Green Pass obbligatorio per accedere ai casinò terrestri italiani

entrate nei casino terrestri italiani solo con green pass valido

In mezzo a tutto il putiferio che è successo nelle varie piazze per contestare il Green Pass sul cui svolgimento si vorrebbe calare un velo pietoso, considerato che la violenza non ha mai giustificata e che un argomento come quello della certificazione verde non può essere la spinta a distruggere, a ferire, ad entrare negli ospedali per colpire addirittura i medici, si vorrebbe contrapporre la buona riuscita di questo strumento sull’economia. Studiato dal Governo Draghi, insieme alla campagna di vaccinazione che sta proseguendo in modo fluido e con una buona rassicurazione nei confronti dell’opinione pubblica, sta consegnando risultati positivi ed aziende aperte. Lo può sicuramente “certificare” e confermare il numero dei visitatori delle italiche Case da Gioco che, nonostante non godano di buona salute, hanno accolto parecchie persone che volevano divertirsi qualche ora nelle sale maestose dei Casinò, sedendosi ai tavoli verdi che hanno sempre il loro fascino, oppure nella parte “più giovane delle offerte di gioco” che queste antiche strutture stanno “ospitando” per accontentare una clientela diversa dall’usuale.

Infatti, oggi la clientela dei Casinò è diversa, molto più giovane ed anche con più esigenze tecnologiche che ancora sono un po’ ostiche alle Case da Gioco italiane che da tempo vi si stanno adeguando per poter accontentare una platea più variegata di frequentatori. Durante l’estate quindi, almeno per i primi mesi e ci si riferisce a giugno-luglio scorsi, il mercato dei Casinò italici ha avuto un sussulto ed una ripresa che lasciava davvero ben sperare e che teneva conto ovviamente del periodo estivo quello in cui ci si può dedicare forse qualche giornata per il divertimento. Non si deve dimenticare che se ne sente tanto la mancanza per le innumerevoli restrizioni e limitazioni che nell’estate appena trascorsa senz’altro hanno penalizzato sopratutto le discoteche che proprio in quel periodo offrono un particolare intrattenimento indirizzato ai giovani e giovanissimi. Ma questo, purtroppo, è tempo di pandemìa e tutti i settori, chi più e chi meno, hanno pagato un prezzo alto, alcuni anche altissimo e senza dubbio il gioco e l’intrattenimento sono fra questi.

Ma per ritornare ai visitatori dei Casinò si deve dire che l’avvento del Green Pass, che in tanti punti di gioco ha creato qualche “preoccupazione” sia nella gestione dei controlli sia nel far comprendere la motivazione per la scelta istituzionale, nelle Case da Gioco è stato accettato “benevolmente” e non ha intralciato, se non in pochissimi casi, le visite presso le strutture ludiche che cercano di attirare la clientela anche impegnandosi in attività di intrattenimento diverse dal solo gioco d’azzardo. Ormai si è a conoscenza, ed anche prima del Coronavirus, che i Casinò si sono “inventati strategie” per cambiare la loro offerta ai visitatori, inserendo nelle sale avvenimenti di cultura, musica, gastronomia, letteratura, moda: ciò per attirare piacevolmente la clientela che ha proprio voglia di passare in serenità e leggerezza qualche ora sicuramente giocando ai tavoli verdi ed alle slot machine che attirano l’attenzione soltanto con il loro scintillio che di certo non è usuale in sale così “austere” come quelle delle Case da Gioco.

Così, anche queste ultime ormai si “sono abituate alla modernità” delle proprie scelte imprenditoriali che oggigiorno sono dovute entrare di prepotenza per rendere il gioco d’azzardo nei Casinò più appetibile, appunto per una clientela diversa. Quindi, tirando una specie di bilancio del periodo estivo si può confermare, almeno per quello che riguarda le Case da Gioco visto che invece il gioco terrestre non ha ripreso con risultati soddisfacenti, che l’afflusso dell’abituale clientela ed in aggiunta di quella occasionale e curiosa, ha avuto uno sviluppo “interessante” con i clienti che hanno trovato lo spunto per regalarsi qualche ora di divertimento che soltanto il gioco d’azzardo, scommesse sportive comprese, ed i tavoli verdi riescono a trasmettere. In realtà l’adrenalina che si riesce a scaricare durante una partita di poker è a dir poco entusiasmante e soltanto i suoi “conoscitori” riescono a percepire cosa si è perso come intrattenimento in tutti i mesi in cui le Case da Gioco hanno dovuto subire la chiusura.

Proprio per questi giocatori, evidentemente, l’imposizione del Green Pass non ha causato un cambio di abitudini ed il divertimento ha prevalso sulla “forzatura” della certificazione verde: forse il giocatore si rende conto che essendo tutti vaccinati e certificati si riesce a godere meglio del tempo che ci si può dedicare ai propri svaghi preferiti. Quindi, ben venga lo strumento che attesta l’avvenuta vaccinazione e la messa in campo almeno del 90% della sicurezza sanitaria poiché da tante parti si continua a ripetere che il vaccino serve non al 100%, ma per una buona percentuale: comunque, dopo che la campagna vaccinale ha preso un indirizzo ben definito ed uno sviluppo efficacemente controllato, si è percepita la diminuzione nei contagi. Si può dire che chi vuole star bene e chi può vaccinarsi dovrebbe farsi parte diligente e provvedere a farlo per la sicurezza di tutti e per la tranquillità sanitaria sopratutto di coloro che per propri motivi di salute non possono farlo.

Ma per qualcuno questo è un discorso ostico ed inaccettabile: da qui le violente manifestazioni che non possono di certo “far piacere” alla gente comune che cerca di seguire gli indirizzi istituzionali e che ha percepito, nella stragrande maggioranza, che sia la vaccinazione che il Green Pass sono gli unici strumenti per godere di maggiore libertà di movimento ed anche per avere un po’ di divertimento, altrimenti impossibile. E non si tratta di essere un gregge che segue quello che dice il Governo serve avere un minimo di obbiettività e riconoscere che se le attività commerciali possono restare tuttora aperto lo si deve anche al gran lavoro che è stato fatto per mettere tutti in sicurezza oltre che sicuramente, alla diminuzione della forza del virus. Ma si è anche visto quanto la potenza delle sue varianti potrebbe fare danni se non fossero state imposte tante restrizioni delle quali è evidente si è tutti “veramente stufi”. Ma essere stufi non significa di certo contestare violentemente: questa è un’altra cosa, indubbiamente.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 28 Ottobre 2021 ore 11:27
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