Regione Puglia: Una proroga alla legge sul Gioco

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Oggi, probabilmente, si potrebbe dire che la proroga decisa dal Consiglio Regionale della Regione Puglia relativa al gioco pubblico sia un provvedimento assolutamente positivo perché preso non per “allungare il brodo” come si temeva in prima analisi, ma per una presa di coscienza che “qualcosa non va” in questa normativa e bisogna rintracciare e sostituire ciò che di sbagliato essa contiene. Tutto, ovviamente, nell’interesse sia del territorio che delle imprese di gioco e dei suoi operatori. Quindi, ben venga questa proroga di sei mesi che darà ampio spazio alle istituzioni regionali per studiare bene la situazione ed anche per attendere la riforma del settore, compresi anche tutti i migliori casino online, promessa ed annunciata dal vice premier penta-stellata Luigi Di Maio in più di una occasione.

E bisogna anche esprimere “soddisfazione” per questo provvedimento visto che ha evidenziato la coesione dell’intero comparto e la coralità con la quale si è espresso. La proroga ha dimostrato di essere un atto responsabile ed inteso non a spostare il problema più avanti, ma per cercare di capire dove risiede l’errore tecnico della norma vigente e cercare di rimuoverlo per arrivare alle tutele che ci si prefigge, ma anche attenzione a non ledere i diritti delle imprese di gioco e dei suoi lavoratori… che stanno in caso contrario rischiando veramente “grosso”.

Un’altra riflessione che comporta l’emissione di questo provvedimento regionale è l’espressione positiva che finalmente vi si evince nella volontà politica di confrontarsi con la filiera del gioco, cosa che, secondo chi scrive, fino ad ora era completamente mancata. Certamente, sei mesi possono essere tanti, ma anche pochi visto che le problematiche del gioco d’azzardo non sono minime da risolvere, ma sopratutto perché per rispettare gli interessi di tutti ci vuole senza dubbio una attenzione particolare che riveste impegno e caparbietà da parte di tutti coloro che intendono veramente “sistemare questa normativa-capestro”.

Sempre relativamente a questo Consiglio Regionale è molto interessante constatare che vi sono stati commenti di tanti politici presenti che hanno definito il distanziometro uno strumento iniquo e quasi dannoso per i giocatori compulsivi e questa disponibilità realistica, appunto del mondo politico, sembra onestamente un gran passo in avanti per poter avere confronti positivi per raggiungere veramente iniziative per combattere le derive che l’abuso del gioco d’azzardo può contenere. Il gioco problematico e compulsivo non può e non deve essere sottovalutato e proprio gli stessi operatori vogliono trovare un percorso che aiuti questi soggetti nel loro disturbo, poiché è fin troppo evidente che lo stesso mondo del gioco non desidera nelle sue sale persone “ammalate di gioco”, ma solo e soltanto persone che con questo intrattenimento si vogliono divertire e passare qualche ora del loro tempo libero in serenità e tranquillità.

Ma c’è anche chi ritiene che questa “manovra regionale” non sia giusta per le imprese di gioco, per gli operatori e gli addetti ai lavori: così facendo, infatti, si terrebbero ancora altri sei mesi tutti sulle spine, nessuno praticamente si va ad assumere serie responsabilità: è “tutto un dire e niente fare” e questo, per taluni, non è per nulla serio e dimostra mancanza di rispetto per tutti i protagonisti del mondo del gioco pubblico che vivono da tempo nell’incertezza commerciale e personale (i dipendenti) e che non sono assolutamente in condizione di fare il ben che minimo programma per un futuro lontano o vicino.

E questo è oltremodo grave e dimostra un’ipocrisia insita nelle decisioni che si intende prendere per il gioco. Significativo, d’altra parte, il numero di coloro che nel Consiglio hanno votato in modo favorevole per questa “benedetta proroga”: 35 favorevoli e 6 contrari e questo dimostra quanto questo intervento regionale sia sentito come “problema” anche se non sta lasciando tutti contenti. Ma la proroga di questi sei mesi, e relativa alla legge che statuisce alla decadenza di tutte le licenze di pubblica sicurezza rilasciate prima della Legge Regionale 43 del 2013, è stata ritenuta necessaria poiché sono stati valutati i risvolti economici delle imprese di gioco, seppur la stessa legge è stata messa in campo per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico, problematica assai delicata ed “ingombrante”.

Il Consiglio, in uno alla proroga della Legge Regionale, ha anche approvato l’ordine del giorno che lo impegna a richiedere al Governo Centrale una “tempestiva iniziativa normativa, anche attraverso decreto legge in materia di giochi”: decreto che dovrà essere mirato alla salvaguardia della salute dei cittadini con criteri di rafforzamento delle opere di informazione con la previsione di campagne di comunicazione che indirizzino verso un approccio consapevole del gioco; impedire l’accesso alle apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro ai minori ed ai soggetti già in cura per il gioco problematico (cosa che dovrebbe avvenire a mezzo della lettura della tessera sanitaria od altro documento di identità) ed infine dovrebbe essere orientato verso il rafforzamento dei “presidi socio-sanitari dedicati alle cure dei giocatori problematici”.

Un’ultima riflessione: certamente, il provvedimento assunto dal Consiglio Regionale pugliese è utile per risolvere “temporaneamente” il problema della revoca delle autorizzazioni, ma meglio sarebbe se fosse stato agganciato alla definizione da parte del Governo centrale della Legge Quadro (che tutto il settore ludico, con annessi e connessi, si auspica) che vada ad affrontare la riforma del settore. Ma in questo caso per tale riordino, anche del settore delle scommesse online, ci si augura che vengano interpellati tutti i soggetti interessati a questa riforma: imprenditori, rappresentanti di categoria, lavoratori ed i referenti che si occupano dei cosiddetti “luoghi sensibili” che interessano il “distanziometro”. E questo intervento del Governo centrale dovrebbe avvenire in tempi celeri perché il gioco problematico può rappresentare una emergenza ed ha necessità di norme certe e trasparenti, ma sopratutto valide ed in modo omogeneo su tutto l’italico territorio.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 19 Novembre 2018 ore 13:05
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