Premier Draghi: Anche sul gioco bisogna essere pragmatici

rischiare di piu per un gioco azzardo migliore e responsabile

Il Coronavirus per il momento non è stato debellato anche se le somministrazione dei vaccini in corso va spedita per la sua strada e presto dovrebbe consegnare dati più rassicuranti di quelli odierni: quindi, lo si sta ancora rincorrendo cercando di contrastare anche le sue varianti e le preoccupazioni che queste ultime fanno pesare. Al momento, però, non si riesce ad avere ancora alcuna certezza sull’uscita dalla pandemìa, ma si sta cercando di far ripartire il Paese poiché dopo un anno di chiusure, aperture, restrizioni, norme per contrastare il rischio della nascita di focolai pericolosi, tutta l’economia è in una fase di disagio che si è allargata a macchia d’olio ed in tutti i settori. Quindi, il Premier Draghi con un “rischio calcolato” sta cercando di far ripartire il Sistema Italia con un occhio puntato alla stessa economia e con l’altro alla curva epidemiologica, mettendo così il atto la sua proverbiale pragmaticità, una dote che appartiene alla vita ed alle esperienze del Capo del Governo. Però, pragmaticità che lo stesso Premier certamente non usa nei confronti delle scelte non effettuate appunto nei confronti del gioco pubblico e dei casino legali, considerando che quel settore potrebbe anche nascondere delle sorprese con un forte aiuto per l’economia globale del Paese.

Quindi, tenendo conto della situazione generale e della necessità improrogabile da un lato di cambiare passo e dare una svolta all’economia attraverso risposte ai lavoratori, particolarmente di quelli che operano nei settori più disastrati e di quelli obbligati ad una lunghissima chiusura, e dall’altro lato di contenere i contagi entro dati “sopportabili”, il Paese si trova ad un punto cruciale della pandemìa. Dove bisognerebbe buttare il cuore oltre l’ostacolo e “rischiare” seppur con un certo calcolo raziocinante e, con estrema pragmaticità, “anche azzardare” allargando le aperture a quelle “non essenziali” e ferme al palo per dare un via deciso verso la ripresa del Paese seppur tenendo le dita incrociate. Ed unendo pure un timido sorriso propiziatorio, che non fa mai male accostare alla speranza che tutto scivoli liscio, confidando sopratutto nella responsabilità dei cittadini che dovranno dare ancora per un po’ di tempo il meglio di sé stessi per contrastare il virus, rispettando le norme suggerite dal Governo, anche se sicuramente saranno stanchi: ma la pandemìa come detto inizialmente non è stata sconfitta. Ci stiamo ancora nel mezzo e possiamo soltanto rispondere al suo avanzare con un po’ di esperienza in più.

Ed a questo punto servirà, sempre essendo pragmatici, aprire anche le attività di gioco e di scommesse sullo sport che oltre tutto hanno un ruolo importante sul territorio: quello di difendere la legalità contrastando il cammino del gioco illegale prima che davvero faccia danni dai quali potrebbe risultare difficile tornare indietro. Ma serve continuare, mantenendo ed aumentando le riaperture, a fare campagne di informazione che queste ultime non rappresentano assolutamente il “liberi tutti”, ma solo una manovra calcolata e pragmatica per non far morire l’economia. Servono a far muovere i mercati, rassicurare i lavoratori e gli imprenditori e dare un respiro per tutte le attività ferme da troppo tempo: ristorazione, intrattenimento e gioco, turismo, attività che guardano alla stagione estiva con la gioia della bella stagione che potrebbe contribuire a far ricominciare a girare l’economia di ogni settore, e quindi quella di tutto il Paese. Questo è il desiderio e l’obbiettivo del Premier Draghi al quale è stata attribuita la ”gestione del nostro Paese” proprio per tutte le sue caratteristiche di persona ben determinata e con lo sguardo proiettato al futuro ed all’Europa che sta tenendo sotto controllo tutti i Paesi ed i loro movimenti.

Il rispetto che Mario Draghi ha acquisito nelle sue esperienze è tanto e si deve sperare che “sfoderi tutte le sue armi di economista” e che accompagni l’Italia nella sua rinascita anche a livello europeo dove pare vi siano le prime sensazioni di riconosciuto e riacquistato rispetto internazionale del nostro Paese: e senza dubbio questo lo si deve a Draghi ed alle sue competenze. Ma ritornando al mondo dei giochi d’azzardo legali, ed alla riapertura delle sue attività, bisogna sottolineare ancora una volta che tenere ulteriormente ferme le sue attività provocherebbe senz’altro la morte di tantissime aziende con la relativa perdita dei posti di lavoro per centinaia di migliaia di persone. Quindi, Draghi ed il suo Governo devono far ripartire queste attività il prima possibile: adottando magari norme ancora più restrittive per la sicurezza sanitaria, ma tenendo presente che forse, offrendo qualche opportunità di divertimento, ma non soltanto quello che riguarda il gioco d’azzardo ma anche l’altro mondo delle sale giochi, attività senza vincita anch’esso ancora chiuso da tempo, si allenterebbe qualche tensione tra i cittadini sottoposti ad un vero stress, da un anno a questa parte, per il cambiamento di vita cui sono stati sottoposti e che ha provocato un disagio psicologico sempre maggiore.

E con l’aprire delle sale da gioco si toglierebbero anche tante persone dalle strade che corrono il rischio di provocare assembramenti pericolosi: oggettivamente, risulta assai più semplice controllare le persone quando si trovano all’interno dei locali pubblici piuttosto che fuori dove si è visto che a volte, ed in occasioni speciali (come il festeggiamento di uno scudetto) sfugge di mano la capacità di gestire gli “entusiasmi di gruppo”, anche se possono essere compresi. Ecco che anche qui subentra la pragmaticità di Draghi che sa perfettamente che riaprire le attività, anche quelle del gioco e delle macchinette slot machine, pare essere la cosa giusta anche in relazione alle risorse che le casse dello Stato potrebbero ricevere: considerato, come già affermato in altro articolo, che ad oggi sono più di cinque i miliardi di euro che si sono “volatilizzati” a causa della chiusura del gioco legale e che moltiplicandosi minimo per due sono finite nelle casse della criminalità organizzata che gestisce il gioco d’azzardo.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 26 Maggio 2021 ore 18:00
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