Lotteria degli scontrini: Quasi tutti in disaccordo

lotteria scontrini mette tutti in disaccordo

Nell’esperienza acquisita nel tempo non si aveva ancora avuto la possibilità di assistere al “lancio di un nuovo prodotto” di gioco d’azzardo così “contestato” prima e dopo il suo debutto, special modo da una platea così estesa. Le lamentele arrivano un po’ da tutte le parti e, sinceramente, forse aspettare qualche giorno prima di far decollare questo concorso in modo che le cose fossero sistemate per tutti coloro che dovrebbero offrire la possibilità di partecipare alla Lotteria degli Scontrini “sarebbe stata cosa buona e giusta”. Nel frattempo, le perplessità sul nuovo gioco di Stato continuano ed il concorso viene in ogni caso promozionato anche se la stessa cosa risulta essere assolutamente e totalmente vietata a tutto il resto dei giochi: e qui forse potrebbe starci “qualcosa da dire”. I primi a far sorgere perplessità sulla nuova Lotteria è l’Assotabaccai che difendendo la propria categoria asserisce a chiare lettere che la ritengono inutile in quanto per le loro attività appare assolutamente impossibile evadere il fisco e dato che il concorso è nato con quell’obbiettivo principale, ne sottolineano l’inutilità.

E tale affermazione dei tabaccai d’Italia, rappresentati appunto da Assotabaccai-Confesercenti e STS, Sindacato Toto-ricevitori Sportivi, si scontra quindi con quanto asserito da ADM che definisce la Lotteria “un nuovo prodotto fiscale in grado di generare virtuosismi”. Ma i Tabaccai hanno ben ragione di essere perplessi e non per un motivo soltanto: innanzi tutto sottolineano che i prodotti che possono consentire di aderire all’iniziativa sono circa un 5% del totale, cosa che però non ha generato alcun tipo di scontistica sull’investimento che i gestori hanno dovuto affrontare per adeguare il software dei registratori di cassa. E poi anche perché si sorprendono, come già accennato nelle prime righe di questo articolo, che l’Esecutivo vieti la pubblicità del gioco con vincita in danaro, come ad esempio i casino italiani, mentre promuove la Lotteria degli Scontrini con lo slogan “Non ti resta che vincere”, apparentemente quindi “fuori luogo”.

E per ultimo i Tabaccai si lasciano andare alla considerazione che ancora una volta lo Stato ha costruito una strategia “per uso personale”, ma addebitandone i costi alle imprese. Infatti, l’acquisto dei registratori di cassa per la trasmissione giornaliera dei corrispettivi, l’adeguamento tecnologico per leggere i codici utili per partecipare al concorso sono tutti addebitati agli operatori del settore che, mediamente, si sono accollati “forzatamente” una spesa tra i 500 e gli 800 euro che in questo periodo di pandemìa sono tanti, essendo indubbiamente questo il periodo economico peggiore che la Storia ricordi. Peccato che il Governo centrale non abbia pensato che i Tabaccai, concessionari di Stato, godano di tale prerogativa in quanto tali, ma cosa che però impone loro di agire sempre nel rispetto della legge: se ne deduce che se la Lotteria degli Scontrini ha come obbiettivo finale la diminuzione dell’evasione fiscale… non è da cercare presso i Tabaccai anche perché la percentuale dei prodotti che si acquistano in tabaccheria e che possono partecipare al concorso è in realtà molto bassa.

Anche il parere di Confcommercio non è dei più favorevoli: una delle prime battute che è stata espressa nei confronti del nuovo prodotto di gioco è che la “Lotta all’evasione fiscale non si fa con la Lotteria degli Scontrini” che ha forse vagamente un richiamo ideologico, ma che esprime il concetto che in pratica la Lotteria servirà a ben poco in relazione all’obbiettivo che ci si è prefissati di raggiungere. Più o meno rispecchia il parere dei Tabaccai: in più, Confcommercio ed anche Confesercenti si erano opposte al debutto del concorso per il medesimo motivo che non tutte le attività commerciali sono pronte con l’aggiornamento dei registratori di cassa poiché non si sentono di rischiare altro danaro in un momento di ristrettezze economiche senza pari e dopo mesi di mancati incassi. In ogni caso, la Lotteria che premia gli acquisti a mezzo di strumenti digitali era già pronta da un pezzo e quindi si è deciso, nonostante la presenza di parecchi pareri contrari, di farla partire ugualmente e, quindi, senza ascoltare “le lamentele e le perplessità” di queste due Associazioni.

Oltre al fatto che i suggerimenti di Confcommercio per uno slittamento ulteriore della Lotteria non sono stati ascoltati, si fa anche presente che le spese che gli esercenti hanno dovuto affrontare sono completamente diverse dall’ammontare preventivato all’inizio e relativo all’adeguamento dei registratori. Inizialmente si parlava di 70/80 euro e si è terminato con un esborso variabile tra i 500 e gli 800 euro per gli interventi su ogni registratore telematico: solo qualcuno è riuscito a spendere 300 euro circa. Naturalmente non potevano mancare gli strali anche di Codacons ed Uncem, Unione Nazionale dei Comuni: protettivi per quelle attività che operano in aree montane o zone in cui la rete internet è inadeguata che rischiano di essere esclusi dalla Lotteria degli Scontrini. Infatti, cittadini ed imprese che risiedono appunto in zone isolate o poco servite da una rete internet ben fruibile rischiano di essere discriminati poiché non riusciranno a partecipare al nuovo gioco e questo non riguarda ovviamente soltanto le attività, ma anche e sopratutto i cittadini.

Non dovrebbero esservi discriminazioni per quei territori “non serviti bene da internet”: era un’altra argomentazione per la quale si richiedeva di far slittare il debutto della Lotteria, per cercare di fronteggiare in qualche modo questi inconvenienti e per rendere tutto il territorio nazionale “omogeneo” per la partecipazione al concorso. D’altra parte, non è sicuramente colpa delle imprese che risiedono in zone con una rete telematica inadeguata se ciò rende estremamente difficile trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate, mentre è altresì viva la questione propria degli esercenti per la quale un negoziante su tre non sarebbe ancora riuscito ad adeguarsi con i registratori di cassa: impedimento ulteriore per partecipare alla Lotteria degli Scontrini. Rimane, comunque, il dato di fatto che i territori italiani che non potranno effettivamente trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate sono tantissimi: bisognerebbe aprire un tavolo di confronto con le Associazioni di categoria, i vertici dell’Agenzia delle Entrate e gli Enti Locali delle zone montane.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 17 Febbraio 2021 ore 14:30
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