Con il riordino nazionale del gioco starebbero meglio tutti

grazie al riordino nazionale del gioco in molti starebbero senza dubbio meglio

Sarebbe proprio interessante pensare che se il riordino nazionale dell’intero settore del gioco e dei migliori siti legali di casino con slot machine farebbe stare bene sia lo stesso gioco pubblico, che gli Enti Locali più facilitati nella regolamentazione delle attività ludiche sul territorio, che le casse dell’Erario che verrebbero “rimpinguate meglio” con nuovi e più cospicui introiti discendenti da una “nuova raccolta”, perché si è ritardato, e si ritarda tuttora, a mettere in atto questa benedetta riforma? Sembra di infliggersi le martellate “da soli”, continuando a far star male un settore importante, con tantissime piccole e medie imprese e quel che più conta con tantissimi lavoratori che non sono certi del proprio futuro a causa delle “acque terribilmente agitate” in cui naviga il mondo dei giochi. Finora, e purtroppo da tantissimi anni ed attraversando forse quattro o cinque Governi di colorazione variegata, nessuno ha voluto assumersi la pesante responsabilità di “riordinare le idee” del gioco, mettere in ordine una normativa che ha necessità estrema di essere ridimensionata e diventare omogenea su tutto il territorio.

Così il percorso commerciale di chi continua a credere nonostante tutto nel business del gioco d’azzardo legale, mondo scintillante di certo ma anche così delicato e molto particolare, sarebbe decisamente più “scorrevole, divertente, e redditizio”: e pensare che basterebbe soltanto applicarsi un pochino e prendere magari “in prestito” i punti cardine della famosa Intesa dell’ormai lontano 2017 sottoscritta in Conferenza Unificata, ovviamente mettendola al passo con i tempi attuali ed anche con l’innovazione del settore che negli ultimi anni è cresciuto tecnologicamente in modo quasi “esasperato”, ma che ha fatto della sua innovazione tecnologica un grandissimo punto fermo che ha fatto scoprire un nuovo gioco completamente diverso, proiettato decisamente al futuro con novità forse anche imprevedibili. E sino a qui si è parlato del gioco in generale, ma si vuole ovviamente anche comprendere il puro intrattenimento anch’esso “bisognoso” di revisione ed aggiornamento e non soltanto di aumento di burocrazia magari per l’omologazione di alcuni vecchi giochi tradizionali.

Argomento quest’ultimo che nello scorso mese di giugno ha dato parecchio da fare: in quel momento, e senz’altro inaspettatamente, era intervenuta a gamba tesa una certa parte politica a difesa di quei vecchi giochi tradizionali come il calcio-balilla, il flipper, il ping-pong che hanno passato come si suol dire “un brutto quarto d’ora” laddove si temeva davvero necessitasse la certificazione o l’omologazione anche per questi giochi che prevalentemente nel periodo estivo godono della loro notorietà annuale nelle sale da gioco, lungo tutta la meravigliosa costiera del nostro Stivale. In effetti c’è stata tanta confusione in quel periodo, tanti interventi della politica ed anche no, seppur bisognerebbe sottolineare che non è certamente il puro intrattenimento che crea problemi nella sua gestione agli Enti Locali. La responsabilità dei vari disguidi nell’applicazione della normativa sul gioco è da attribuirsi al gioco sicuro con vincita in danaro ed alle sue Leggi Regionali “capestro” che impongono i cosiddetti distanziometri.

I distanziometri, famosi strumenti studiati all’origine si diceva per contrastare il gioco problematico, ma la cui applicazione ha sempre creato grosse problematiche alle varie Amministrazioni. ovviamente tanto disagio ai gestori di questi apparecchi e non ha risolto neppur minimamente il gioco problematico: anzi, forse sono arrivati a spingere ulteriormente i giocatori a ricercare “con una certa rabbia” i punti di gioco dove il distanziometro non veniva applicato. Ma passato il periodo “di paura” reale dell’amusement, affrontato con piglio sicuro da una parte della politica, cosa che al momento era sembrata davvero una stranezza del tutto particolare, e risolto con altrettanta sicurezza dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con una specifica ordinanza per tranquillizzarne i relativi operatori che hanno davvero temuto di non poter esporre quei giochi che di consuetudine le persone sono abituate a trovare principalmente sulle spiagge, oggi sotto le elezioni settembrine il gioco si ritrova di nuovo al suo “consueto bivio”.

Da un lato sempre le sue criticità da affrontare e dall’altro i politici che cominciano di nuovo a cavalcare l’argomento dell’azzardo in campagna elettorale come accadeva tanti anni fa, ma non con così tanta convinzione. D’altra parte, è indiscutibile che il gioco “abbia sempre fatto audience” che sembra la cosa che più interessi ai nostri partiti: di certo più che proporre qualcosa di nuovo, più di attualità in questo momento visto che problemi senz’altro più importanti del gioco se ne presentano davvero parecchi e che coinvolgono tantissimo, purtroppo, le tasche sempre più vuote degli italiani E, quindi, anche se il gioco risulta essere importante, senza dubbio il rincaro mostruoso del gas e della luce avranno sicuramente una priorità fortissima e sono argomenti che i nostri cari politici dovrebbero affrontare meglio e con migliore dovizia e non soltanto tanto per parlarne. Ma per ritornare al mondo dei giochi ed alla premessa di queste righe sembra improcrastinabile che le elezioni debbano portare anche un impegno nei confronti del riordino del gioco e delle scommesse sportive.

Poiché è indiscutibile che soltanto con l’eliminazione della frammentazione normativa oggi in essere si potrà arrivare ad una buona gestione del gioco pubblico: l’unico modo per poter far ritornare il settore ludico ai “fasti” di un tempo dove la sua raccolta, che oggi non esiste davvero più, contribuiva pesantemente all’economia del Paese. Ovviamente anche le Amministrazioni Locali avrebbero vita meno dura e complicata nell’applicazione di una normativa se fosse studiata a livello nazionale e non così spezzettata come oggi. Ma si ritorna alla domanda iniziale: se il riordino nazionale del settore del gioco “renderebbe così tante persone felici e soddisfatte” perché non si è fatto sino ad oggi? Perché la politica non prende in considerazione di affrontare questo “lavoro ludico” e mettere un settore importante a livello economico in condizione di essere produttivo e redditizio come è sempre stato? Certo sotto elezioni accollarsi il problema della riforma della normativa del gioco è un salto nel buio: i detrattori di questo comparto sono sempre pronti a scagliarsi contro chiunque voglia “soltanto” regolamentare un settore anche senza dichiarare apertamente che sia un bene od un male giocare.

Pubblicazione: 16 Settembre 2022 ore 11:00

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