Sottosegretario ai Giochi: Prima possibilie la stesura della regolamentazione

sottosegretario ai giochi federico freni vuole che la regolamentazione del gioco azzardo legale sia fatta il prima possibile

Ancor prima della sua nomina, ed anche a nomina appena avvenuta, il sottosegretario con delega ai giochi ed ai nuovi casino migliori italiani Federico Freni si è più volte “esposto” sulla necessità di arrivare il più presto possibile alla stesura della nuova regolamentazione del mondo dei giochi sottolineandone l’assoluta necessità per la ripresa del settore che durante l’emergenza pandemica è stato coinvolto e travolto economicamente dalla lunghissima chiusura imposta a tutte le sue attività. Evidentemente, però, tutti i suoi “richiami” a mettere in cantiere il riordino nazionale dell’intero settore dei giochi sono serviti a poco visto che le attività ludiche hanno ripreso il loro percorso a giugno scorso e continuano a sentirsi soltanto “parole e promesse”, sottolineature di necessità impellenti di questo intervento del Governo centrale, ma nulla di pratico si è visto né si vede all’orizzonte: soltanto e sempre le tipiche “voci di corridoio” che servono veramente a poco se non ad innervosire ancora di più il settore intero. Mondo ludico che a mezzo delle sue associazioni continua a perorare la causa dell’assoluta necessità di una nuova regolamentazione.

Quando il sottosegretario Freni insiste nella sistemazione del mondo ludico tiene anche ad evidenziare quanto l’Europa invidi la regolamentazione dell’italico gioco poiché il modello adottato nel nostro Paese dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nonostante qualche “incertezza” rimane sempre uno dei settori che partecipano all’eccellenza europea, seppur oggi deve farsi largo la razionalizzazione della sua normativa da effettuarsi a breve per il bene di tutto il settore, delle sue imprese, dei suoi operatori ed ovviamente anche dei suoi assidui frequentatori. Cittadini che amano il gioco d’azzardo, che vogliono naturalmente rivolgersi al gioco pubblico “snobbando” quello illegale anche se quest’ultimo, purtroppo, riesce ad avere un certo ascendente sulle scelte dei giocatori: in modo particolare quando il gioco legale si rende “indisponibile” per i tanti motivi che più volte sono stati espressi. Ora, di base il giocatore italiano è predisposto al gioco lecito, ma lo stesso gioco deve avere una “veste” migliore nelle sue norme che oggi a volte appaiono davvero “impresentabili”.

Per questo basti pensare alle attività che devono soggiacere ai distanziometri di varia misura ed alle fasce orarie di accensione che a volte rendono davvero il gioco legale e sicuro non raggiungibile facilmente: cosa che in modo inevitabile porta il giocatore a confrontarsi con quello che non lo è e che mette a repentaglio lo stesso giocatore facendogli rischiare qualcosa in più del solo danaro, considerando che il gioco illegale e spesso contornato dalla criminalità organizzata che “ne tira le fila” e che non porta nulla di buono. Ecco spiegato il motivo per cui lo stesso sottosegretario Freni continua a sottolineare la fretta con la quale si deve mettere in campo il riordino nazionale dell’intero settore: primo tra tutti gli obbiettivi del nuovo riordino deve essere il bando per le nuove concessioni che così andrebbero ad ampliare il campo d’azione del gioco legale, facendo ombra a quello illecito che nasconde troppi anfratti rischiosi.

D’altra parte, il risultato e l’esperienza acquisita durante l’emergenza pandemica dove, purtroppo, il gioco illegale è uscito vincitore su quello legale dovrà pure essere servita a qualcosa ed a qualcuno in modo da far prendere la decisione giusta. Decisione che non può essere che quella di “sbrigarsi” ad arrivare ad una nuova e più efficace regolamentazione del mondo dei giochi, ma sopratutto intervento che deve arrivare a risultati concreti in tempi brevissimi: e ciò se non si vuole assistere ad un disastro economico per tutta l’industria del gioco e scommesse la cui ripresa dipende esclusivamente dal riordino dell’intero settore per poter continuare nella raccolta che e sempre riuscita a portare nelle casse dell’Erario risorse estremamente cospicue ed evidentemente ben gradite dai vari Esecutivi che si sono susseguiti. Serve ricordare, poi, che nel gioco pubblico è attivo più che mai l’operato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha anche il ruolo di vigilanza in materia di gioco.

Infatti, insieme a COPREGI di cui detiene la presidenza, ADM coordina le Forze di Polizia per il monitoraggio del territorio che durante il lunghissimo lockdown per il gioco pubblico ha avuto un gran da fare per controllare le tante attività illegali “nate e cresciute” proprio durante il periodo pandemico e che hanno dato un gran da fare ai funzionari predisposti per i vari controlli. Sono state davvero tante le bische illegali chiuse durante il lockdown, decisamente tutte in concorrenza con il gioco pubblico e le app casino, inesorabilmente chiuso. Proprio per la veramente brutta esperienza sopportata dal gioco legale in quest’ultimo anno, sia da parte del sottosegretario Freni che dal Direttore Generale di ADM, Marcello Minenna, si sottolinea che deve farsi strada, ed il più velocemente possibile, la dichiarata volontà del Governo di investire nella legalità delle “Riserve di Stato” che oltre la tutela della stessa legalità sul territorio rappresentano, in modo indiscusso, la sicurezza e la tranquillità per i giocatori che altrimenti si trovano sempre con la “fastidiosa presenza” dell’illegalità.

Oltre a questo, il Governo centrale deve considerare il mondo dei giochi non solo una fonte futuribile di risorse per le casse erariali, che mai come in pandemìa ne hanno una assoluta necessità, ma anche un settore che si è sempre distinto per l’occupazione e per i tanti lavoratori che i vari comparti riescono ad impiegare. E questo è un altro argomento, insieme alla tutela della legalità, da tenere di certo presente. Infatti nel post-pandemìa ci si sta confrontando con un mercato che sta assistendo alla chiusura di troppe aziende medio piccole e non si vorrebbe che a queste si debbano aggiungere tanti lavoratori del gioco e del poker online che operando in aziende ludiche che non sono riuscite a fronteggiare un anno senza sostegni istituzionali, o quasi, e che non sono riusciti a tenere aperti i propri battenti. Il problema dell’occupazione insieme a quello dell’illegalità sono primari nella gestione di un Paese che si sta faticosamente ricostruendo. Quindi perché non mettere in condizione un settore che ha sempre “fatto bene” di continuare a farlo? Serve supportarlo a dovere, sia economicamente che per quanto riguarda la regolamentazione che, secondo Freni, è urgente.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 1 Gennaio 2022 ore 18:00
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