La realtà italiana è cambiata e con essa anche il gioco

cambiamento sociale e del mondo del gioco

La realtà italiana è cambiata e su questo, oltre a non esserci alcun dubbio, fa parte naturalmente dell’evoluzione dei tempi, della tecnologia che avanza e che coinvolge tutti i cittadini (anche chi non lo desidera ed è ostico a questo “ramo” della modernità): più che cambiata la realtà italica ha subito un mutamento con i tempi che si succedono, con i valori che si perdono, con il sociale che ci lascia sempre più soli, con la politica che non è certamente più quella di una volta, tutta “bacchettona”. Ancora non si comprende se la attuale realtà sia migliore o peggiore di quella di una ventina di anni fa, ma quello di cui bisogna prendere atto è proprio il cambiamento: anche l’Esecutivo attuale ha “allargato” la sua denominazione a Governo del Cambiamento, cercando di mettere in campo qualcosa che sino ad oggi non era ancora stato fatto: per esempio quella forma di comunicazione social che i “vecchi Esecutivi” non si sarebbero mai sognati dal fare propri.

Invece, forse, quello che piace maggiormente degli attuali schieramenti Giallo-Verde che governano il nostro Paese, è proprio questa capacità di comunicare (e anche di litigare) a mezzo social che così tanto interesse suscitano nei cittadini e dei quali tanti non ne possono fare a meno e che hanno preso, di conseguenza, “quasi possesso” delle loro vite. Così ci si trova a scambiarsi sui social tutto della nostra vita, delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti: questa è la realtà attuale e non solo italiana, senz’altro: tanti, forse troppi, sono coinvolti nei social al quale confidano buona parte dei loro segreti. Ma perché questa particolare premessa in questo articolo da parte di chi scrive che si occupa quasi totalmente del mondo dei giochi? Proprio per questo, perché sono cambiati anche i tempi per il gioco d’azzardo: prima, tanti anni fa, quando aveva soppiantato il gioco illegale, sembrava una novità stupenda che avrebbe potuto regolarizzare il mercato, avrebbe fatto scomparire la criminalità organizzata che a quei tempi deteneva il potere in quel settore, perché avrebbe riempito “ed anche in modo ragguardevole” le casse dell’Erario e, sopratutto, perché sembrava una cosa divertente.

Con il passare degli anni, invece, e sopratutto oggi, con l’evolversi dei tempi e dello stesso gioco, ci si sta trovando di fronte ad un fenomeno quasi non più gestibile e che dà fastidio a tanti, persino allo stesso Esecutivo che ne è stato il creatore e che lo ha “spinto ad oltranza” nelle vite dei propri citadini: ed ora che il gioco fa parte quasi della vita “sana” di tante persone non va più bene, è diventato un problema e la causa di tutti i mali del nostro secolo. Non una bella evoluzione, quindi, per quel che riguarda il mondo dei giochi e dei casino migliori ma “una vita certamente non sostenibile”, difficile: demonizzato e vessato da tutte le parti anche se, sempre con l’andare degli anni, il settore ha contribuito a sostenere l’economia dell’intero nostro Paese che, senza le sue risorse, avrebbe dovuto “rimettere le mani nelle tasche dell’italico popolo” e non se la sarebbe cavata assolutamente bene. Però, per alcuni interventi economici i giochi vanno bene, per altri versi, invece, ancora vi sono perbenisti che alzano gli scudi “del no azzardo-no slot” e questa mancanza di accettazione è sempre “una cosa” che fa parte forse dell’evoluzione dei tempi.

In pratica, forse anche per “salvare la faccia”, bisogna dire che il mondo del gioco d’azzardo “è immorale”, ma in pratica vi si ricorre, sempre, quando necessitano risorse fresche e reperibili con facilità ed “obbedienza”. Ecco che ci si ritrova a guardare una realtà che si è obbligati a vedere con una doppia visione: quella “finta perbenista” e quella “troppo funzionalmente realistica”. Ecco che si ripresenta, oggi, l’eterno dilemma: gioco sì/gioco no: il fenomeno del gioco pubblico ed il suo impatto nei confronti dell’opinione pubblica non giocante e dei giocatori che lo ricercano come sano intrattenimento. Come ci si ritrova, nel sociale, a parlare sempre delle cifre che vengono destinate al gioco dal popolo italico e come si parla della conoscenza e della percezione del gioco illegale: ed è proprio il gioco illecito, o meglio la mancata conoscenza del suo rischio, a rappresentare uno dei maggiori fallimenti dello Stato nella gestione del gioco pubblico.

Se tutti conoscessero, infatti, il rischio o l’esistenza del gioco illegale, probabilmente qualcuno guarderebbe con occhi senza dubbio diversi l’esistenza di una offerta di Stato, riuscendo così a percepire meglio il lavoro effettuato dal Legislatore negli ultimi 15 anni per la messa in sicurezza del territorio e dei suoi giocatori. Quindi, “l’apparire” del gioco d’azzardo, presentato e tacciato come immorale oggi, non si appaia con la “realtà” che lo stesso rappresenta quando ha fatto emergere, allora come ai giorni nostri, una potente economia sommersa. E nessuno si domanda, per esempio, quanti siano i giocatori “creati dal nulla” e quanti, invece, siano quelli che sono transitati dal circuito illecito a quello legale. Questa è una grande domanda che dovrebbe far riflettere sopratutto la politica che indica, oggi, sempre e comunque nella responsabilità dell’avvento del gioco d’azzardo pubblico il numero così considerevole di “utenti” creati proprio dall’avvenuta comparizione del settore ludico sul nostro territorio.

É certamente una domanda alla quale sarebbe interessante dare una risposta utile in modo da eliminare responsabilità a chi non ne ha sicuramente, anche se ormai il verdetto nei confronti dei giochi sembra “essere stato emesso” in modo particolare da parte della nostra politica che non si fa mancare l’occasione per rendere le proprie idee pubbliche. E ciò a prescindere dal fatto della realtà sociale di oggi dove ci si trova in un Paese in cui la legalizzazione della droga, seppure quella leggera, trova molto più consenso rispetto alla diffusione del gioco. Forse perché l’opinione pubblica, al contrario per quello che riguarda il gioco d’azzardo, quando si parla di droghe ha una percezione netta e concreta del fenomeno illecito che la stessa produce e che ne caratterizza la diffusione.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 16 Febbraio 2019 ore 12:00
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