Green Pass e sale da gioco: Massima all’erta delle forze dell’ordine

forze ordine italiane fanno rispetare il green pass nelle sale gioco azzardo

Quasi terminata la “Saga dei Green Pass” e definiti i ruoli di controllo appunto delle certificazioni verdi, già così tanto sotto accusa, il Ministero dell’Interno successivamente alla circolare che ha chiarito “chi deve fare cosa” ha dato una sorta di via libera alle Forze dell’Ordine per provvedere ai sorteggi a campione degli avventori per controllare i Green Pass e la loro adeguatezza nonché la relativa corrispondenza con i documenti di identità che, come ben chiarito, possono essere richiesti dalle stesse Forze dell’Ordine all’interno dei locali in modo che venga rispettato l’obbligo di far accedere solo coloro che dimostrano di essere in regola con la certificazione. In questa fase, ovviamente, sono comprese le sale da gioco ed i nuovi casino, le agenzie scommesse, sale bingo e casinò: quindi, tutti i vari segmenti del gioco, settore che rimane perennemente “allertato ed attenzionato” poiché si ritiene ancora oggi, e nonostante tutti i vari discorsi, ad alto rischio e messo ad uno dei primi posti della classifica (sicuramente non gradita) degli esercizi da controllare con una certa frequenza.

Come chiarito diffusamente, gli esercenti non devono richiedere ai clienti il documento di identità per verificare la validità del Green Pass e se ai successivi controlli lo stesso dovesse risultare falso il cliente rischia una denuncia per falso mentre a chi non è in possesso viene imposta una sanzione da 400 a 1.000 euro di multa. I gestori, dopo la terza violazione in giorni diversi possono essere sanzionati con la chiusura dell’esercizio sino a 10 giorni. Posto tutto questo, chiariti i compiti e preso atto che il mondo del gioco verrà bersagliato da frequenti controlli ed accessi delle Autorità competenti, si vuole allargare l’orizzonte relativo alla messa in campo del Green Pass e seguire un sondaggio presso i punti di gioco che hanno già dichiarato un sensibile calo della clientela, sopratutto quella delle sale bingo. L’umore dei gestori delle sale non è dei migliori poiché la problematica dell’accesso con certificazione viene vissuto “maluccio” .

Oltre alla poca benevola accoglienza dello strumento incriminato, si deve aggiungere che il gioco d’azzardo non ha ricominciato con facilità a riabbracciare la propria nuova clientela che, ancor prima del Green Pass, si dimostrava già timorosa nel ricominciare ad entrare nei propri soliti punti di gioco. Il gioco terrestre stava cercando di riconquistare sia il giocatore che durante il lockdown si è allontanato dal gioco fisico, girando le sue scelte sull’online, che quello che si è trovato durante la pandemìa senza avvenimenti sportivi, e quest’ultimo discorso coinvolge le agenzie di scommesse. Ed ora, dopo un solo mese di assestamento e quando si sperava di poter affrontare il periodo estivo con un po’ di leggerezza, ci si trova con l’ingresso del Green Pass che si sta dimostrando “disagevole”. Si spera soltanto che ciò non spinga, ancora, il giocatore verso le attività illegali che non applicano tante norme: però, onestamente, bisognerebbe dare al Green Pass almeno il beneficio di qualche settimana e vedere cosa è successo nello scorso week-end a livello di accessi alle sale da gioco in generale, bingo compreso.

Una cosa positiva emersa dal sondaggio di cui si sta parlando è che presso i gestori del gioco e delle scommesse non è comparso alcun negazionista del tipo “non chiedo il Green Pass” e questo significa che gli esercenti ludici desiderano uniformarsi alle norme che vengono imposte. Tutte le attività di gioco hanno l’unico obbiettivo comune che è quello di tenere aperti i battenti e cercare di rientrare in una quasi normalità, anche se condizionata dalle restrizioni che continuano ad avere una mutazione. Restrizioni che si stanno adeguando, purtroppo, all’incedere delle varianti ed alla richiesta di sicurezza sanitaria cui i cittadini hanno diritto, anche se si vogliono divertire… come è giusto che sia. Un altro obbiettivo di questo sondaggio è riuscire a comprende che se si concretizzerà un calo di fatturato a seguito del Green Pass si dovrà per forza avanzare al Governo centrale una richiesta di sostegno economico per quelle attività ancora una volta quasi strumentalizzate per spingere la campagna vaccinale.

E non è un discorso assurdo quello che si sta facendo ora: infatti, non sembra avere alcun senso logico l’introduzione della certificazione verde per alcune attività (magari ritenute a rischio come il gioco) e per altre invece no. Sembra di essere ritornati al principio usato tanti mesi fa per imporre il lockdown a talune attività “non essenziali” ed altre più rischiose lasciate aperte. Ora, però, non dovrebbe essere il tempo della polemica, ma il tempo della ricostruzione e proprio per questo il gioco, compresi i casino bonus senza deposito, non vorrebbe sollevare il “polverone demonizzatore” basato sull’uso dei due pesi e due misure: vuole continuare a tenere aperto, ma se non si incassa diventa indispensabile che il Governo intervenga con risorse, o ristori, o sostegni istituzionali. Basta che non si verifichi ancora una volta ciò che è accaduto all’inizio di questo anno quando tanto è stato promesso al gioco e veramente poco è stato mantenuto a livello economico, ma anche per quello che riguarda la vana promessa del riordino nazionale del gioco.

Forse serve ricordare che le attività di gioco, sin dalla seconda parte del 2020 si erano attrezzate per riaprire in assoluta sicurezza ed applicando severi protocolli approvati oltre tutto dal CTS: si sono potuti riaprire i punti di gioco e slot machine soltanto nel giugno 2021, dopo un anno e questo ha pesato non poco sul bilancio delle tante piccole e medie imprese. Infatti, purtroppo, qualcuno ha dovuto chiudere definitivamente l’attività, poiché non sostenuti da alcun aiuto istituzionale, ma solo dalle proprie riserve economiche che, dato il lungo periodo di chiusura, sono inesorabilmente esaurite. Si spera di non passare nuovamente questa esperienza e, sopratutto, di non essere più giudicati come attività ad alto rischio di assembramento come indirettamente si fa comprendere: il gioco può ricevere nei propri locali una persona ogni 5 metri quadrati, cosa che se seguita come è stato finora fatto ha gettato in aperta sofferenza tantissime attività ed ha di certo sospinto il popolo di giocatori, purtroppo… verso altri lidi più disponibili.

Data Pubblicazione: 7 Settembre 2021 ore 18:00

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