Il Gioco è totalmente inascoltato: Si deve intervenire

gioco inascoltato ha bisogno delle riforme

Non si può di certo affermare che la crisi di Governo, una tornata elettorale “indegna” in alcuni contenuti, ed un risultato delle urne in parte inatteso ma che mano a mano che arrivavano i sondaggi si capiva cosa avrebbe generato non abbiano messo il Paese in mezzo ad una situazione difficile: situazione critica nella quale già si trovava alla fine il Governo Draghi che aveva tantissima “carne al fuoco” da governare con arguzia e pragmatismo e con tante decisioni da assumere che in quel momento erano in stand-by per motivi diversi.

Provvedimenti come il riordino nazionale del gioco che è fermo da un anno circa, visto che la Legge Delega sul Gioco avrebbe dovuto fare la sua apparizione verso la fine di gennaio.

Acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, tante sorprese hanno coinvolto e stanno tuttora coinvolgendo il Paese e la sua economia: così il nuovo Esecutivo si trova ad aprire gli occhi con la sua 19a Legislatura in un momento certamente difficile ed in parte disastroso.

Dove sarà inequivocabilmente costretto a confrontarsi con un mare magnum di decisioni da mettere in campo perché i settori stanno aspettando questi provvedimenti istituzionali trovandosi tutti in equilibrio decisamente precario insieme ai rispettivi lavoratori che temono di non avere più il proprio posto di lavoro tra qualche mese.

Dunque? Cosa farà il nuovo Esecutivo fresco di nomina, ma già alle prese non solo con gli strali della sinistra (che si potrebbero pure evitare visto che alcuni sono davvero beceri) ed i disaccordi dentro la stessa maggioranza che pure è risultata da pochissimi giorni vincitrice con un bel distacco dalla sinistra.

Nonostante questo ci sono le prime frizioni neppure tanto leggere cui il Leader di centro-destra Giorgia Meloni tiene orgogliosamente testa.

Ma a parte questa premessa socio-politica si vuole entrare in quello che sarà il fare del nuovo Governo che dovrà decidere dove e come intervenire, laddove il gioco spera vivamente prenderà in considerazione anche il suo riordino, oggi indispensabile.

E non c’è davvero il dubbio che non lo sia poiché mantenere l’incertezza che regna nel gioco ormai da diverso tempo sarebbe davvero un crimine perpetrato ai danni dello stesso mondo ludico ed anche dell’economia del Paese.

Così come lasciare allo sbando totale uno dei pochi comparti che ha continuato negli anni a crescere (a parte ovviamente nel periodo pandemico dove tutti erano bloccati), ha continuato ad assumere personale arrivando persino “ad inventare” nuove professioni legate al proprio settore ludico.

Oltre tutto, oggi il nuovo Esecutivo si dovrebbe trovare con un lavoro per il riordino già impostato, od almeno dovrebbe essere così viste le tante rassicurazioni che durante questo anno sono state rilasciate proprio dal sottosegretario con delega ai giochi, Federico Freni, che più volte ha assicurato quanto il riordino fosse vicino alla sua realizzazione finale.

A prescindere dal fatto che per porre in essere il riordino lo Stato non dovrebbe fare alcun tipo di investimento per creare infrastrutture od altro: si tratterebbe soltanto di attuare una riforma.

Infatti, si dovrebbe esclusivamente attuare una semplificazione ed una razionalizzazione normativa, ma già con tale intervento si consentirebbe a tutta l’industria del gioco di ripartire senza incertezze e nel modo migliore oltre a rimettere in moto il mercato ed a movimentare gli investimenti sul mondo ludico da parte degli investitori internazionali che hanno “stoppato” i loro interventi proprio per l’insicurezza del nostro mercato del gioco bloccato, in modo particolare, dalle famigerate Leggi Regionali “capestro” che a loro volta hanno provocato la Questione Territoriale.

Situazione che da tempo ha bloccato lo sviluppo del settore e le relative attività commerciali che si trovano in alcuni territori addirittura ad essere estromesse ed allontanate dal loro “spazio di appartenenza” in qualità di “Riserve di Stato” e rappresentanti della legalità e della tutela dei cittadini-giocatori.

E solo mettendo mano alla normativa per renderla più scorrevole si toglierebbe il gioco legale dalle sue principali difficoltà evitando così di favorire lo sviluppo del gioco illecito che si offre con sfrontatezza ai giocatori.

E non solo: mettendo mano alla ristrutturazione della normativa si procurerebbe naturalmente una maggior raccolta, cosa di indiscutibile interesse per le casse dello Stato che ultimamente stanno ricevendo dal mondo ludico molto meno introiti ai quali erano abituati da anni, considerato che il gioco pubblico ha sempre provveduto a riversare nelle casse dell’Erario cifre davvero ragguardevoli.

Ecco spiegato il motivo per il quale per affrontare la questione del gioco il nuovo Esecutivo non dovrebbe fare sforzi eccessivi perché dovrebbe già esservi una bozza: sopratutto oggi quando il Movimento Cinque Stelle ha perso peso politico ed essendo un forte oppositore dell’intero mondo del gioco laddove è stato il promotore accanito del famoso Decreto Dignità portatore dell’altrettanto famoso divieto totale della pubblicità ai giochi, non potrebbe schierarsi come ha fatto sempre contro una nuova regolamentazione del settore ludico, come per esempio il disegno di legge presentato dal Partito Democratico nei primissimi giorni di lavoro del nuovo Parlamento.

Con questi presupposti è evidente che una domanda sorga spontanea: “Perché attendere per riformare il gioco pubblico che attende il suo riordino da anni e che aiuterebbe l’economia del Paese e del suo stesso mondo?” Si tratterebbe solo di controllare e valutare un lavoro già predisposto che avrebbe dovuto venire alla luce mesi fa.

Mentre è evidente che tanti temi e tante altre sfide da affrontare sono più complessi e non di così facile soluzione come con il gioco pubblico! E qui si trovano solo tre o quattro argomenti che farebbero tremare i polsi a chiunque: il taglio al cuneo fiscale, la revisione del reddito di cittadinanza, il decreto Trasparenza.

Ed il “piccolo problema della crisi energetica” che sta mettendo in ginocchio l’intero Pianeta ed argomento che coinvolge imprese e cittadinanza dove lo si colloca? Non dovrebbe esserci scelta, prima le cose facili e già pronte e poi quelle impegnative che fanno “scoppiare la testa”: almeno così dovrebbe suggerire la logica: peccato che quando si parla di gioco la logica assolutamente non si applica mai.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 8 Novembre 2022 ore 09:00
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