Un nuovo Governo di sinistra guarderà anche al Gioco?

nel caso in cui le elezioni vengano vinte dalla sinistra sapranno essi guardare al gioco oppure no

Dopo aver messo nero su bianco qualche esternazione sulla eventuale politica che il centro-destra potrebbe adottare nei confronti del gioco e dei nuovi casino online in caso di sua vittoria il prossimo 25 settembre, per equità “ci piace” anche pensare cosa farà invece la sinistra in caso di loro vittoria, sempre per lo stesso mondo del gioco. Dalle proiezioni delle idee dello schieramento di centro-destra indubbiamente il gioco non esce vincente in relazione ad un suo futuro interessamento e così è un dato di fatto che il centro- destra risulti “sufficientemente ostile” nei confronti del settore ludico: mentre cosa ci si potrebbe aspettare dalla sinistra di Enrico Letta e dai suoi “alleati”?

Una delle poche certezze è che lo schieramento di sinistra è una sorta di “multi-impresa” poiché comprende diversi schieramenti: il Partito Democratico, Articolo 1, Sinistra Italiana e Verdi, Demos, Partito Socialista, Impegno Civico e +Europa.

Quindi, tante teste, tante idee diversamente assortite ma, per fortuna, quasi tutte sostanzialmente favorevoli al settore dei giochi con interpreti che in più occasioni si sono schierati “diciamo a favore” del mondo ludico, seppur in forme alternative.

Ma, piuttosto che fare i nomi ed i cognomi dei politici che hanno dimostrato interesse per il gioco pubblico, oppure di coloro che sono materialmente intervenuti nel suo interesse, si vorrebbe solo entrare in ciò che è stato fatto in tempi recenti pro-gioco o che si aveva intenzione di fare, oppure ancora che certamente si farà in un prossimo futuro per questo settore decisamente importante a livello economico.

Ciò servirebbe per tracciare una specie di bilancio tra i due schieramenti: se si può considerare che da questa parte politica l’industria del gioco potrebbe sentirsi supportata ed appoggiata per poter risolvere almeno una parte delle sue criticità che non sono certamente poche.

Programmi che in realtà si vorrebbero solo accostare in un potenziale raffronto con ciò che invece non farebbe il centro-destra che piuttosto in modo deciso sembrerebbe schierato, e non soltanto da ora, in modo non favorevole verso il settore del gioco, i suoi apparecchi, le sue imprese ed i suoi addetti ai lavori.

Di certo non è una contrapposizione “netta o cattiva”, ma si vuole soltanto vedere “su chi il gioco potrebbe contare” per riuscire a vedere realizzata la famigerata Legge Delega sul Gioco, unica speranza che possa accompagnare verso il riordino del settore.

Dunque, di fatto, “ci piace” guardare agli orientamenti dei parlamentari della coalizione del centro-sinistra, denominata “Italia democratica e progressista”: un nome soltanto, e ben preciso, ci viene in mente a livello positivo ed è quello di Carlo Cottarelli, economista, che più di una volta si è espresso positivamente nei confronti del gioco, ribadendo l’importanza del peso economico del settore che andrebbe protetto con una nuova regolamentazione uniforme a livello nazionale.

Cottarelli non aveva difeso soltanto il gioco con vincita in danaro e le sue apparecchiature, ma anche il puro intrattenimento sottolineando quanta burocrazia fosse esistente e richiesta per gli adempimenti di questo segmento.

Burocrazia che nel nostro Paese rasenta l’assurdo se si arrivava a richiedere la certificazione onerosa persino per i calcio-balilla, i flipper ed i tavoli da ping-pong, vecchi giochi tradizionali, mettendo tutto il segmento dell’amusement in estrema difficoltà ed incertezza: situazione che fortunatamente si è stabilizzata con l’intervento davvero provvidenziale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha risolto il tutto con un’ordinanza chiarificatrice.

Il principio cardine che accomuna quasi tutti i candidati della sinistra è la necessità di una legge nazionale che riordini complessivamente le normative del gioco e delle scommesse per introdurre anche principi molto restrittivi rispetto al controllo dei capitali che si muovono nel settore, delle società e delle persone che operano attivamente nel mondo dei giochi ed in quello delle scommesse in modo che si venga ad evitare l’intrufolarsi della criminalità organizzata nelle diverse attività di gioco legale vista la predisposizione che le associazioni criminali hanno per il gioco d’azzardo ed in quello dell’usura che viaggia a braccetto del gioco d’azzardo illegale, da sempre.

Un altro argomento caro alla sinistra è il rapporto tra il gioco e gli Istituti di Credito, rapporto alquanto sofferto dalle attività ludiche sopratutto durante il periodo pandemico ed anche il sostegno della “Lotteria degli Scontrini” ritenuto dalla maggior parte dei politici di sinistra un valido strumento per contrastare l’evasione fiscale.

Un ulteriore importante elemento che lo schieramento rosso porta avanti è maggiore chiarezza nel rapporto con gli operatori che dovrebbe essere più trasparente e certamente rassicurante per questi ultimi. Oltre alla consapevolezza che il gioco pubblico rappresenta la legalità sul territorio e che deve proprio la sua nascita per contrastare l’illegalità nel gioco d’azzardo che esisteva tanti anni fa quando i videopoker erano quegli apparecchi di gioco che rendevano così tanti introiti alle attività criminali.

La rinascita dell’illegalità, avvenuta purtroppo durante il periodo pandemico che ha costretto alla chiusura le attività di gioco legale, è da tenere sotto controllo ed è proprio per questo che deve cambiare l’approccio tra istituzioni ed addetti ai lavori.

Questi ultimi devono avere più certezze che possono scaturire esclusivamente da una nuova regolamentazione del settore. Esiste anche un nuovo “capitolo” del gioco secondo alcuni politici di questo schieramento di sinistra: si desidera inserire il gioco nell’insegnamento poiché è stato riprovato che i videogiochi didattici potrebbero avere un alto potenziale nella crescita mentale dei ragazzi.

Infatti, studi piuttosto dettagliati in merito a questo, stilati da esperti in materia, assicurano che i videogame potrebbero essere un nuovo mezzo per l’insegnamento, oltre ad essere un ottimo e pratico sistema da usarsi nelle scuole per il contrasto e la prevenzione del gioco problematico.

Si potrebbe chiudere questo excursus sui “buoni propositi” della sinistra con un intervento davvero pessimo relativo al divieto di pubblicità voluto fortissimamente dal Ministro Di Maio che ribadisce la sua contrarietà nei confronti del gioco e che rivendica anche di aver aumentato le tasse ai concessionari del gioco per finanziare il reddito di cittadinanza.

Non c’è argomento peggiore per concludere questa esposizione ed a nome del gioco non si vuole aggiungere altro.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 14 Settembre 2022 ore 09:00
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