Riordino del gioco: Lo vogliono da nord a sud

da nord a sud si vuole il riordino del gioco azzardo

Recentemente si sta usando il “buon senso” quando si palesa il momento di decidere qualcosa di importante che riguarda il mondo dei giochi, compresi i casino slot, e, finalmente, sembra si sia messa da parte quella tal reticenza ad intervenire da parte dello Stato per cercare di sbrogliare quell’ingarbugliata matassa di norme che negli ultimi anni si è messa in campo ad opera delle diverse Regioni Province e degli Enti Locali. Buon senso che forse metterebbe fine a quel “non intervenire” da parte dei vari Esecutivi su questa pioggia di incaute, improvvide ed ingiuste leggi “capestro” sulle quali non si è voluto mettere mano per non essere tacciati, forse, di favoritismo nei confronti delle fantomatiche “lobby del gioco d’azzardo”. Cosa che ha, seppur inconsciamente, condizionato i vari Governi che si sono succeduti e che di certo non hanno avuto il coraggio di porre fine ad una situazione diventata ormai ingestibile da parte degli stessi creatori delle “leggi capestro” che non riuscivano più a tenerle sotto controllo, tanto erano incongruenti e contraddittorie.

Buon senso che, indiscutibilmente, “gridava vendetta” sopratutto recentemente quando la situazione del gioco d’azzardo stava diventando insostenibile ed incandescente. Una delle ultime Regioni ad applicarlo (il buon senso) è stato il Piemonte che in questi giorni ha fatto un passo indietro in relazione alla famosa retroattività della legge regionale del 2016 che stava rovinando l’economia di quel territorio se non fosse stata abrogata: sperando che possa fungere da faro per altri territori dove vige questa stessa “spada di Damocle” sulle teste delle diverse attività di gioco. Insieme al buon senso ha fatto apparizione anche una presa di coscienza degli errori messi in pratica dalle amministrazioni che oggi non possono continuare ad ignorare poiché i danni economici conseguenti si stanno rivelando ingenti ed anche quelli collaterali, che coinvolgono purtroppo l’illegalità, stanno creando troppe preoccupazioni a tutto l’italico territorio. Che a cedere, seppur per ultimo, sia stato proprio il Piemonte, da sempre ostile al gioco, sembra davvero una maturazione dei tempi e che sia prodromo di una svolta tanto attesa dall’intera industria del gioco.

Sì, tutto il mondo ludico sta aspettando quasi come una Natività, l’avvento del riordino del gioco, anche delle casino app, ed i vari territori che hanno deciso di revisionare le proprie regolamentazioni, in modo particolare per quello che riguarda i famigerati distanziometri, praticamente hanno già messo in atto un “riordino locale”, ognuno con attenzione al proprio sociale, ai propri interessi ed alla propria popolazione giocatrice che, se non trova il gioco pubblico disponibile, quasi per forza si orizzonta verso quello illegale con tutti i rischi che lo stesso comporta e nasconde. Così, però, invece che avere il riordino nazionale del settore, si applica il “riordino regionale” e non è esattamente ciò che il mondo ludico desiderava come si può ben immaginare: ma questo potrebbe significare l’inizio dell’effettiva nascita di questo benedetto riordino seppur da considerarsi un riordino “di fatto” quello che lentamente stanno mettendo in essere le varie Regioni. Che sia finalmente arrivato il momento del tanto atteso gioco pienamente sostenibile?

Oltre che un’ampia applicazione di buon senso, se si avverasse ovunque il riordino del gioco sarebbe da considerarsi quasi un “risarcimento” per tutti gli schiaffi che il settore ha subito in tempi recenti e proprio durante l’emergenza sanitaria che lo ha costretto ad una immobilità totale con danni economici che si stanno ancora conteggiando e con una illegalità che è riuscita a “rifiorire” prendendo il posto del gioco lecito e sicuro che ha lasciato la propria utenza orfana per tantissimo tempo a causa del Coronavirus. Nel frattempo, al gioco pubblico non resta che apprezzare queste prese di posizione territoriali e considerarle davvero una buona notizia, preso atto che di pensare al riordino nazionale almeno per il momento ancora non se ne parla apertamente, ma si vocifera soltanto. Ma per rendere il mondo dei giochi ancor più felice, si deve “raccontare” di un’altra notizia, anch’essa di estremo buon senso, ma che proviene addirittura da parte di un tribunale altoatesino, altro territorio alquanto “rischioso” per le imprese di gioco.

Una volta tanto, però, da questo TAR non viene affrontata, come di consueto, la solita “Questione territoriale” che ormai tiene banco tra i Giudici dei vari Tribunali Amministrativi: infatti, oggi si tratta di un ricorso contro il cosiddetto “Corona pass” che obbligherebbe i giocatori ad esserne in possesso prima di entrare in un qualsivoglia punto di gioco o scommessa su quella realtà territoriale. La pronuncia dei Giudici è mirata a riaffermare la “riserva di legge” che governa il mondo del gioco pubblico e che viene dettata dal Governo centrale, alla quale nessun legislatore locale può opporsi dettando norme “alternative” regionali. Sarà una pronuncia che farà alquanto “rumore”: sino ad oggi un po’ su tutti i diversi territori dello Stivale si sono applicate le varie Leggi Regionali (capestro) che sono intervenute addirittura a volte in modo esattamente contrario alla volontà dello Stato centrale, contravvenendo ai principi base dell’offerta di gioco pubblico giustificata dalla necessità di garantire il presidio della legalità.

Sembra strano, quindi, che proprio sul territorio altoatesino dove tutte le campagne proibizionistiche contro il gioco ed i bonus casino sono partite nel lontanissimo 2011, si vadano a confermare i diritti del gioco pubblico quando lo Stato centrale per tutti questi anni non ha mai fatto sentire la propria voce per far valere i diritti delle “sue Riserve i Stato”, neppure di fronte alla Giustizia Amministrativa lasciando gli operatori addetti al gioco in balia delle deliranti Leggi Regionali o Provinciali che hanno impedito alle attività di gioco di compiere serenamente il loro compito di rappresentanti del gioco legale di Stato su quei territori. Che la Giustizia altoatesina si svegli oggi sembra alquanto anomalo: ma ben venga questa presa di posizione e, sopratutto, questa pronuncia “diciamo controcorrente” che finalmente si schiera contro il regolatore locale a favore delle “Riserve di Stato” e di ciò che rappresentano. Era ora che qualcuno facesse chiarezza e prendesse una chiara posizione coerente con quanto dettato dal Governo centrale!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Luglio 2021 ore 18:00
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