Gioco d’azzardo legale: Lo Stato deve essere piu presente

lo stato italiano deve essere molto presente nelle argomentazioni legate al gioco azzardo legale

Non si contano davvero più gli interventi che chi scrive si è preso la briga di mettere in campo con il proprio fare per difendere il gioco pubblico ed i casino online, e tutto ciò che lo circonda, dall’inerzia negativa che la latitanza del Governo centrale provoca alle “Riserve di Stato”.

Ancora oggi non risultano tangibili gli interventi che invece il mondo ludico si attendeva, mentre da parte sua il gioco pubblico deve seguire con le regole attualmente in essere i cambiamenti che la propria utenza ha effettuato sopratutto in conseguenza dell’emergenza pandemica che ha mutato sicuramente la vita di tutti i cittadini, ma anche delle imprese.

Così, il gioco pubblico si trova a confrontarsi con i “cambi d’uso” che sono stati effettuati nei confronti del divertimento e che hanno coinvolto il mondo dei giochi che non riesce ad evolversi, purtroppo, sempre per questa “latitanza” del Governo centrale che non interviene neppure in minima parte nei confronti delle famigerate Leggi Regionali (“capestro) che incombono come la spada di Damocle sulla testa dei vari operatori.

Sicuramente, risulta impossibile continuare in tale modo a causa dell’atteggiamento di indifferenza delle istituzioni che ultimamente sembrava essersi affievolito e diretto verso una piena responsabilità da parte dello stesso Governo della tutela del territorio e del sociale con alcuni interventi che hanno messo in discussione appunto le Leggi Regionali.

Ma tutt’ora non si riesce ad assistere all’apparizione della Legge Delega sul Gioco che dovrebbe preannunciare il riordino nazionale dell’intero settore ludico dopo le tante promesse effettuate a più riprese che avevano ridata fiducia all’intera industria del gioco e che sono improvvisamente scomparse nel nulla.

La guerra in Ucraina, senza dubbio, avrà avuto il suo ruolo in questo ritardo nelle decisioni e nella messa in campo della tanto attesa riforma ludica, ma pare che non sia completamente giustificato il “nulla” nel quale ancora una volta il gioco si deve dibattere cercando di tenere testa anche alla tanta illegalità che non si fa pregare ad agire apertamente ed a sottrarre il mercato alla legalità.

Ma il Governo ha acquisito piena consapevolezza che il sistema normativo attuale che regolamenta il gioco non è sicuramente più idoneo e che, quindi, il riordino del settore è sempre più urgente ed indispensabile?

Ma sopratutto che l’atteggiamento dello stesso Governo non può più essere di “perenne ed eterna latitanza” quando ci sono da affrontare decisioni da ritenersi indispensabili per il prosieguo del cammino del mondo ludico e delle sue imprese: questa latitanza onestamente “non s’ha più da fare”.

Sopratutto perché è da troppo tempo che ciò accade e la situazione del gioco pubblico continua a peggiorare e si è quasi arrivati “al punto di non ritorno” per tutto il sistema ludico che con le sue risorse, anche in un momento come quello attuale dove senz’altro il gioco non sta passando il proprio miglior periodo economico, contribuisce alla rinascita dell’economia nazionale.

Di certo non con i vecchi introiti erariali, ma sta facendo l’impossibile agendo in forza di una normativa decisamente obsoleta.

Come già detto più sopra, infatti, mentre il Governo latita, e rimanda qualsiasi intervento, il mercato continua ad evolversi adattandosi ai cambiamenti dei consumatori ed alle nuove esigenze che special modo nel mondo del gioco e dell’intrattenimento in generale sono decisamente cambiati.

Ed il gioco di fronte al progredire di tutto ciò che lo circonda deve “fare buon viso a cattivo gioco” agendo in forza di una vecchia regolamentazione decisamente superata, cercando di stare alla pari con l’evoluzione tecnologica e senza aver nuove tutele che oggi sembrano imprescindibili.

Così, le Regioni si sentono ancora di essere “i tutori” del gioco pubblico e continuano con le proprie Leggi regionali a funestare le attività legali sull’intero territorio, imponendo al gioco regole completamente assurde, come quelle ancora in vita purtroppo dei distanziometri e delle fasce orarie di accensione degli apparecchi di intrattenimento.

Si è ancora a questo punto nonostante i molteplici pareri di diversi esperti in materia che ritengono l’inutilità di questi strumenti,

Regioni e Comuni agiscono seguendo in piena sussidiarietà del “vuoto” degli interventi del Governo e del Parlamento che ancora non è stato riempito da alcuna Legge specifica per il gioco. I tempi di stanno allungando in modo prepotente e dalla fine di gennaio si è arrivati alla fine di aprile ed ancora… nulla all’orizzonte.

E non pare essere cosa buona e giusta, anzi: pare quasi che si rasenti l’indifferenza o peggio ancora l’incuranza nei confronti di un settore che impiega un numero elevato di lavoratori nei confronti del quale si potrebbe anche innescare la problematica dell’occupazione.

E ci mancherebbe davvero che si concretizzasse anche questo insieme alla situazione economica dell’industria ludica! Si andrebbe a creare una sorta di “bomba ad orologeria” pronta ad esplodere se questa latitanza istituzionale non andasse a finire, come sarebbe giusto!

D’altra parte, come fa il gioco a non essere arrabbiato di fronte a tanti buoni propositi che sono rimasti sempre a livello di promessa e mai seguiti da fatti pratici e da interventi istituzionali?

Ed è a questo punto che forse sorge spontanea una domanda che chi scrive non avrebbe mai voluto porgersi: “Non è che con questa perenne latitanza e la “carta bianca” che di fatto il Governo centrale ha lasciato in mano alle Regioni si sono voluti preservare i numeri elettorali?”

Non si può evitare di pensare a questo anche perché è stato il filo conduttore della storia del gioco in questi ultimi anni: nessun Esecutivo “di colorazione a scelta” voleva accollarsi la responsabilità di un riordino dell’intero settore proprio per la paura di perdere voti… ed è per questo che il gioco pubblico si trova nelle attuali condizioni.

Si era percepito che l’attuale Governo Draghi, ed il sottosegretario ai giochi Federico Freni, volessero davvero “uscire dalla latitanza” per le promesse sprecate nell’ultimo periodo, ma anche questa percezione sta svanendo piano piano e così il gioco oggi si trova con le sue criticità, le sue problematiche, la sua incertezza e la sua poca fiducia nel domani.

Ed a questo punto chi non farebbe gli stessi pensieri?


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 15 Maggio 2022 ore 18:00
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