Lo Stato temporeggia ancora sulla riforma del gioco d’azzardo legale

stato italiano sta ancora prendendo tempo per quanto riguarda la necessaria riforma al gioco azzardo legale italiano

Manca soltanto che il mondo dei giochi e dei migliori casino slot “si metta a pestare i piedi” a mo’ di protesta e poi il quadretto che rappresenta questo settore le avrebbe tentate tutte per sollecitare l’attenzione “di chi di dovere” sulla questione ormai nota del riordino nazionale dell’intero settore ludico. La richiesta viene sottolineata in qualsiasi occasione possibile dalle varie associazioni di categoria e, prima tra queste, SAPAR che fa proprio l’impegno di rendere pubbliche le problematiche delle piccole e medie imprese provate economicamente dai due anni di emergenza pandemica che hanno prodotto danni più che rilevanti per le stesse attività di gioco: difficoltà che si vanno ad aggiungere ai danni irreversibili subiti anche dal territorio con la rifioritura del gioco illegale da nord a sud dello Stivale. Cosa, quest’ultima che avrebbe dovuto sveltire il cammino della Legge Delega sul Gioco che probabilmente è venuta a confrontarsi con l’urgenza delle diverse decisioni da assumere a causa della guerra in Ucraina che inevitabilmente sta facendo girare la testa a tutti gli Stati europei.

Stati che si stanno impegnando a trovare una soluzione condivisa che possa liberare il popolo ucraino da un evento bellico tanto assurdo quanto tragico per il numero elevato di civili che ne stanno, purtroppo, pagando il prezzo. Quindi, presumibile che il ritardo nel percorso della Legge Delega si sia arenato proprio per questi impegni del Governo che è in altre faccende affaccendato, ma che si spera non si sia dimenticato anche dei problemi del mondo ludico che sta “andando pericolosamente sott’acqua” con il rischio di non riuscire a riemergerne più. Sono mesi che si continua a fare presente che il riordino nazionale del gioco d’azzardo è imprescindibile per un futuro sereno del settore, e quindi delle sue aziende e dei suoi lavoratori: settore che sta davvero raschiando il fondo delle proprie riserve economiche per fronteggiare un momento economico che non si rappresenta di certo come si avrebbe voluto. Infatti, ci si aspettava ben altro dalla ripartenza delle attività ludiche!

Una ripresa economica soddisfacente che non ha potuto raggiungere gli obbiettivi sperati sempre a causa delle Leggi Regionali “capestro” che, dopo la pandemìa, hanno ricominciato ad imporre le proprie restrizioni impossibili da contrastare. Ecco spiegato il motivo per cui SAPAR sta alzando la voce: proprio per far sentire al Governo centrale quanto sia indispensabile portare a termine l’impegno della riforma della normativa attuale che sta portando più danni che supporto alle attività commerciali del gioco legale e delle scommesse sportive, mettendo alcuni operatori di determinate realtà territoriali veramente in pericolo ed a rischio addirittura di dover chiudere definitivamente i battenti, purtroppo con i conseguenti licenziamenti. Il Governo dovrà trovare il tempo anche di affrontare questa Legge Delega sul Gioco il cui percorso è già iniziato, od almeno queste sono le voci di corridoio che dovrebbero corrispondere al vero: ma Legge sulla quale si “temporeggia troppo” e che tarda ad arrivare. E più tarda, più il settore ludico è a rischio di implosione.

Cosa che non dovrebbe star bene al Governo centrale sopratutto perché il mondo dei giochi è da considerarsi senz’altro una risorsa per l’economia del Paese, ma anche perché appare indiscutibile che la regolamentazione delle concessioni in Italia viene considerata una delle migliori in Europa e mancherebbe “davvero poco” perché il mondo dei giochi e del poker online cominci a “girare nel modo giusto”. SAPAR si fa forte di questo principio e di riconoscere che il gioco sul territorio avrebbe nonostante le leggi avverse, tanta possibilità di esprimersi al meglio. Oltre tutto, la stessa SAPAR è un’associazione che opera da ben 60anni nel settore ed è quell’azienda che va presso i punti di gioco a consegnare gli apparecchi, sentendo così “il polso della situazione” delle attività anche perché provvede all’assistenza degli stessi esercizi e ne cura gli incassi da versare allo Stato. Proprio per questa sua posizione sottolinea che il problema di questo settore è che sta facendo ancora i conti con una legge del 1931: sì, proprio 1931, non si è sbagliato a scrivere la data.

Si sta parlando, infatti, della Legge sul TULPS, Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza: e da questa data si dovrebbe ben comprendere quanto sia necessaria una nuova regolamentazione, senza dubbio aggiornata con i tempi visto che si è arrivati a “festeggiare” quasi il centenario di questa legge del 1931. Ed ancora, sempre da queste date si dovrebbe desumere l’importanza della Legge Delega sul Gioco che si sollecita da più parti, non tanto per fare e per disquisire sull’operato dell’Esecutivo, ma perché risulta imprescindibile arrivare alla sua stesura definitiva nel più breve tempo possibile. Alla necessità di questo provvedimento sostanziale per l’intera industria del gioco e dei gratta e vinci si aggiunge la scadenza delle concessioni che sono state prorogate recentemente a giugno 2023 che arriverà ad una velocità tale da non far accorgere lo svolgere del tempo. Se non ci sarà una normativa dettagliata, precisa, trasparente ed equanime quale sarà l’improvvido l’imprenditore che vorrà investire danaro in un business che non è sicuro di poter esercitare?

Rimarrà tutto in stand-by, bloccando questo benedetto mercato del gioco, sino a quando non sarà tutto ben definito e, sopratutto, quando il destino delle attività di gioco non verrà deciso soltanto dal “volere” di un Sindaco che decide di applicare distanziometri ed orari di accensione degli apparecchi senza potersi opporre a queste iniziative che sono già costate abbastanza alle varie attività. Chi opera in forza di una concessione sa che rappresenta lo Stato e, quindi, la legalità sul territorio, ma deve essere messo in condizione di poter svolgere il proprio lavoro di “Riserva di Stato” in tranquillità. Anche se è da apprezzare in questo senso il lavoro certosino che viene svolto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che continua ad operare sul territorio per monitorare tutto ciò che accade nel settore, che provvede a far rispettare la normativa ma che, sopratutto, provvede a sequestrare gli apparecchi illegali. Apparecchiature che mai come nel periodo emergenziale hanno fatto di nuovo la loro comparsa ovunque, senza distinzione di territori.

Data Pubblicazione: 18 Maggio 2022 ore 18:00

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