Giugno 2022: Un mese caldo per casino online e scommesse

arriva estate a giugno ed il caldo si fa sentire anche nel mondo dei casino online e delle scommesse

Che per il mondo dei giochi ed i migliori casino italiani i mesi a venire rappresentino un’atmosfera rovente, non dovrebbe essere una novità poiché è una situazione che sta vivendo ormai da tempo per i motivi più svariati: ciò dipende, naturalmente, dai tanti discorsi che si sciorinano per la Legge Delega sul Gioco, le tante attese che si investono in tale provvedimento e per lo stato di salute di quasi tutte le attività del gioco pubblico che sembrano trovarsi in situazioni economiche davvero al limite del sopportabile. Tanta, troppa tensione “vive e staziona” nel mondo ludico ma quel che è peggio è che all’orizzonte nulla appare che possa “raffreddare” questo clima rovente e pieno di tensione che non rende la vita delle attività ludiche comoda e rilassata. Anzi: il settore sino a quando non si vedrà qualcosa di tangibile per il suo riordino sta vivendo come su di una “bomba che potrebbe deflagrare da un momento all’altro” e ciò mette tutti gli addetti ai lavori in una palese situazione di tensione emotiva e di insicurezza economica che stanno diventando difficili da gestire.

E poi, ad abundantiam, sono alle porte le scadenze delle concessioni per il segmento delle scommesse di gioco fisico. Infatti, il prossimo 30 giugno arriverà a breve e di rinnovo non se ne parla, ma sopratutto non si riesce a vedere come “venirne fuori” da una situazione decisamente ingarbugliata per i concessionari interessati che cominciano a “pestare i piedi” ed a voler farsi sentire per sottolineare questa situazione davvero atipica della quale il comparto non intravede la soluzione: cosa gravissima per gli interessi di tutti i soggetti coinvolti. E questo viene ulteriormente peggiorato da varie dichiarazioni rilasciate dalle quali si evince che “non si potrà procedere ad una proroga tecnica delle concessioni, ma è allo studio ogni soluzione anche normativa per risolvere le criticità evidenziate”: parole che teoricamente sono state esternate per tranquillizzare i diretti interessati, ma che invece, in sostanza, non rilasciano nel modo più assoluto sensazioni di tranquillità nei concessionari coinvolti.

Non c’è alcun dubbio che l’assenza di una gara per la selezione dei concessionari, nonché la scelta di non prorogare le concessioni in essere, sembra evidente che provochino non solo tensione ed insicurezza, ma indiscutibilmente tanta preoccupazione. E, forse, anche più che preoccupazione: si crea un caos totale nel settore delle scommesse su rete fisica con le conseguenze di danni economici sia per gli operatori che per le casse erariali oltre a far intravedere un futuro più nero all’orizzonte! E da tutto questo caos saranno danneggiati anche i giocatori sperando che oltre alla difficoltà di incontrare un concessionario legale di scommesse aperto al pubblico non vadano ad impattare con un’offerta illegale con tutti i retroscena che questo provoca: e qui l’esperienza pandemica avrebbe dovuto aver insegnato qualcosa, ma pare proprio di no. Così il comparto confida che il Governo si attivi, anche in modo veloce, per dare stabilità al sistema delle concessioni, punto di maggiore interesse del settore scommesse e che rappresenta una criticità piuttosto importante.

Di fatto, le concessioni per le scommesse da gioco terrestre erano scadute in data 30 giugno 2016 e, dopo diversi interventi istituzionali, si è arrivati alla scadenza del dicembre 2020. Lì è intervenuta poi l’emergenza pandemica con le varie restrizioni per il gioco a mezzo dei già noti Dpcm e, per farla breve, si è arrivati con l’ultima proroga per la raccolta scommesse con scadenza al 30 giugno 2022. E questa è una micro-storia delle concessioni, sfrondata da altri interventi durante la pandemìa, storia che arriva sino ad oggi primi giorni di giugno 2022 dando comunque possibilità alle imprese coinvolte di continuare a lavorare ed alle casse erariali di continuare a percepire le risorse di questo segmento. Proroghe che, in ogni caso, hanno consentito alla legalità di essere rappresentata sull’intero territorio, garantendo la sicurezza per i giocatori e per il territorio sino alla data del 29 giugno 2022, dopo la quale c’è il buio più assoluto e non solo: infatti, non si sa cosa di fatto accadrà alle concessioni degli operatori delle scommesse terrestri.

“Piccolo” ulteriore problema è la mancanza di una gara per l’attribuzione delle nuove concessioni ed è proprio questo lo scoglio attorno al quale stanno “girando” le dissertazioni sull’argomento: non si potrà emettere una nuova proroga tecnica perché non è al momento possibile riuscire a stabilire la pubblicazione del bando di gara per attribuire le nuove concessioni. Così, si ripresenta come in altre situazioni critiche che si addensano spesso sul settore del gioco, il tipico “serpente che si morde la coda”: non si sa né come inizia, né come finisce questa sorta di telenovela delle attribuzioni delle nuove concessioni, mentre l’unica cosa che risulta espressa chiaramente è che “è allo studio ogni soluzione tecnica, anche normativa, per risolvere le criticità evidenziate”. Frase che dice tutto ed anche il suo netto contrario, ma sicuramente parole che non lasciano in tranquillità gli operatori del segmento delle scommesse. E, sinceramente, ve ne sono tutte le ragioni.

A questo punto servirebbe ricordare che il presidio nel settore dei giochi relativo agli esercizi che effettuano scommesse dotati di apparecchi da intrattenimento mostra un target del 12% per il 2022, del 18% per il 2023 e del 20% per il 2024. Quindi, non tenere in considerazione da parte del Governo centrale il segmento delle scommesse presso punti terrestri per le risorse per le casse dello Stato sarebbe davvero un errore imperdonabile: ma, senz’altro, si tirerà fuori il solito “coniglio dal cilindro” all’ultimo momento, con un ennesimo provvedimento “tappabuchi” che consentirà di arrivare all’apparizione del riordino nazionale del gioco. Anche se, onestamente, il numero delle proroghe relative alle concessioni nell’ambito delle scommesse sembra aver raggiunto un numero irragionevole… e poi sembra proprio che non sia un percorso realizzabile. Però, cosa si inventeranno i “cervelloni” che dovrebbero tutelare il gioco pubblico in tutti i suoi segmenti e la relativa utenza ad oggi non è dato di sapere.

Data Pubblicazione: 22 Giugno 2022 ore 12:14

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