Padova: Un circolo di poker live si regolamenta da sè

regolamento sala di poker live nel padovano

Con le varie fasi di ripristino della nostra economia, e quindi con le varie aperture aziendali preordinate dai diversi decreti della Presidenza del Consiglio, si è data la possibilità anche al gioco d’azzardo, ed ai casino italiani, di riaffacciarsi sul mercato: come tante altre attività che hanno dovuto adeguarsi ai protocolli istituzionali per riaprire i battenti, peraltro interventi abbastanza complicati e costosi per ogni settore, un circolo nel padovano aveva sottoposto spontaneamente i propri locali, nei quali si pratica il poker live, a tutti quegli interventi indirizzati a garantire la sicurezza sanitaria per i propri dipendenti ed, ovviamente, per i propri giocatori professionisti. Ciò per farsi trovare in regola ad un eventuale controllo che è puntualmente avvenuto: infatti, le imprese che stanno con fatica aprendo sono “bersagliate” dagli interventi delle Forze dell’Ordine per verificare se siano o meno in regola. Anche se in una situazione così di emergenza forse un minimo, ma proprio un minimo, di flessibilità dovrebbe essere applicata per non continuare ad elevare verbali con multe importanti che vanno ancor di più ad aggravare la situazione già critica delle attività.

É giusto che le Forze dell’Ordine siano severe e precise perché sulla sicurezza della salute bisogna applicare un attento controllo, ma sopratutto all’inizio delle riaperture si poteva essere più indulgenti e cercare di aiutare le attività che cercano di aprire con fatica magari dando suggerimenti e consigli e non solo elevando verbali e multe quasi al solo fine “di fare cassa” per le varie Amministrazioni Comunali. Ma, si vuole tornare a quel circolo del padovano dove si gioca il poker live che è stato “rivoltato come un calzino” e dove è stato trovato tutto assolutamente in regola, oltre tutto a seguito di una regolamentazione autonoma perché per il poker live non esiste ancora, a quanto sembra, un protocollo istituzionale ma solo i consueti suggerimenti emessi nei vari decreti e che vengono “imposti” alle aziende che vogliono “risorgere dal torpore del lockdown” e riaffacciarsi finalmente sui propri territori, ma sempre con estrema sicurezza e responsabilità.

Quindi, il poker live padovano libero ed a norma con le disposizioni di sicurezza: questo è ciò che è emerso dall’accesso effettuato all’inizio del mese di giugno dai Carabinieri che hanno riscontrato che il circolo era in regola con le norme contenutene nei decreti anti Coronavirus: la capienza delle sale, i percorsi di entrata e di uscita, le diverse postazioni igienizzate e gli igienizzanti a disposizione dei giocatori. É evidente che tutto questo è stato di grande soddisfazione per il gestore del poker club che ha ringraziato anche i suoi players che si sono fatti trovare dagli stessi Carabinieri con la mascherina e con un distanziamento sociale regolarmente applicato. D’altra parte, come viene sottolineato dallo stesso gestore, chi non ritiene di adeguarsi alle disposizioni sanitarie non ha potuto accedere alle sale dove si svolge il poker live con tanta voglia di divertimento, ma accesso assolutamente subordinato alla sicurezza: cosa da non dimenticare proprio ora quando sembra che a livello nazionale la pandemìa dia responsi soddisfacenti, tranne che per la Lombardia dove si stanno ancora verificando situazioni da attenzionare.

É evidente che ci si potrebbe domandare il perché di queste righe: ma subito si vuole rispondere con soddisfazione ed anche con enfasi proprio per sottolineare che il gioco d’azzardo, fatto ripartire per ultimo in quanto classificato a rischio medio-alto, ha dimostrato che con la consapevolezza si poteva aprire anche prima di questi lunghissimi tre mesi di stop. Il gioco d’azzardo si è adeguato alla tutela della sicurezza sanitaria persino autonomamente e senza imposizioni istituzionali, ma solo seguendo le linee guida suggerite ad altre aziende di settore diverso da quello del gioco pubblico e cosa che è stata fatta in questo circolo di poker live. Si può dire che la coscienza ed il senso di responsabilità sono sentimenti primari che dovrebbero albergare in ogni imprenditore, come nel caso del nostro gestore padovano, che ha ottenuto la bella soddisfazione di “uscire indenne” dal controllo dei Carabinieri e ciò, evidentemente, ha dato nuova forza per affrontare il futuro, seppur in un settore sicuramente non “assistito dall’attenzione dell’Esecutivo”, come tutti gli altri segmenti del settore dei giochi.

In ogni caso, a chi scrive, pare giusto che vi siano i controlli perché l’emergenza sanitaria è ancora problematica ed è giusto che quell’azienda che intende riaprire e vuole cercare di risalire la china di questi lunghissimi giorni di lockdown sia però in regola con le disposizioni sanitarie che potrebbero mettere a rischio, se non rigorosamente applicate, la sicurezza della salute di tutti. Quindi, oggi, più che controllare gli assembramenti che si potrebbero verificare, si sta monitorando che le precauzioni sanitarie vengano applicate con estrema attenzione sopratutto per il gioco dal vivo che è sempre “terreno difficile”, legiferato dallo Stato ma non regolamentato dai vari Governi che si sono succeduti in un periodo di lunghissimi nove anni. Che poi il poker club padovano sia risultato perfettamente in regola ed abbia superato tutti i controlli è senza dubbio più che positivo e di esempio per l’intero comparto.

Ma bisogna anche aggiungere che i vari poker club italici stanno rispettando gli standard di sicurezza che sono stati studiati spesso in modo autonomo, ma che si riferiscono a ciò che avviene nel resto del Pianeta e questo porta inevitabilmente ad una riflessione: forse, l’attuale Esecutivo Giallo-Rosso, ma forse anche i precedenti, dovrebbero avere più fiducia nelle “riserve di Stato” ed in un settore che genera risorse e posti di lavoro di una certa importanza e che potrebbe essere finalmente regolamentato a livello nazionale favorendo probabilmente così nuovi sviluppi, investimenti, occupazione ed ulteriori risorse per le casse dell’Erario che sono sempre “vogliose” di accogliere i contributi del gioco pubblico. Il settore ludico, i club pokeristici ed i players professionisti hanno dimostrato che l’autoregolamentazione è assolutamente raggiungibile e, sopratutto, applicabile e fondamentale per proteggere il segmento e tutti i suoi protagonisti. Ora sarebbe il momento giusto che questo percorso autodidatta venisse ben compreso anche dall’attuale Esecutivo che sembra sempre recalcitrante quando si tratta di giochi.

Luglio 9, 2020: •
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