Luogo Sensibile: Per il gioco una concezione troppo larga

luoghi sensibili e distanziometri danneggiano il gioco

Anche i “profani” del gioco d’azzardo e dei migliori casino on line, e quindi coloro che ne “masticano poco”, sono venuti a conoscenza della terminologia di “luogo sensibile”: croce assoluta per le attività ludiche che per aprire al pubblico ne devono rispettare le distanze, e delizia per i perbenisti che da quando la terminologia “luogo sensibile” è apparsa nella regolamentazione del mondo dei giochi sono felici di vedere che il gioco si sta allontanando (certamente non per volontà di quest’ultimo) sempre di più dalle zone centrali e maggiormente commerciali. Quindi, piano piano nelle zone dove esiste maggiore presenza di cittadini “nascono come funghi” nuovi luoghi sensibili, così come ogni volta che viene emessa una ordinanza comunale si può constatare che il loro elenco si allunga sempre di più all’inverosimile. La conseguenza di ciò è la continua ed inarrestabile restrizione dell’area di vita delle attività ludiche, particolarmente quelle che ospitano le apparecchiature da intrattenimento che vengono messe al primo posto in classifica come “portatrici del male assoluto che attanaglia il nostro secolo”: e non si vuole aggiungere altra considerazione in merito a quanto affermato dalla nostra attuale politica.

Ecco, quindi, che l’interpretazione di luogo sensibile in pratica afferisce a tutti quei posti tendenzialmente aperti al pubblico od in cui vengono svolti servizi pubblici, oppure attività di rilievo per il sociale. Mentre non appare che non si possano considerare come luoghi sensibili anche le associazioni private seppur svolgano attività rivolte a fasce di età giovanile. Ma perché oggi ed in queste righe abbiamo evidenziato l’argomento di questi cosiddetti luoghi sensibili? Semplicemente perché è uscita, di recente, una sentenza del Tar di Lecce che evidenzia quanto una interpretazione “troppo estensiva” del concetto di luogo sensibile possa avere, in realtà, una sorta di effetto paralizzante per le attività economiche di gioco. Attività che in vicinanza di questi luoghi, e per il loro rispetto, non possono assolutamente aprire se trattano di servizi ludici se non uscendone “con le ossa rotte”: ne consegue una continua crescita di territori vietati che sono diventati superfici più importanti di quelle ove si potrà forse avere ancora la possibilità di mettere in campo il business del gioco d’azzardo pubblico.

Meno male che ogni tanto, ma non tanto spesso, qualche Giudice si rende conto che gli ostacoli che vengono posti nei confronti dello sviluppo del settore ludico sono veramente tanti, a volte persino inusitati e che lasciano anche qualche perplessità. Però, sino a quando non vi sarà questa benedetta Legge Nazionale sul Gioco, che il nostro Esecutivo Giallo-Verde continua a promettere ma che per il momento non compare, che dovrà forzatamente mettere dei “seri paletti”, ma sostenibili, per l’apertura di nuove attività di gioco d’azzardo, o per il mantenimento di quelle che oggi sono in contrasto con i vari distanziometri di rito, continuerà ad esserci una confusione immensa, poca certezza ed uno scontento tra le imprese di gioco ed i suoi operatori che sinceramente non sanno proprio più “dove mettersi”. Sembra che il voler continuare nel non legiferare a livello nazionale sia una sorta di “nascondino” voluto (anche) dal Governo del Cambiamento che ha deciso di non decidere, anzi di non normare nazionalmente il mondo dei giochi.

Si lascia fare tutto alle Regioni ed ai Comuni ed alle decisioni che gli imprenditori via via dovranno assumere, trovandosi di fronte ad una situazione economica ed amministrativa che mette senza dubbio il bastone tra le ruote a chi volesse percorrere (non la “strada della Seta”), ma quella del gioco pubblico. Eppure, lo Stato continua a tenere buone le concessioni rilasciate e continua a fare in modo che il settore ludico si sgretoli da sé, trascinando nel suo dissesto tante imprese medio piccole, tantissimi imprenditori e decine di migliaia di dipendenti che oggi non sanno più come sarà il loro futuro. E questo mentre il mondo dei giochi, negli ultimi quindici anni, ha creato tanto sia per l’occupazione che per le casse dell’Erario dove sono andate a finire tutte le risorse che il settore è riuscito a produrre. Non si dimentichi, inoltre, i continui aumenti di tassazione ai quali il gioco d’azzardo ha sempre risposto “presente”, come pure a qualsiasi altro “richiamo economico” messo in campo dai vari Governi che si sono succeduti nel tempo.

Compresi i vari aumenti del “famoso Preu” che solo nell’ultimo anno è già aumentato di percentuali considerevoli e non più accettabili dalle imprese che stanno facendo i “salti mortali per stare a galla” nuotando in tutti gli stili possibili! Ma per ritornare al Tar di Lecce si vogliono riferire le motivazioni con le quali è stata sospesa l’ordinanza con cui il Comune aveva disposto la chiusura di una sala scommessa e Vlt in quanto troppo vicina “ad un centro di danza”.

I Giudici hanno ritenuto che tale centro “essendo assimilabile ad una palestra privata o, comunque, ad una struttura privata che offre attività sportive accessibili ai soli associati, non sembra poter rientrare tra i cosiddetti “siti sensibili”: l’eventuale interpretazione opposta potrebbe rendere alquanto gravoso ed eccessivamente ampio il divieto e potrebbe portare sia ad esiti “paralizzanti” dell’attività economica svolta dalla società ricorrente, peraltro attività svolta in modo assolutamente lecito, nonché alla raffigurazione di possibili profili di incostituzionalità della disposizione della Regione Puglia.

Come già sottolineato più volte, le Amministrazioni Comunali “esagerano” con gli elenchi dei luoghi sensibili e vi fanno entrare attività particolarmente discutibili non riconoscendo al gioco un minimo spazio sui vari territori per poter vivere e proporre la propria offerta del prodotto gioco lecito e scommesse sportive con una certa tranquillità ed a questo, “quasi abuso” probabilmente, bisognerebbe mettere un fermo. Ma quante parole sono state impiegate per i distanziometri ed i luoghi sensibili? Infinite, ma si è ancora qui a parlarne senza trovare in ogni caso una qualsivoglia soluzione o risposta: ma si tratta di gioco pubblico e, quindi, tutto è possibile, anche non trovare risposte all’ovvio ed al buon senso.

Aprile 3, 2019: •
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