Regione Lombardia: Obbligo Morale di sostenere il Gioco

sostegno morale al gioco da parte di regione lombardia

Inutile sottolineare che il Terzo Settore viene spesso tirato in ballo poiché comprende delle realtà decisamente utili, anzi indispensabili per il Paese, come è altrettanto superfluo ribadire che andrebbe sempre e comunque aiutato da altri settori che hanno più possibilità economiche, anche se in questo momento storico è veramente difficile trovare un comparto che “navighi nell’oro” al punto da poter sostenere un altro comparto, e non si crede che sia soltanto l’opinione di chi scrive queste righe.

Ma andando oltre, e tralasciando della semplice retorica, si vuole riferire dell’iniziativa che proviene dalla Lombardia e dal Vice Presidente della Regione, Letizia Moratti, che ha avuto la “brillante” idea di suggerire di attingere dal mondo dei giochi per sostenere il Terzo Settore nel problema del caro bollette, tematica che coinvolge ogni cittadino, od impresa, del nostro Paese.

È anche vero, d’altra parte che il mondo del Terzo Settore è molto spesso l’estensione o complementare a quello del socio assistenziale e della sanità ed è stato dimenticato nei due Decreti Aiuti già emessi.

Ma il Vice Presidente della Lombardia, soltanto per fare un “piccolo” appunto alla signora Moratti, lo sa come è oggi l’attuale situazione del gioco d’azzardo pubblico, in particolar modo in Lombardia?

Anche se, in realtà, in quasi tutti gli altri territori ancora oggi vige la vecchia normativa ludica che sicuramente non è di aiuto alle attività di gioco che alla loro riapertura, dopo i due anni di emergenza pandemica, non riescono tuttora a riprendersi economicamente: e proprio per questo sembra abbastanza singolare l’idea di prelevare qualsiasi somma che riguarda gli introiti del mondo dei giochi.

Anzi, più che singolare “ci pare” un’idea abbastanza azzardato: ma si vuole comunque entrare un po’ meglio e nello specifico ed andare a curiosare “cosa vede” il Vice Presidente della ricca realtà lombarda che magari altri non vedono o non riescono a percepire, nel proporre l’utilizzo degli incassi provenienti dal gioco d’azzardo e dalle scommesse per sostenere il Terzo Settore.

Pur tenuto conto che nella bozza del Decreto Aiuti ter è stato attribuito un sostegno allo stesso Terzo Settore, con un importo che appare però insufficiente a sostenere le spese causate dagli aumenti dell’energia che coinvolgono anche questo settore, come purtroppo tantissimi altri.

Il pensiero della Moratti, comunque, è anche quello che ci sarebbe necessità di correttivi urgenti e di soluzioni strutturali per la problematica del caro energia che dovrebbero essere svolti con più sollecitudine.

E molto probabilmente sarà proprio per questa carenza di interventi istituzionali che la Moratti indica di attingere ancora una volta dal gioco e dalle scommesse sportive per sostenere Enti in difficoltà per fronteggiare quest’ultima grande crisi energetica che sta “azzerando” moltissime Aziende.

Ormai è un dato di fatto che talune imprese sono costrette addirittura alla chiusura con il licenziamento, conseguente, dei propri lavoratori aprendo così una ulteriori crisi a livello occupazionale che si estende dal Terzo Settore a tanti altri comparti, come già accennato nella righe precedenti.

Chi scrive, però, sicuramente non può trovarsi d’accordo con il pensiero del Vice Presidente della Lombardia proprio perché il gioco pubblico si sta trascinando da ancor prima del periodo pandemico navigando tra le sue infinite criticità provocate dalle Leggi Regionali “capestro” che hanno ridotto sopratutto il gioco terrestre in condizioni di disagio, quando addirittura non all’espulsione ed alla chiusura di tante attività.

Di fatto anche in Lombardia persiste tutt’oggi la Legge Regionale sul Gioco e sui siti migliori di gioco che ha davvero ostacolato il percorso commerciale di tantissime “Riserve di Stato”: quindi, considerato anche questo discorso ci si meraviglia davvero dover assistere a questo brillante suggerimento come se non ci si rendesse conto delle difficoltà del gioco pubblico.

Comparto che si è visto prelevare, addirittura durante il periodo pandemico, una percentuale sulle scommesse questa volta, se la memoria non inganna, per sostenere il calcio, mondo “sufficientemente, ma pericolosamente” ricco e nonostante questo in “difficoltà dichiarata”.

Anzi, forse troppo ricco considerate le cifre che vi girano sopratutto per gli ingaggi esagerati, rispetto all’economia globale dei nostri giorni, destinati ai cosiddetti “campioni del pallone” ma anche per le provvigioni dei procuratori che diventano sempre più incontentabili e ricchi e sempre più esosi.

E per sostenere questo “circo” si è infierito nuovamente sul gioco ed oltre tutto durante la pandemìa: si pensa che a nessun altro settore sia successa una cosa simile.

Ed ora, ancora una volta, ci si vorrebbe rivolgere al gioco pubblico per sostenere il Terzo Settore! Ed una domanda, però, si pone quasi spontaneamente: “Ma prima o poi ci sarà qualcuno che interverrà a favore del gioco e del poker?”

Comparto che di suo sembra aver sempre riversato nelle casse erariali notevoli importi senz’altro gratificanti per i tanti Governi che si sono succeduti e che a volte “si girano dall’altra parte” quando si parla di criticità del mondo del gioco sottoponendole alle istituzioni e, naturalmente, non ottenendo risposta alcuna!

Forse da parte della Vice Presidente Moratti si ignora che anche le attività del mondo ludico, e si intende comprendere tutti i suoi segmenti, e quindi dagli esercenti, ai produttori, ai gestori delle apparecchiature da intrattenimento e delle sale bingo allargandoci anche a tutto il comparto del gioco senza vincita in danaro, l’amusement, ed infine anche dagli ippodromi che hanno sottolineato la loro perenne criticità, sono tutti sotto pressione in conseguenza di questa nuova emergenza “quasi diventata una pandemìa energetica” come qualche politico l’ha soprannominata.

Ma quel che è peggio è che al settore del gioco “manca” qualcuno a cui chiedere aiuto, pur rappresentando la legalità sul territorio e tutelando la salute dei cittadini con la concessione di Stato: quindi, il suo diretto interlocutore dovrebbe essere quest’ultimo se avesse “il buon cuore” però di ascoltarlo qualche volta.

E sono anni che non succede: forse, soltanto ultimamente il Governo Draghi pareva aver aperto uno squarcio nella latitanza istituzionale con l’idea della Legge Delega sul Gioco che, purtroppo, è svanita nel nulla con la crisi di Governo…


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 11 Ottobre 2022 ore 09:00
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