Il Decreto Dignità fatto per la sicurezza dei giocatori

sicurezza dei giocatori

Si continua a scagliare pietre contro il Decreto Dignità a ragione od a torto, ma si continua a discutere ed a trovare l’impossibile di negatività in questo provvedimento. Ma c’è chi vorrebbe anche guardare a quel “qualcosa” di positivo (anche se veramente poco) che contiene perché è la parte più importante per il settore ludico che potrebbe servire per la tutela dei giocatori ed, a cascata, del territorio e del sociale che contorna le attività commerciali di gioco. Non bisogna dimenticare, come già detto in altro momento, che un argomento estremamente interessante e di sicurezza relativo alle apparecchiature da intrattenimento è l’uso della tessera sanitaria per l’attivazione, appunto, degli apparecchi: è evidente che lo scopo di questa norma, che si deve condividere assolutamente in tutta la sua espressione, è quello di assicurarsi che i minori non abbiano accesso a queste famigerate “macchinette”.

Anche se relativamente a questo bisognerebbe ricordare, ed anche sottolineare, che da parecchi studi effettuati sulle preferenze dei giochi, particolarmente indirizzati ai giovani, risulta che questi ultimi non abbiano predilezione per le slot machine, ma si orientino più facilmente su altro. Infatti, i giovani vengono molto raramente in contatto con le apparecchiature da intrattenimento, poiché le ritengono poco interessanti: ma, a parte queste considerazioni ed i risultati delle dettagliate ricerche, bisogna riconoscere che la misura imposta dell’introduzione della tessera sanitaria sia, in ogni caso, una misura che vuole dare ulteriori garanzie sull’uso degli apparecchi e la maggior parte degli addetti ai lavori si è certi che si possa schierare a fianco di questa normativa. Nessuno, e persino proprio gli operatori del gioco, desidera che i minori si affaccino al mondo del gioco d’azzardo troppo presto e senza alcuna sicurezza: chi gioca deve essere adulto e responsabile di ciò che ricerca nel divertimento.

Un’altra norma interessante, ed assolutamente positiva, sarà senz’altro quella che introduce i messaggi di avvertimento da mostrare a video durante i giochi: altra iniziativa che bisognerà verificare quanto potrà essere utile come deterrente per il gioco, ma che non può che trovare disponibilità nell’accettazione. Si tratta, ovviamente, di una serie di modifiche tecniche da apportare alle macchine che, certamente, non andranno a spaventare i produttori, ma che forse obbligheranno gli stessi ad una nuova omologazione degli apparecchi e ad una “rimessa a nuovo” delle slot attualmente in circolazione: forse tutto un poco complicato, ma anche questo potrà essere considerato una “cosa positiva” contenuta nel Decreto Dignità, anche se tale innovazione dovrà seguire le istruzioni od indicazioni da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Quanto elencato, serve sottolinearlo ancora una volta, sarà operativo a partire dal 2020 il che si va ad intersecare con la data di scadenza “dei già famosi sei mesi” indicati come termine per il riordino del settore ludico: ci dovrà essere una riforma generale del comparto degli apparecchi di gioco se non del settore del gioco nel suo complesso totale. Si vedrà, poi, se al momento di questa riforma Giallo-Verde non verranno previste altre apparecchiature già aggiornate con gli inserimenti di queste nuove norme “portate” dal Decreto Dignità, ma anche di altre misure ancora più interessanti per la sicurezza dei giocatori. Senza dimenticare che esiste anche una legge, oggi in vigore, che prevede l’introduzione delle cosiddette “Awp da remoto” che non si può affatto ignorare.

Tutto sommato, il settore anche se è sempre in evoluzione ed in cambiamento, non ha subito variazioni od innovazioni tecnologiche da una decina di anni e sarebbe senza ombra di dubbio concepibile ed auspicabile una “rivisitazione” dell’intera offerta di gioco. In relazione a questo si deve tenere presente che l’Anci, Associazione Nazionale Costruttori, si è dichiarata disponibile a sedersi ad un tavolo di lavoro per la valutazione di ogni soluzione tecnologica attuabile che possa contribuire a raggiungere gli obbiettivi che il Governo sembra volersi prefiggere: dalla sicurezza dei giocatori, alla tutela dell’ordine pubblico. E tutti, non si dimentichi, sono interessati all’emersione, altro argomento estremamente importante poiché è da ritenersi come una sorta di “concorrenza sleale” che l’illegalità mette in campo nei confronti del gioco pubblico lecito.

In ogni caso, non si può certo dire che nella normativa del Decreto Dignità prevalgano le negatività in proporzione alle positività, esse quasi si equivalgono forse, però, non completamente nelle conseguenze reali che si andranno a sviluppare: si è cercato di focalizzare le idee e di mettere in campo quelle norme peculiari che la vecchia Legislatura aveva accennato a mezzo del suo sottosegretario all’Economia di allora, Pier Paolo Baretta, e che non si era riusciti, poi, ad ampliare nella stesura definitiva dell’intesa, concordata e sottoscritta in Conferenza Unificata. Non si sa se allora non si era fatto a sufficienza per il gioco a causa anche della fine del mandato: ma era veramente un momento assolutamente particolare dove “vigeva l’intolleranza per il gioco ed una confusione totale” dove le attività ludiche non sapevano più cosa fare, quando aprire, quando far funzionare gli apparecchi.

Apparecchi di gioco che dovevano essere collocati a distanza dai famosi luoghi sensibili che tanta “responsabilità” hanno avuto per la chiusure di aziende ed i licenziamenti di tante risorse. Poi, dopo la Conferenza Unificata si è concretizzata ancora più confusione ed ancora più incertezza poiché alcune Regioni hanno fatto un passo indietro e disconosciuta la sottoscrizione dello stesso accordo. Gli Enti Locali si sono “presi dall’accordo” più poteri con i quali hanno messo in atto provvedimenti “espulsivi” con la conseguenza tremenda di danni economici ingenti e con risorse in assoluta disperazione. Bisogna sperare che il nuovo Governo del Cambiamento, nella sua riforma del gioco, faccia esperienza di quanto già acquisito dalla vecchia Legislatura e cambiando, cambiando trovi una soluzione non troppo dolorosa per il gioco, anche se certamente questo Esecutivo si può dire che il mondo del gioco non lo ami certamente tanto!

29 Agosto, 2018: •
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