Persino la Corte dei conti auspica il riordino del gioco

anche la corte dei conti vuole che la riforma nazionale ed il riordino del gioco azzardo legale venga fatto presto

Parere più autorevole di quello espresso dalla Corte dei Conti nel suo rendiconto generale dello Stato 2021 si pensa non ci possa essere: oltre a tracciare il bilancio sulle entrate del gioco e dei casino con slot nel 2021 richiama l’attenzione sull’indiscutibile necessità di una “riforma complessiva” del mondo ludico sopratutto per assicurare una distribuzione razionale ed accurata dell’offerta ed il suo controllo.

Ciò deve avvenire con ancora più attenzione possibile vista la presenza troppo sostanziosa del gioco illegale che riesce a spadroneggiare troppo sull’intero Stivale, cosa che mette a disagio i giocatori ed in pericolo di conseguenza il territorio.

Così se ci fosse ancora necessità di avere ulteriori pareri circa l’indispensabile attuazione della riforma della regolamentazione ludica, si aggiunge alla lunga lista già esistente anche quello della Corte dei Conti: e ciò nonostante il settore, dopo aver passato il 2020 con i più neri risultati dalla sua nascita, si è ripreso in modo significativo riuscendo ad ottenere risultati economici di poco superiori a quelli del 2019.

Ma a prescindere dai risultati del 2021, soddisfacenti come detto poc’anzi, emerge senza alcun dubbio l’esigenza di una ristrutturazione complessiva del settore: innanzi tutto per la razionalizzazione dell’offerta come già accennato, ma anche per la limitazione dei rischi collegati al Disturbo da Gioco d’Azzardo, DGA, per le frodi a danno dell’Erario e, quindi, il contrasto all’illegalità, ma anche preoccupandosi di contrastare la diffusione del gioco minorile.

Infatti è emerso che nel 2021 sui controlli effettuati sulla rete fisica, ben 12.700 hanno riguardato questo preciso target da tenere decisamente sotto un attento controllo per evitarne un’ulteriore diffusione.

La Corte dei Conti sottolinea un’altra criticità del mondo dei giochi che si riferisce al contenzioso tributario che lo riguarda: al 31 dicembre 2021 complessivamente, le controversie pendenti erano 3.600 circa con un incremento di un buon 15% rispetto all’anno precedente dove però il gioco è stato “fermato” per contrastare l’estendersi dei contagi.

Nel medesimo rendiconto emerge una criticità importante per la quale di certo l’avvento di una nuova normativa del settore forse metterebbe più tranquillità negli addetti ai lavori che hanno dovuto fronteggiare un periodo pandemico “da paura” per le loro attività ludiche: tra il 2020 ed il 2021 una enorme quantità di aziende ha subito il contraccolpo dei mancati incassi ed a parte il Coronavirus tante imprese hanno dovuto chiudere i battenti poiché non riuscivano a supportare le spese di gestione aziendale che, a dispregio del virus, continuavano ad esistere ed a presentarsi alle rispettive scadenze, producendo un impatto economico difficile da sopportare.

Conseguentemente si è concretizzato un profondo impatto anche sulle entrate erariali e particolarmente ci si riferisce al 2020 e riguarda specificatamente il gioco terrestre. Risulta evidente che i bilanci dei concessionari di gioco non sono stati “radiosi”, ma gli effetti economici globali ancora non sono stati individuati in modo corretto e preciso.

Come sa di certo chi segue anche da lontano il mondo dei giochi, a fare da contorno al periodo pandemico ed alle conseguenze derivate per le attività commerciali del gioco, che hanno dovuto chiudere i battenti per le disposizioni istituzionali, un ulteriore problema del settore sono le Leggi Regionali che hanno messo in crisi da tempo gli operatori.

In effetti, questi ultimi si sono trovati a doversi districare tra i distanziometri e le fasce orarie di accensione oltre a cercare di ammortizzare le perdite conseguenti alla pandemìa. Alla riapertura delle attività ludiche già con bilanci più che traballanti, gli addetti ai lavori si sono trovati nuovamente a dover battagliare con tali norme che, invece che regolamentare il settore, lo stanno portando “all’implosione” se non arriva la nuova normativa che ponga fine e risolva una volta per tutte l’arcinota Questione Territoriale che blocca tutto il mercato.

La realtà, infatti, è questa: con le Leggi Regionali in essere il gioco pubblico ha difficoltà ad espletare il suo compito di rappresentante della legalità e questa è la questione più spinosa.

E come se questo non fosse sufficiente la Questione Territoriale impedisce lo svolgersi dei bandi di gara per le concessioni poiché un eventuale titolare di tale autorizzazione rischia davvero di non poter lavorare se non si risolve il problema alla radice: ne consegue che anche chi volesse mai investire nel business del gioco… (e forse oggi sarebbe da considerarsi pazzo) se ne guarda bene dal farlo, almeno per il momento.

Ogni Regione ha adottato la propria normativa che impedisce quasi di lavorare al gioco pubblico: è esattamente per questo che anche la Corte dei Conti auspica che intervenga la Legge Delega sul Gioco che chiarisca inequivocabilmente la posizione dei concessionari e la loro possibilità di lavorare in tranquillità come Riserve di Stato e rappresentanti della legalità.

E questo ormai si trascina da un tempo memorabile: nel frattempo, anche la Corte dei Conti sottolinea che se il gioco legale non è ben normato va a discapito delle casse erariali che erano abituate alla “bella raccolta” del gioco, almeno sino a qualche anno fa.

Infine, anche la Corte dei Conti nel suo rendiconto non può che constatare che la chiusura del gioco terrestre nel periodo pandemico ha senz’altro danneggiato la sua raccolta ed alla ripartenza dello stesso a giugno del 2021 non si è vista quella ripresa che gli addetti ai lavori avrebbero voluto constatare.

Durante il periodo pandemico, i giocatori privati del gioco terrestre si sono indirizzati in buona parte verso il gioco online e la stessa scelta è stata mantenuta anche dopo la pandemìa: per questo recentemente il gioco fisico è uscito “sconfitto” dal confronto con il gioco a distanza seppur con una percentuale decisamente minima.

Ovviamente, anche per il gioco online, certamente più difficile da gestire data l’immensa vastità dei suoi confini, servirebbero delle norme più ferme, con sanzioni più corpose per coloro che non si attengono a quanto oggi sancisce la regolamentazione del settore del gioco.

Dunque, tirando le somme e guardando il rapporto della Corte dei Conti non si può che ribadire l’indiscutibile necessità del riordino nazionale di un settore che è sempre stato importante per l’economia del Paese.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 18 Luglio 2022 ore 18:00
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