Molti settori stanno per riaprire: Il gioco d’azzardo invece no

molti settori riaperti ma il gioco azzardo ancora no

Attività essenziali o meno, la politica si sta interessando alla riapertura di tutti i settori e si sta confrontando con un periodo alquanto decisivo su diversi fronti: nel frattempo, però, si persiste nel non profferire parola alcuna sulle innumerevoli attività del gioco pubblico e sui casino nuovi, bloccando di fatto il futuro di un numero impressionante di imprese ed anche di quello dei suoi 150mila lavoratori che, senza ombra di dubbio, stanno passando il periodo più buio da quando il Governo ha creato e legalizzato il gioco d’azzardo. Alla mente ritorna tutto quello che negli anni trascorsi è stato messo in campo sia dallo Stato che dagli imprenditori che hanno creduto e credono tuttora nel rappresentare la legalità del gioco sul territorio. Ma, forse, è un pensiero che coinvolge soltanto gli addetti ai lavori, e sicuramente molto meno la politica che sembra dimenticarsi del mondo del gioco e della sua esistenza non inserendolo nella mappa delle riaperture, anche se sembra un atteggiamento incomprensibile. Sopratutto se si pensa che il gioco legale è una “Riserva di Stato” e come tale forse bisognerebbe tenerlo in maggior considerazione.

Quindi, piuttosto “frettolosamente” per dare possibilità alle imprese di riprendersi, la politica chiede allentamenti, la riduzione del coprifuoco od addirittura la sua sospensione, il pranzare o cenare anche all’interno dei ristoranti, riaprire le piscine e dare una sorta di “via libera” alle spiagge. Ma l’economia del Paese è anche composta da altri settori come quello del gioco d’azzardo pubblico e dell’intrattenimento sistematicamente dimenticati nei vari dibattiti sulle possibili riaperture. Purtroppo, il mondo del divertimento, è nella sua peggior crisi senza alcun aiuto, o ristoro o sostegno e facendo fronte sinora ad una chiusura inverosimile con le proprie risorse economiche che si sono “sciolte come neve al sole” durante questo lunghissimo lockdown. È evidente che l’unica speranza di sopravvivere commercialmente per le attività di intrattenimento è quella di poter rialzare le saracinesche accettando anche di lavorare in un modo o nell’altro anche con orari parziali o qualunque forma di restrizione.

Bisogna tenere presente la gravità della situazione che ha travolto l’intera filiera dei giochi con quasi 300 giorni di inattività e della quale si evita di parlare mentre si affrontano tutte le altre riaperture tranne quelle dell’intrattenimento: sia del gioco con vincita in danaro che quello del puro intrattenimento, senza alcuna distinzione. Di gioco, e di bonus casino, hanno parlato veramente pochi politici ed in modo superficiale, schierandosi al momento con il settore e comprendendone le richieste e le esigenze ma comprensione che non ha dato seguito ad alcuna attenzione dell’Esecutivo. Anche alle discoteche non è stata prestata tanta attenzione e settore anch’esso arrivato alla disperazione, sopratutto in vista della stagione estiva che potrebbe aiutare a “restare a galla” ma che, senza dubbio, comporta riflessioni di altro tipo poiché la discoteca e le sale da ballo portano per loro natura inevitabilmente all’assembramento: quindi, discoteche chiuse come peraltro le sale da gioco anche se in questi ultimi locali vengono applicati alti livelli di sicurezza.

Protocolli che sono in grado di garantire l’assenza di focolai per il virus e dove l’assembramento non esiste e dove le presenze possono essere contingentate. Ma, evidentemente, ciò non basta anche se esiste ancora la speranza che si affronti prima o poi il tema del mondo dei giochi che non può continuare a sgattaiolare tra una decisione restrittiva od una riapertura, sopratutto in virtù dei problemi della legalità e della sicurezza che stanno allargandosi lungo lo Stivale. Però, “in barba a tutto questo” ed in attesa che su tutto il territorio altri settori differenti dal gioco e dalle scommesse sullo sport inizino il countdown verso le riaperture, il mondo dei giochi rimane ancora fermo al palo sempre sperando che cambi questa perdurante situazione avversa e che l’Esecutivo Epoca-Nuova davvero metta in atto “qualcosa di nuovo” nei confronti del gioco e non solo il “vecchio” atteggiamento di ostruzionismo. Nel frattempo, si attende l’esito della manifestazione dell’11 maggio promossa dagli addetti ai lavori del gioco e dei parchi a tema di fronte a Montecitorio, anche se ormai questi eventi non stanno ottenendo gli effetti desiderati dagli organizzatori.

In effetti, le prime manifestazioni avevano portato davvero “movimento” nella politica ma oggi, essendosi presentati con una certa frequenza, l’impatto che si è ottenuto è soltanto quello mediatico che però non si è tradotto in nulla di concretamente utile per muovere la situazione che il mondo ludico, gratta e vinci compresi, sta vivendo con sempre più angoscia. Ma la decisione di organizzare queste manifestazioni vuole “aggiungersi” alle tante discussioni che stanno movimentando la politica per chi vuole più riaperture, chi ne vuole meno, chi vuole tenere il coprifuoco e chi lo vuole annullare: insomma anche tra la politica in questo momento particolare c’è tanta confusione e tante idee di destra o di sinistra che fanno davvero fatica a convivere, ma sopratutto a concretizzare qualcosa di positivo per le varie attività, particolarmente per quelle “non essenziali”. Anche perché ormai si è stanchi di continuare a sottolineare che il gioco pubblico, seppur dichiarato “non essenziale” secondo il vecchio ed il nuovo Esecutivo, invece lo è proprio.

Essenziale senz’altro per la legalità che quasi è sparita dal territorio lasciando uno spazio immenso all’illegalità che “galoppa nelle praterie libere e sconfinate” lasciate a disposizione dal gioco legale. Ma, oggi, il gioco lecito dove sarà finito, visto che sino ad oggi è ancora chiuso? Ma sopratutto quando qualcuno si prenderà finalmente la responsabilità di farlo riaprire per continuare a rappresentare la legalità del prodotto di Stato sul territorio? Gioco legale e sicuro che è stato evidentemente “dimenticato” e messo in un angolo con tutte le conseguenze che si continuano a sottolineare ma che pare non interessino purtroppo ad alcuno. In ogni caso, ormai è passata la prima quindicina di maggio ed ora si può fare il bilancio delle prime riaperture e vedere la loro ripercussione sulla curva epidemiologica. Se tutto sarà “soddisfacente” non dovrebbero esserci più “intoppi” o contorti ragionamenti che possano impedire l’apertura anche delle attività ludiche, od almeno così sperano i suoi operatori.

Data Pubblicazione: 28 Maggio 2021 ore 18:00

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