichiara di lasciare in “leggera ma costante risalita”.

Così, “ci piace” curiosare meglio in ciò che non è avvenuto, ma sopratutto valutare le eventuali conseguenze che ne deriveranno se non si riuscirà a velocizzare il suo decorso naturale: si vuole soltanto precisare che se sarà vanificato il provvedimento da 20milioni moltissime aziende del comparto saranno in difficoltà e dovranno chiudere i loro battenti. Senza entrare nel dettaglio del risvolto occupazionale.

Si vuole risalire a quanto dichiarato dall’Associazione Parchi Permanenti Italiani che chiede un intervento immediato, senza se e senza ma, da parte del Governo e già qui ci si dovrebbe interrogare su quale. Quello uscente di Mario Draghi?

Forse non ne ha i poteri poiché può intervenire soltanto sugli “affari correnti”, oppure quello futuribile? E qui si parlerebbe del mese di ottobre, “andando bene” e, quindi, l’immediatezza nell’intervento lascerebbe alquanto a desiderare! Luciano Pareschi, Presidente, cerca di sottolineare gli inspiegabili ritardi che il Sostegno Ter ha fatto propri generando al segmento dei Parchi una vera e propria emergenza.

Dopo aver superato il termine del 30 giugno 2022 (dichiarazione della fine emergenza pandemica) tecnicamente la misura non potrebbe essere più gestita attraverso la “normalità emergenziale”, si passerebbe ad uno stato successivo che impone un tetto massimo di 200milaeuro per poter beneficiare degli aiuti senza violare le regole comunitarie. Importo più che esiguo se si rapporta alle perdite subite a causa delle chiusure durante il periodo pandemico.

Di fatto, se non viene messo in campo un correttivo, il provvedimento dei 20milioni di euro dedicato al comparto dei Parchi Permanenti verrà vanificato e tantissime imprese che hanno dovuto tenere chiuse le proprie attività durante il momento peggiore dell’emergenza sanitaria, sobbarcandosi oltre tutto costi fissi piuttosto rilevanti, non potranno ricevere alcun sostegno a cui invece avrebbero diritto con le immaginabili conseguenze relative al dipendenti.

L’attuale situazione economica dei Parchi Permanenti che stanno ancora cercando di rialzare la testa guardando le perdite del 20/21 è davvero “crudele”.

I Parchi, rispetto al pre-pandemìa, hanno perso il 75% nel 2020 e circa il 50% nel 2021: ad essere i più colpiti sono stati i parchi a tema sempre per i lunghi lockdown, ma anche per le restrizioni imposte alla riapertura al fine di evitare gli assembramenti, con tutti i protocolli ai quali adeguarsi che si sono riflettuti sugli ingressi.

I parchi faunistici ed acquatici invece, seppur anch’essi abbiano dovuto confrontarsi con una diminuzione pesante dei visitatori, hanno subito danni economici inferiori. Per tutti, in ogni caso, quando sono state rimosse le restrizioni nel 2022, hanno potuto riprendere fiato e constatare un incremento degli ospiti rispetto al 2021.

Ma i Parchi in generale hanno necessità continua di investimenti sia per la manutenzione che per le attrezzature: quelli che sono preventivati per i prossimi anni superano e di molto i 100milioni di euro solo in infrastrutture da unire ad un incremento stimato del 20% rispetto ad oggi per l’impiego di lavoratori nuovi. Il lato “positivo” di questa situazione economica “disagiata” è che per fortuna la mente degli operatori lavora sempre molto bene.

E, quindi, esistono tanti progetti che porteranno indiscutibili vantaggi sui rispettivi territori sia per il turismo che per l’occupazione: ma non si può evitare di pensare che sulle prospettive di crescita pesano incognite enormi relative al continuo aumento dei costi fissi.

Infatti, anche in questo settore viene usata energia il cui costo è raddoppiato, ed anche i costi delle attrazioni realizzate in metallo pagano la mancanza di materia prima. Il tutto si concretizza con un aumento delle attrezzature e ritardo nelle consegne rispetto ai “buoni tempi passati”: pure reperire il personale è problematico ed anche qui servirebbero incentivi economici.

Dopo aver esposto tutto ciò per fotografare il mondo dei Parchi Permanenti, è utile sottolineare che gli aumenti dei biglietti di ingresso hanno avuto un aumento estremamente contenuto, inferiore al 5%, proprio per incentivare le persone a regalarsi una giornata di sano divertimento: mentre però le imprese sono in attesa ancora oggi a distanza di sei mesi dei “famigerati Sostegni ter”.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 5 Settembre 2022 ore 12:04
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