Numerose problematiche incombono sul mondo del gioco d’azzardo

per il settore del gioco azzardo legale italiano si prospetta un periodo con grandissimi problemi da risolvere subito

Elencare (soltanto) tutte le problematiche che “incombono” sul mondo dei giochi e dei migliori casino slot italiani sembra essere diventato una specie di “sport politico”, mentre cercare di affrontarle, comprenderle, trovare strategie acconcie non viene neppure preso in considerazione.

E pensare che sia lo scorso anno che durante i primi mesi di questo 2022 l’intera industria del gioco aveva davvero creduto alle promesse espresse dal sottosegretario con delega ai giochi, Federico Freni, che per conto del Governo centrale aveva annunciato la Legge Delega sul Gioco come se ciò fosse un “pratico salvagente di salvataggio” gettato per affrontare le tante criticità che il settore ludico si trascina da anni e delle quali si parlava “addirittura” in Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali di buona memoria.

Conferenza che era arrivata a quell’intesa sottoscritta da tutti i protagonisti del gioco di allora che avevano trovato punti di incontro validi e progetti applicabili che avrebbero potuto cambiare davvero il futuro (sempre di allora) dell’intero mondo dei giochi.

E poi quasi tutti sanno come è andata a finire. Tanto lavoro sprecato, giorni di trattative e confronti che avevano portato a quella famosa Intesa che oggi viene ricordata spesso, addirittura dai Giudici dei vari TAR e persino dal Consiglio di Stato che ne richiamano i contenuti ed invocano la sua “presa in carico” come fosse quello una sorta di riordino a cui fare riferimento.

Ma il gioco pubblico in cinque anni è senza dubbio cambiato e, sopratutto, evoluto e tecnicamente avanzato quindi, anche “quel richiamo” al 2017 sembra purtroppo superato. Però, prenderne i punti essenziali che si possono ancora oggi applicare e partire da lì, potrebbe anche essere un primo passo se non si vuole ricominciare da zero quando manca la voglia e la responsabilità di riordinare un settore, certamente utile a livello economico per lo Stato, ma terribilmente scomodo quando vi si schiera a fianco e contornato dalla paura di perdere consensi che frena chiunque voglia andare “controcorrente”.

Così facendo sono passati anni, Governi, politici: ed intanto le criticità del mondo ludico sono aumentate, come sono aumentati i prodotti offerti e che agiscono quasi senza normativa. Per dirne uno i nuovi giochi sportivi digitali, gli e-Sports, che tanto polverone hanno sollevato nelle scorse settimane e che hanno “costretto” ADM ad emettere una circolare per porre un po’ di chiarezza e poterli far riprendere il proprio cammino commerciale senza paura.

Però, anche questo è un intervento che avrebbe dovuto e potuto essere inserito in un riordino, od in una Legge Delega sul Gioco che dovrebbe avere l’obbiettivo di regolamentare tutti i suoi comparti: quello con vincita in danaro e quello del puro intrattenimento con tutti i suoi annessi e connessi.

Ma non solo: il riordino avrebbe dovuto mettere luce, e sopratutto togliere incertezze, agli addetti ai lavori del gioco per quello che riguarda i rapporti di questi ultimi con gli Istituti di Credito.

D’altra parte, si è parlato tantissimo di quello che hanno fatto alcune banche durante l’emergenza pandemica! Sono stati così disponibili ed intelligenti da chiudere tanti conti correnti alle aziende che operavano nel business del gioco ritenendo le stesse imprese a rischio alto, e quindi “pericolose”, per gli interessi delle banche.

E proprio in un momento dove il gioco pubblico avrebbe dovuto essere sostenuto e di certo non abbandonato, mettendolo in condizione di non poter lavorare poiché i concessionari per contratto con lo Stato devono far transitare ogni movimento economico a mezzo di conto corrente bancario, chiuso desolatamente in nome di un cosiddetto rapporto etico più volte richiamato.

E se questa non era una problematica importante da inserire nel riordino nazionale del gioco quale altra cosa poteva esserlo? La Questione Territoriale, forse? Altro argomento che si trascina dalla notte dei tempi e che sino a quando non si risolve non potranno essere fatti i bandi di gara per le nuove concessioni di gioco!

Una sorte di serpente che si morde la coda, ma non si è trovato alcun Indiana Jones istituzionale che voglia eliminare questo serpente… od almeno si sperava di averlo trovato in Mario Draghi, ma anche l’attuale Premier “ha tradito” le aspettative dell’intera filiera del gioco che aveva riposto in lui, e nel suo Governo, tanta speranza di vedere azzerate le proprie incertezze ed interrompere questo perenne navigare a vista da parte del mondo dei giochi perché “la riva si sta allontanando sempre di più” e non si riesce più a mantenere una rotta che porti a qualcosa di positivo e soddisfacente a livello economico.

Obbiettivamente, non si può continuare a lavorare nella confusione generale e nell’incertezza da un lato e dall’altro dover in ogni caso onorare tutte le scadenze che i concessionari, per contratto, devono rispettare per poter essere Riserve di Stato e rappresentanti della legalità sul territorio. Quindi, tanti impegni e poche rassicurazioni per un settore che era abituato ad essere la terza economia del Paese ed ha sempre provveduto ad una raccolta più che soddisfacente per le casse erariali.

Quello che stupisce sempre di più è il “disinteresse pratico” che la politica continua a mostrare nei confronti di questo mondo: sarebbe molto più semplice fare un riordino dell’intero settore piuttosto che continuare a cercare di effettuare provvedimenti ad hoc che risolvono magari la situazione al momento, come quella che si è presentata per gli e-Sports, ma che non sono una legge precisa.

Intervenire in modo “frastagliato” sui diversi comparti del gioco si rischia soltanto di andare a complicare ancora di più un mondo che è già immensamente complicato e delicato di suo. Non lo si aiuta a trovare una sua precisa collocazione anche agli occhi dell’opinione pubblica che a volte “emette delle sentenze” nei confronti del gioco d’azzardo che sono figlie della poca chiarezza cui lo stesso viene sottoposto proprio da parte di chi (lo Stato centrale) dovrebbe invece proteggerlo e tutelarlo.

Ma tant’è: questa è attualmente la vita del gioco pubblico ed intanto il gioco illecito e l’illegalità che lo circonda e lo gestisce continuano a “fare affari d’oro”!


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 7 Luglio 2022 ore 18:00
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