Raccolta gioco d’azzardo: Meno 5 miliardi per l’erario

mancano 5 miliardi di euro all erario derivanti dal gioco azzardo legale

Che la pandemìa abbia creato danni a tutti i settori è chiaramente un dato di fatto indiscutibile, che si stia facendo il possibile perché il Paese riparta e che l’economia, quindi, riprenda il suo “movimento (seppur) lento” è un altro avvenimento che tutti si auspicano. Che, infine, tutti gli operatori abbiano fatto i conti di quante sono state le perdite subite è altrettanto evidente, anche se tornare indietro è impossibile e bisognerebbe concentrarsi unicamente sul futuro da ricostruire. In mezzo a questo bailamme di cifre imponenti relative ai mancati incassi e delle innumerevoli spese che le imprese hanno dovuto comunque sostenere non può certo mancare anche l’azienda Stato: precisamente le sue casse erariali che, proprio in questi giorni, stanno facendo i conti di quanto hanno incassato in meno particolarmente dal mondo dei giochi e dai casino italiani autorizzati. Infatti, quando si parla di mancate risorse non si può evitare di pensare proprio alla raccolta mancata del gioco, di certo provocata sì dalla pandemìa, ma sopratutto dalla pessima idea di tenere chiuse tutte le sue attività per un lungo periodo consecutivo, da ottobre 2020 a giugno 2021.

Lockdown lunghissimo ed irragionevole che con il senno di poi avrebbe potuto essere valutato meglio. Senza dubbio, tante cose che si sono svolte durante l’emergenza pandemica avrebbero potuto essere considerate con più attenzione e con maggiore lungimiranza. La situazione del gioco d’azzardo, per esempio, che oltre ad azzerare quasi completamente il settore ha indirettamente aiutato ad incrementare “le ricchezze dell’illegalità” che non ne aveva sicuramente bisogno, anche perché tutto questo “ben di Dio” di raccolta è stato sottratto alle attività legali che avrebbero dovuto avere il diritto-dovere di stare aperto a salvaguardia della legalità e per proteggere il territorio. Ma anche questo ormai fa parte del passato: però chi scrive è un po’ masochista e vuole sapere quasi esattamente l’importo del danno che la mancata presenza del gioco ha procurato all’Erario: così si vogliono fare due conti, nudi e crudi, prendendo spunto dal Ddl Rendiconto 2020 ed Assestamento 2021 del Mipaaf dal quale, a prima vista, emerge la cifra di 5 miliardi di euro in meno provenienti dal settore dei giochi.

Poche parole possono raggruppare questo “orribile” risultato economico: le entrate tributarie legate al lotto, lotterie ed altre attività di gioco hanno avuto un calo del 34,1% nel 2020. È fin troppo evidente che quando si valuta la legge di bilancio, sulla quale inevitabilmente si polarizza l’attenzione dell’opinione pubblica, si elencano le varie previsioni delle entrate e delle spese che verranno realizzate durante l’anno. Mentre alla fine dell’anno economico il rendiconto che viene stilato contiene la “vera realtà” e l’indicazione precisa delle entrate riscosse e delle spese effettivamente sostenute: le previsioni, come in qualsiasi bilancio aziendale, difficilmente però riescono ad essere completamente esatte. Solo vivendo, le aziende in generale e come l’Amministrazione dello Stato in particolare, si trovano a confrontarsi con la realtà e con quanto viene davvero sostenuto a livello di spese e, nel caso dell’annus horribilis 2020, risulta evidente il peggioramento dei saldi della finanza pubblica tra il 2019 ed il 2020.

Saldo negativo dovuto alle maggiori spese sostenute dallo Stato per fronteggiare la pandemia, spese che ammontano a 205 miliardi euro: e ciò rispetto alla previsione, effettuata nel momento più buio della crisi emergenziale. Le entrate tributarie per le quali si era prevista una riduzione di 50 miliardi, si sono ridotte alla fine del 2020 di soli 33 miliardi di euro. La stessa considerazione si può riferire alle spese correnti, che sono aumentate di 117 miliardi di euro, anziché di 150 miliardi come era stato preventivato. Se si vuole essere “cavillosi” e facendo un punto sulle entrate tributarie, si sono attestate a 480 miliardi e sono risultate superiori rispetto alla previsione definitiva, ma in riduzione rispetto alle previsioni iniziali che erano di 513,6 miliardi. Una contrazione importante avvenuta nel comparto tributario, sempre rispetto al 2019, per gli importi che si riferiscono in modo specifico al gioco ed alle scommesse e non considerando le tasse e imposte sugli affari e quelle sulla produzione, sui consumi e sulle dogane.

Invece, considerando proprio quelle sul lotto, lotterie e le diverse attività ludiche, risulta la cifra di -5 miliardi di euro che vanno a rappresentare una percentuale di -34,1%. Importo e percentuale da far risalire in modo inevitabile, alla emergenza pandemica 2020/2021 ma, sopratutto alla chiusura totale delle attività commerciali di gioco per un periodo lunghissimo e, quindi, privo di qualsivoglia raccolta che ha portato “danni notevoli alle Casse Erariali”. Ma dopo aver esaminato queste cifre che paiono “importanti”, sembra ancor più logica la domanda: “Ma quando si è imposta la chiusura totale al gioco pubblico non si è riflettuto sul fatto che non poteva esserci raccolta”? Ed anche che così facendo il territorio sarebbe stato lasciato in mano alle lunghe mani del gioco illegale con la presenza delle varie organizzazioni criminali piuttosto inquietante. Sembra davvero assurdo che la decisione così totalitaria della chiusura imposta al gioco sia rimasta tale.

Ma sopratutto sembra ancora più assurdo il non aver rivisto questa posizione man mano che l’emergenza segnava il tempo ed il suo modo di distruggere il territorio. E questo atteggiamento ha inevitabilmente portato a questo “mancato incasso” di circa 5 miliardi di euro per le casse erariali che invece avrebbero necessità di essere sostenute da qualsiasi settore. Di certo “non ci piace” mettere il “dito nella piaga” ma la chiusura del gioco pubblico e del bingo sembra essere stata davvero una pessima decisione sia per lo Stato che per lo stesso settore ludico che ha subito uno “scossone simile ad un terremoto” dal quale sarà estremamente complicato venirne fuori e riuscire a recuperare almeno una parte di quello che si è perduto. Serve senz’altro un aiuto da parte dello Stato ma questa volta non soltanto a parole, come sembra usarsi nei confronti del mondo ludico: il gioco è in grave disagio ed il Governo centrale questa volta non può “girare la testa dall’altra parte” e dichiarare che… va tutto bene. Non è così.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 6 Ottobre 2021 ore 18:00
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