Forse gettato alle ortiche il buono fatto per il gioco d’azzardo

speriamo che tutto il buono che stato fatto per il gioco non venga buttato via

Come è stato scritto in altro articolo ed anche in modo piuttosto dettagliato, con la “scriteriata crisi di Governo” era prevedibile che venisse “gettato alle ortiche” buona parte del lavoro fatto sinora da più parti per il mondo dei giochi e dei siti migliori di casino con slot, e quindi anche quello messo in campo dalla Commissione d’inchiesta sul gioco illegale e sulle “difficoltà” del gioco pubblico, struttura in funzione dall’agosto 2021. La stessa Commissione ha dimostrato di lavorare alacremente per cercare di aiutare l’industria del gioco a trovare la strada giusta sia per contrastare il gioco illegale, “rifiorito” nel periodo pandemico, che per trovare ciò che non funzione perfettamente nel gioco pubblico e trovare delle soluzioni applicabili alle attività ludiche per migliorare la loro presenza sul territorio visto che non hanno sicuramente vita facile sotto vari punti di vista. L’operato della Commissione d’inchiesta è stato molto attivo, in modo particolare negli ultimi mesi, proprio per cercare di aprire confronti interessanti con gli interpreti principali del mondo dei giochi.

Incontri organizzati e svolti sia con gli operatori, le associazioni ed i rappresentanti del settore, che con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sempre assai disponibile ad incontri costruttivi per risolvere le tante problematiche del gioco. Con questi colloqui la Commissione ha cercato di raccogliere ed incamerare tutte le possibili e varie sfumature delle criticità del settore, cose che avrebbero potuto essere indiscutibilmente utili alla stesura della tanto desiderata riforma della regolamentazione del settore ludico che purtroppo, ancora una volta, oggi viene messa in discussione da un’altra ed identica crisi di Governo come è accaduto qualche anno fa. Infatti, è esattamente ciò che è accaduto nel 2017 al momento della stesura decreto attuativo relativo all’Intesa intervenuta in quell’anno tra Stato, Regioni ed Enti Locali, decreto “saltato” sempre per un cambio di Governo: ed accordo che, naturalmente, aveva monopolizzato l’attenzione di tutta l’industria del gioco e con “i fili abilmente tirati” dal sottosegretario ai giochi di allora, Pier Paolo Baretta.

Personaggio amato e molto rispettato nel settore che si era prodigato come non mai per arrivare ad un epilogo così importante, e ritenuto indispensabile già in quel periodo, per riuscire ad intravedere un possibile futuro del gioco pubblico sereno, sicuro, sostenibile e gratificante a livello economico sia per i suoi rappresentanti che per le casse dell’Erario. Quell’Intesa aveva fatto tanto discutere per ore ed ore di incontri e tutto, purtroppo, era stato vanificato a causa di un cambio di Governo che, purtroppo, per il settore del gioco dal 2017 ad oggi non ha fatto assolutamente nulla, anzi vi ha remato contro a volte addirittura sotto traccia: quindi, oggi, si ripete quasi lo stesso “programma”: bozza del riordino, o meglio della Legge Delega sul Gioco, quasi definita e quasi in dirittura di arrivo. Riforma che avrebbe dovuto approdare al Consiglio dei Ministri prima del periodo feriale per la stesura della nuova normativa del mondo dei giochi che avrebbe “rassicurato”, senza ombra di dubbio, tutte le sue “Riserve di Stato”.

Riordino che avrebbe rinfrancato il fare di tutti i suoi imprenditori e gli eventuali investitori: ma cosa che però non accadrà perché oggi le priorità nazionali sono decisamente altre ed estremamente impegnative sopratutto per un nuovo Esecutivo la cui composizione sarà “tutta una sorpresa”. Così, in attesa che “qualcuno” del nuovo Governo si assuma la responsabilità di riorganizzare le “Riserve di Stato” ed il loro mondo dei giochi il Presidente della Commissione d’inchiesta si sta attivando per stendere una relazione su quanto è stato fatto in un anno di lavoro, sugli innumerevoli colloqui intervenuti e su quanto si è riuscito a percepire da coloro che si sono resi disponibili per entrare in modo costruttivo nelle problematiche del settore anche suggerendo strategie per arrivare ad avere un settore migliore e più sicuro. Ciò in particolar modo dopo il periodo pandemico che ha fatto “risorgere” nel gioco quell’illegalità che riesce a trovare tutt’oggi troppo spazio disponibile per catturare l’attenzione dei giocatori.

Il danno più grave si riscontra facilmente in coloro che si avvicinano al gioco con poca esperienza e che sono quindi una “preda succulenta” per le offerte illecite “pericolose”. E’ troppo ovvio pensare che non si voglia “gettare alle ortiche” tutto questo lavoro, impegnativo ma estremamente redditizio ed onestamente una relazione della Commissione potrebbe essere una valida strada da percorrere per supportare un eventuale riordino del gioco anche perché era già in programma e si tratta soltanto di accelerare questo adempimento: prima della crisi di Governo le relazioni avrebbero dovuto essere due, una intermedia ed una finale. Ovviamente ora con la fine della Legislatura si propenderà per un’unica relazione magari più dettagliata e meticolosa, cercando di elencare tutti i risultati ottenuti, con le varie osservazioni e riflessioni definitive sul “materiale (sopratutto umano) raccolto”. Oggi, oltre tutto, la Commissione è in attesa di apprendere quale sia l’esatto perimetro che il Governo uscente dovrà rispettare per assolvere gli “impegni correnti”.

In modo da riscontrare se si potranno portare a termine le audizioni che erano già in programma: in modo particolare ci si riferisce agli incontri con i rappresentanti dei casinò. Nel frattempo, la Commissione si concentrerà sulla stesura della sua relazione che consentirà senz’altro di “scattare un ottimo primo piano” del mondo dei giochi ed anche di suggerire alcuni interventi da mettere in campo: la crisi di Governo sarà per tutti i settori “un ulteriore e grave problema” e ciò che rappresenta espressamente per il gioco ne è un esempio lampante (leggesi addio al riordino nazionale dell’intero settore ludico). Ma la politica ha deciso così ed è esattamente con questo che si dovrà confrontare la Commissione anche se non è proprio ciò che ci si aspettava con il lavoro effettuato sino ad oggi: è passato soltanto un anno esatto della sua “vita lavorativa” e, per quello che può valere come considerazione personale, è stato fatto un grande lavoro “interpretativo” delle criticità di un settore affascinante ma decisamente “scomodo”. E la politica questa “scomodità” ha dimostrato più di una volta di non gradirla affatto!

Pubblicazione: 17 Agosto 2022 ore 18:00

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