Puglia: Il gioco d’azzardo legale è a rischio

puglia vuole eliminare gioco lecito

Ormai, non si contano più i fiumi di parole che sono state spese per parlare delle Leggi Regionali sul gioco e sui casino online italiani, dei distanziometri e della “loro inutilità” per quello che riguarda il contrasto al gioco problematico. E non si finisce mai, anche, di sottolineare che non esiste alcuno “studio serio ed accreditato” che possa affermare che questo strumento riesca ad essere efficace per “togliere la voglia di gioco” a chi lo ricerca. Non è questo il modo e la forma per arrivare a contrastare un fenomeno che di certo esiste, ma che va “preso in carico” in modo assai più serio e che deve basarsi sull’informazione, sulla cultura, sull’assistenza social-sanitaria: il distanziometro non rientra in tutto questo e non solo. Lo stesso, infatti, sta “facendo male” a tutti i territori dove è stato imposto, sta creando danni incredibili all’economia del gioco pubblico ed a tutte quelle imprese ludiche che, lecitamente, tentano di fare il loro lavoro: imprese che, in modo particolare in questi ultimi tempi, sono state messe in un angolo.

E cosa che ha, purtroppo, aperto le porte al gioco illegale che come detto più volte non sta aspettando altro che riappropriarsi del mercato che da anni gli era stato tolto. Sembra, forse, che queste siano frasi demagogiche e che ormai non servano più a nulla: si vuole, invece, continuare ostinatamente a parlare delle Leggi Regionali sul Gioco poiché ora non è solo il Piemonte che sta “accompagnando” le attività ludiche verso il baratro. Ora, anche in Puglia, sta succedendo la stessa cosa ed in modo altrettanto preoccupante. Quest’ultima Regione, coscienziosamente, circa sei mesi fa aveva provveduto a sospendere l’attivazione della propria Legge Regionale in attesa della riforma dei giochi promessa dall’Esecutivo quando è stato emesso il Decreto Dignità con il contenuto che riguardava appunto i giochi. Ma da allora, nulla è cambiato: ancora di riordino o di riforma non se ne parla. Almeno sino a qualche giorno fa dove uno “spiraglio di luce” è apparso accompagnato dal nome del sottosegretario ai giochi Alessio Maria Villarosa.

Il sottosegretario è la persona incaricata “a sistemare il gioco, le sue imprese, la sua distribuzione”, sperando che lo stesso prenda anche spunto “per il suo fare” da ciò che era stato concordato “nel lontano 2017, mese di settembre” quando fu raggiunto il famoso accordo in Conferenza Unificata, sottoscritto da tutte le Regioni, ma mai da buona parte delle stesse rispettato ed, in pratica, ignorato. Ecco il motivo per il quale si vuole parlare della manifestazione promossa per gli ultimi giorni di maggio per protesta, appunto, contro l’entrata in vigore della Legge Regionale della Puglia del 2013, prorogata come accennato nelle righe precedenti lo scorso ottobre per un semestre, per vedere se “spuntava una riforma nazionale” alla quale adeguarsi “con piacere”. Ma a prescindere dalla Legge Nazionale sul Gioco, il prossimo 15 giugno è prevista, in ogni caso, l’entrata in vigore definitiva della Legge 43/2013 della Regione Puglia.

Legge che sancisce l’espulsione del gioco legale, introducendo il divieto per i locali di gioco esistenti di vendere giochi pubblici ad una distanza di 500 metri dai punti considerati “luoghi sensibili”: insomma vi sarà l’introduzione anche sul territorio pugliese del cosiddetto “distanziometro”. Strumento e spina nel fianco di tutte le imprese di gioco e dei suoi operatori che sta decretando sempre di più, purtroppo, la fine del gioco legale sull’italico territorio. Infatti, sia i “luoghi sensibili” che il “distanziometro” lungi dal produrre effetti positivi a tutela della salute pubblica, portano verso lo smantellamento della rete legale dei concessionari dei giochi e delle scommesse e, sopratutto, stanno contribuendo a lasciare a casa oltre 20mila occupati nel settore. Ma strumenti che producono, anche, con la distruzione del gioco pubblico, il baluardo di legalità che rischia di far abbandonare a sé stessi i giocatori problematici che saranno sempre più “preda del gioco illecito” e non più assistiti da personale competente e professionale che potrebbe aiutarli ad uscire dal tunnel del disturbo da gioco d’azzardo.

Ecco a cosa servono Leggi Regionali sul Gioco così restrittive, oggi più che mai obsolete e provocatorie. Perché provocatorie? Perché stanno costringendo il gioco pubblico a difendersi dallo stesso Stato che ha dato loro le concessioni per rappresentare l’offerta di gioco sul territorio! Sembra una cosa assurda, ma è la realtà attuale: almeno sino a quando sempre lo stesso Stato, e quindi l’attuale Esecutivo Giallo-Verde, non metterà mano alla tanto annunciata riforma del settore ludico e della quale non si vede, purtroppo, ancora oggi traccia. In Puglia, come in altre regioni consorelle, continuano le manifestazioni a garanzia del lavoro del settore dei giochi e delle sue imprese contro la demagogia del distanziometro. Argomento questo affrontato nella Provincia di Bolzano, in Piemonte ed ora in Puglia ma che, purtroppo, piano piano si allargherà su tutto il territorio: ed ormai la nostra politica avrebbe dovuto accorgersi che il fenomeno del gioco non si risolve spostando un locale di gioco a 501 metri da un cosiddetto luogo sensibile.

Ciò che serve è potenziare e non distruggere gli attuali operatori leciti per presidiare il territorio e difenderlo dal gioco illegale, e dotarli sopratutto di “strumenti utili” per contrastare il gioco problematico. Ma nulla di tutto questo sembra essere nella mente di chi ci Governa ed in modo particolare da chi “usufruisce” (ed a piene mani) delle risorse che ancora oggi il mondo del gioco d’azzardo pubblico riesce a produrre… e non si riesce a comprendere come. Un intervento che ci appare “forte” per quando riguarda la Regione Puglia è la partecipazione alla manifestazione che viene rappresentata da tantissime imprese e che viene accompagnata da una “sorta di sciopero” che si concretizza nella medesima giornata con la sospensione dell’attività di accettazione di tutti i giochi pubblici dalle ore 10 alle ore 13: chissà se “toccando le casse dell’Erario nel vivo” quest’ultimo costringerà lo Stato a prendere finalmente la strada del riordino del mondo del gioco pubblico!

Giugno 1, 2019: •
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