Sempre meno tempo per il riordino nazionale del gioco d’azzardo

basta perdere tempo occorre subito fare il riordino

Sembra non esserci alcun dubbio che le prossime elezioni siano diventate un ostacolo quasi insormontabile per il cammino della Legge Delega sul Gioco che avrebbe dovuto “aprire le porte” al riordino nazionale dell’intero settore ludico. Le elezioni settembrine, e tutto ciò che comporterà la cavalcata elettorale, porterà sempre più lontana la possibilità di avere a breve una Legge Delega che avrebbe dovuto comparire già all’inizio del 2022, e precisamente alla fine del mese di gennaio scorso.

Cosa che non è avvenuta evidentemente “per scelta politica” ed anche perché il Paese è stato travolto dall’inizio della guerra in Ucraina nel febbraio successivo, creando delle priorità ben lontane e diverse dalle esigenze del gioco pubblico e dei siti di gioco online migliori.

Però, purtroppo, queste esigenze c’erano allora come ci sono adesso: anzi, si può dire senza essere smentiti che le criticità nel mondo ludico si sono accentuate anche per il persistere su diversi territori delle famigerate Leggi Regionali ”capestro” sul gioco che non sono state rivisitate dalle varie Amministrazioni se non in un caso o due.

Ma il riordino del gioco non è avvenuto a livello nazionale e proprio per questo il gioco terrestre sta inesorabilmente avviandosi verso un disagio senza fine. Di fatto, si continua a sentirne parlare di questa benedetta Legge Delega e qualcuno in campagna elettorale “cavalca” anche questo argomento per recuperare qualche voto anche se le priorità del Paese oggi sono tantissime e molto diverse da quelle del gioco d’azzardo che indiscutibilmente è “sceso” nella lunga classifica degli interventi che il Governo dovrebbe affrontare.

Ma come si sa il Governo uscente può soltanto occuparsi degli “affari correnti” e sembra che il gioco non faccia parte di questi cosiddetti “affari”.

Così, il poco od il tanto che aveva predisposto il Premier Draghi ed il suo team per “questo affare ludico” passerà in cavalleria e se ne parlerà forse con il nuovo Esecutivo, ammesso e non concesso che voglia accollarsene la responsabilità nell’immediato suo insediamento che avrà tante altre “patate bollenti da spellare.

Ed il gioco non sarà senza alcun dubbio tra queste.

Soltanto che di promesse e di parole al vento il gioco pubblico non ne avrebbe bisogno, avrebbe necessità di tutt’altro. Ma come si fa a parlare di decisioni sul gioco quando le pressioni dell’opinione pubblica richiamano l’attenzione della politica sul caro-bollette gas e luce, sul costo della benzina, sugli aumenti nel carrello della spesa?

Senza parlare poi del Coronavirus, dell’Omicron e del Centaurus che spaventano la cittadinanza che non sa più come comportarsi: le vacanze sono quasi terminate per tutti e si rientra nella normalità, al lavoro, a scuola e quindi cosa succederà con i contagi? Come ci si dovrà comportare nelle prossime settimane?

Mascherine sì o no? Vaccini vecchi con quarta dose o vaccini nuovi che combattono anche i nuovi virus? Gli esperti non sono tutti d’accordo ed il Ministero della Sanità non sta facendo poi tanta chiarezza in merito! Speriamo di non trovarsi come durante l’emergenza pandemica con le tante insicurezze che hanno causato troppe persone coinvolte e tante lacrime…

Di fronte ad un “quadretto” simile dove lo si può inserire il mondo del gioco e la sua nuova regolamentazione?

Di certo non nelle priorità assolute come quelle che riguardano la salute e le tasche degli italiani: al gioco non rimane che rimpiangere quella famosa Intesa del 2017 ottenuta con la sottoscrizione dell’accordo tra Stato, Regioni ed Enti Locali che purtroppo non è stato corredato dal relativo decreto attuativo, ma dove non solo si era arrivati a revisionare la distribuzione territoriale dei punti di gioco ma anche si erano trovati strumenti di controllo sanitario e persino un “incontro” sulla fiscalità.

Tutte cose che oggi sembrano poter trovare una soluzione anche alle criticità attuali delle attività di gioco che non sono cambiate: ma gioco che è riuscito a sopravvivere durante questi anni fronteggiando le Leggi Regionali che hanno creato ostacoli ai percorsi commerciali delle varie attività legali del gioco pubblico.

Esercizi che quasi non si rendono conto di essere riusciti ad arrivare sino a questo punto, senza aiuti istituzionali e senza supporto di qualche legge “alternativa” regionale intervenuta soltanto in pochi territori.

In questa situazione piuttosto precaria, il gioco legale terrestre tenta di sopravvivere combattendo anche con l’illegalità che persevera nella sua presenza e mette in atto una concorrenza sleale pesantissima nei confronti delle “Riserve di Stato” che non si sentono protette nel loro percorso commerciale.

Ma questa, di fatto, è la realtà che stanno vivendo i punti di gioco che speravano davvero di vedersi sostenuti dalla possibilità di un riordino che dovrebbe mettere fine alle tante problematiche del settore.

Non resta che sperare che dopo le elezioni e con il nuovo Esecutivo qualcuno si ricordi anche della Legge Delega sul Gioco che dovrebbe avere il suo corso con una tempistica veloce se non si vuole vedere il comparto del gioco terrestre andare completamente alla deriva con un problema di riflesso anche per l’occupazione.

Certo tutto dipenderà dalla composizione del nuovo Governo e se sarà “propenso” a risolvere il problema del gioco pubblico terrestre: sperare sembra una delle poche soluzioni possibili anche se servirà a ben poco.

Sicuramente, il gioco pubblico è esasperato da questo riordino che non arriva mai e si sente quanto mai demoralizzato di non rientrare nei programmi della politica: pochi parlamentari, infatti, si occupano di gioco e vogliono vedere una normativa coerente e nazionale che possa determinare la tranquillità per l’intero settore, per i suoi operatori e sopratutto per i suoi lavoratori.

Dispiace ovviamente che un comparto che si è sempre distinto per l’impegno nell’occupare tante forze lavoro e nel produrre una raccolta decisamente consistente per le casse erariali venga sottoposto ad un trattamento di quasi totale indifferenza da parte delle istituzioni che, seppur in tante altre faccende affaccendate, dovrebbero anche fronteggiare le problematiche di un comparto che dovrebbe rappresentare la legalità e la sicurezza del territorio.

Se neppure questo “fa muovere” i politici e la politica nei confronti del gioco pubblico, cosa mai si dovrebbe sperare prima e dopo le elezioni settembrine?


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

Giornalista

Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 19 Settembre 2022 ore 10:00
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