Nell’agenda del futuro Governo c’è il riordino del Gioco?

speriamo che il riordino del gioco azzardo legale sia in agenda del nuovo governo italiano

Mai come in questo periodo si è sentito parlare dell’agenda del Premier Draghi e, sopratutto di chi vi si ispira ancora: però, oggi invece bisognerebbe inevitabilmente pensare all’agenda del nuovo Governo che uscirà dalle urne e che verrà costituito alla fine della tornata elettorale. Il gioco ed i migliori casino slot legali, ovviamente, non fanno altro che starsene con le dita incrociate per vedere se il nuovo schieramento governativo possa eventualmente prendere in esame di accollarsi il proseguimento del la riforma del gioco, così come è attualmente in corso d’opera, od almeno dovrebbe. Il nuovo Esecutivo, però, non c’è dubbio che avrà innumerevoli emergenze da affrontare: emergenze che “spingono” prepotentemente: e non si parla ovviamente della questione del gioco, poiché prima di affrontare le precarietà del gioco si dovranno affrontare tutte le esigenze dei varie settori. Si dovranno nominare i nuovi ministeri, le nuove cariche, ma sopratutto si dovrà affrontare il piano di riforme promesso a Bruxelles che bisognerà inevitabilmente mettere in campo e rispettarne i termini.

E non solo: il nuovo schieramento dovrà anche provvedere a tutte le precedenti attività che sono rimaste in sospeso e che il Premier Draghi non ha potuto fronteggiare, visto che il Governo dimissionario è senza dubbio destinato a portare a termine esclusivamente gli affari correnti. Anche se quando si parla di “affari correnti”, non c’è dubbio che la mente debba andare a situazioni veramente delicate come la crisi ed il rincaro energetico che stanno pesando in modo sempre più schiacciante nelle tasche degli italiani. L’agenda del prossimo Governo, oltre ad essere indiscutibilmente “piena”, sarà condizionata dai tempi tecnici per la costituzione dei vari ministeri e la definizione dei singoli ruoli, mentre le situazioni delle innumerevoli emergenze da affrontare richiamano a gran voce un intervento immediato. In particolar modo perché l’inflazione bussa pesantemente alle porte e serve trovare “qualcosa” per far proseguire l’economia del Paese e salvaguardare gli interessi di ogni cittadino e di ogni impresa.

E soltanto questo farà tremare le gambe di qualunque politico: mentre, d’altra parte, criticare aspramente ciò che “non ha fatto od ha fatto male Draghi” era molto più semplice che “prendere il toro per le corna” e fronteggiare le varie emergenze. Senza pensare ai vari decreti attuativi da mettere in campo per evitare che “qualche legge approvata” faccia una brutta fine come già accaduto in precedenza nel 2017, data alla quale il gioco pubblico è affezionato poiché fa ricordare quanto di buono era stato fatto nella Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali con la sottoscrizione dell’Intesa di buona memoria. Oggi il mondo ludico aspetta che il nuovo schieramento politico si accolli, dopo tutte le altre emergenze della Nazione, anche di risolvere le criticità delle “Riserve di Stato” che seppur non rappresentino “un’emergenza come la crisi energetica” per lo stesso settore sono un forte elemento di disturbo per tutta l’industria del gioco che ormai senza il riordino della normativa in essere non riesce più ad andare avanti.

Un altro argomento che sarà di grande peso politico è la travagliata legge sulla concorrenza che è stata approvata dal governo Draghi, e che rappresenta la chiave del PNRR, entrata in vigore appena qualche giorno fa, alla fine del mese di agosto anche perché i provvedimenti che contiene sono tutt’altro che banali: si spazia dai servizi pubblici, alle gare per i balneari, alle semplificazioni per le imprese. Ma soltanto una parte di questa legge ha “ricevuto il proprio decreto attuativo” ed altri devono essere emessi entro e non oltre il prossimo 31 dicembre 2022 termine fissato dal PNRR per l’emanazione di tutti i provvedimenti attuativi relativi a tale Legge. Ovviamente, i ministeri sono già da tempo al lavoro per questo ma sembra inevitabile che ad esprimersi per un parere dovranno essere le commissioni del Parlamento a venire con il rischio che su materie del tutto controverse i testi possano essere stravolti dalla nuova formulazione del Governo. Ed il gioco e l’intrattenimento in tutto questo bailamme dove andranno a finire con il riordino?

Quello che è indubbio oggi è che l’agenda governativa del Premier Draghi è sempre più calda ed il Governo uscente sempre più in tensione per affrontare le emergenze che sembrano aumentare invece che diminuire e risolversi. Ed in attesa di soluzioni pragmatiche alle quali Draghi si arrocca, la campagna elettorale si sta rilevando, dal canto suo, sempre più infuocata, sempre più brutta per i termini nei quali si sta esprimendo e svolgendo. Con forme di assoluto poco rispetto degli avversari, si mira a denigrare gli avversari “scannandosi a vicenda” e ci si impegna molto poco a proporre qualcosa di positivo e concreto per il futuro del Paese. E questo non lascia intravedere nulla di buono e non convincerà sicuramente il popolo degli astensionisti a presentarsi alle urne. Per quello che riguarda poi la riforma del gioco e delle scommesse sportive, a differenza di tante emergenze che sono già state passate in rassegna, non risulta neppure in programma nell’agenda attuale del Governo: non si sa se è stata rimandata, a quando, dove e sopratutto perché.

E questo lascia tanto amaro in bocca al settore del gioco che deve continuare ad affrontare il suo futuro in una posizione di assoluto lassismo da parte della politica e del legislatore alla quale purtroppo è abituato, anche se non è un modo ottimale per percorrere il proprio cammino commerciale. D’accordo che il mondo del gioco e questo trattamento speciale da parte della politica, che si disinteresse in modo totale delle criticità dei suoi rappresentanti, compreso tutto questo menefreghismo da parte di quasi tutti gli schieramenti politici ed anche del legislatore, non fanno altro che camminare da anni purtroppo “a braccetto”. E, quindi, oggi cosa rimane da fare a tutta l’industria del gioco? Rimane esclusivamente la realtà di tentare di sopravvivere commercialmente, e di certo non di vivere, come dovrebbero fare le aziende e gli operatori che rappresentano il gioco pubblico sul territorio, e quindi che rappresentano legalmente lo Stato: ma cosa che pare non interessare ad alcuno.

Pubblicazione: 21 Settembre 2022 ore 08:00

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