Regione Puglia: Una riapertura al mondo del gioco

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Si spera che Eurispes non abbia necessità di alcuna presentazione poiché tante volte lo si è preso come riferimento per le ricerche e gli studi che pone in essere, particolarmente in materia di gioco d’azzardo e siti di casino. Quindi, ecco il motivo per il quale non ci sorprende affatto che l’attenzione dello stesso Eurispes sia stata sollecitata ed attirata dalla “apertura” mentale e pratica che la Regione Puglia ha dimostrato di avere nei confronti delle attività commerciali che offrono il gioco pubblico. La legge regionale è stata “ridimensionata” per dare spazio a queste attività, consentendo loro di poter ancora vivere sul territorio e di poter riuscire a pensare anche ad un futuro ed a quello delle famiglie che vi lavorano. Eurispes ha effettuato ricerche sui distanziometri, sulle fasce orarie e su quegli strumenti (comprese le ordinanze restrittive che hanno costretto il gioco lecito “all’angolo”) ed è, quindi, naturale che la sua attenzione sia stata allertata dal comportamento dell’Amministrazione pugliese che, così in “modo atipico”, si è comportata nei confronti del mondo dei giochi: modo atipico ed assolutamente differente da quello tenuto da quasi tutte le altre regioni consorelle.

Infatti, la decisione del Consiglio Regionale della Puglia di approvare una nuova legge sul gioco che vuole salvare le attività in essere e riduce il distanziometro per le nuove ha, senza dubbio, sollecitato l’attenzione di Eurispes che, nello scorso mese di ottobre 2018, aveva presentato un rapporto che metteva in discussione l’efficacia dei limiti “spaziali” come deterrente per il gioco problematico. É certo che questo “fare” risulta essere un importante passo avanti nella costruzione di un impianto normativo che guardi, in modo attento, all’ordine pubblico ed alla sicurezza ma anche ai risvolti occupazionali coinvolti in modo inevitabile dalle misure restrittive che, attualmente, sono in essere sull’italico territorio: proprio in questo momento ed in questo contesto nazionale che fa sempre fatica ad affrontare la tematica del gioco pubblico con il dovuto senso di responsabilità. Sul territorio pugliese, quindi, dopo cinque anni dall’approvazione della legge regionale sul gioco del 2013, e dopo un intervento della Corte Costituzionale, si è avviato un doveroso quanto necessario approfondimento sulla tematica del gioco che indubbiamente coinvolge risvolti importanti a livello di interessi pubblici.

“Ci piace” dare atto che, recentemente, si cominciano a vedere gli Enti Locali che guardano il gioco lecito con un occhio diverso, e che vedono in esso (come è giusto che sia) il baluardo della legalità sui vari territori ed uno “sbarramento importante” per l’illegalità che, inevitabilmente, ne vuole prendere il posto. La criminalità organizzata vuole penetrare nei territorio attraverso i canali di raccolta non autorizzati che, però, riescono a soddisfare la domanda di gioco che è pur sempre presente. Come “ci piace” anche sottolineare che Eurispes ha fornito un contributo per le riflessioni che vengono sempre più effettuate rispetto alla validità o meno del distanziometro, partendo anche dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità che si poneva la domanda se la “distanza” dai luoghi in cui è possibile consumare il gioco lecito sia un elemento influente nel determinare il comportamento dei giocatori e scongiurare o scoraggiare le dipendenze.

Dalle analisi dell’Istituto si può evincere che il giocatore problematico ricerca luoghi lontani da casa che “coprano in qualche misura” la sua condizione di dipendenza dal gioco: da qui discende che il “distanziometro” non risulta in grado di mitigare le sue pulsioni, mentre può avere un effetto di dissuasione per i giocatori “sociali”, ma che non hanno alcun problema legato al gioco o, comunque, che sono a basso rischio di dipendenza. Questo insieme di riflessioni e di pareri ha contribuito a portare il Legislatore regionale pugliese alla approvazione delle modifiche al testo della Legge del 2013 con la revisione della parte dedicata alle distanze minime degli esercizi dai già richiamati luoghi sensibili: così facendo, senza dubbio, si attenueranno le criticità commerciali delle attività ludiche, dando impulso agli investimenti. Con questa “presa di coscienza” della Regione Puglia la distanza minima è passata da 500 a 250 metri e la “lunga lista dei luoghi sensibili” è stata rivista in una ottica nuova, richiamando le categorie del decreto Balduzzi del 2012.

Da questo intervento regionale, spinto dall’esigenza di tutelare i lavoratori del comparto, discendono la salvaguardia della validità delle autorizzazioni concesse prima della data di entrata in vigore della disposizione, mettendo così “al sicuro” quasi novemila posti di lavoro e circa l’80% dei punti di gioco che sarebbe stato destinato a “chiudere i battenti” con tutte le conseguenze che si possono immaginare: ciò qualora la legge avesse avuto piena autorizzazione ed essere attiva nella sua formula originale. Ma il “cammino virtuoso” della Regione Puglia non finisce qui: infatti, si è messo in campo un ulteriore ed importante tassello con l’obbiettivo di riuscire ad instaurare un rapporto di sinergia e di collaborazione con la finalità di contrastare le derive problematiche. Una convenzione che la stessa Regione stipulerà con le Forze dell’Ordine, con i concessionari di gioco e con le Asl per un programma di interventi nel campo della prevenzione, della vigilanza e del contrasto alle violazioni delle norme regionali e nazionali in materia di gioco d’azzardo.

Tutte le operazioni che si stanno concretizzando hanno lo scopo di ottenere un effetto deterrente e dissuasivo rispetto a comportamenti illeciti da parte di gestori ed esercenti che saranno tenuti a frequentare appositi corsi di formazione afferenti la normativa in essere, le sanzioni ma anche (e questo sembra un obbiettivo “socialmente nobile” ed estremamente importante) il riconoscimento di situazioni pericolose derivanti dal gioco problematico e la attivazione di una rete di sostegno per le persone che possono essere coinvolte nelle derive del disturbo da gioco d’azzardo. Ed anche per questo “ci piace” sottolineare che questi interventi vanno esattamente nella direzione tracciata dall’intesa siglata in Conferenza Unificata il 7 settembre 2017, particolarmente riferendosi alla specializzazione dei luoghi di offerta di gioco pubblico, al fine di responsabilizzare gli operatori alla tutela dei giocatori e facilitare, quindi, un accesso più equilibrato e controllato ai servizi di gioco. “Chi lascia la strada vecchia (Conferenza Unificata) per la nuova (inesistente)… male si ritrova”!

Luglio 1, 2019: •
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