Lo Stato deve permettere ai giocatori di giocare responsabilmente

tutti i cittadini possono giocare azzardo in modo responsabile

L’incertezza di continuare ad esistere e di essere mal considerato sta portando il mondo ludico, e quello dei migliori casino italiani legali ADM, ad essere insofferente ai vari ragionamenti di “rischio calcolato” effettuati dalla squadra del nuovo Governo Draghi, laddove si vedono riaprire le attività di parrucchieri ed estetisti nonché i ristoranti e non si valuta, invece, di riaprire anche quelle che si occupano di gioco: sia quelle con vincita in danaro sia quelle di solo intrattenimento. L’intero settore del gioco comincia ad essere veramente “allergico” nei confronti di questa mancanza di rispetto anche da parte dell’attuale Esecutivo che non vuole affrontare la questione della riapertura delle sale da gioco che sono inesorabilmente chiuse dall’ottobre del 2020. Il Premier dovrebbe fornire almeno una spiegazione visto che si è arrivati alla metà di maggio ed ufficialmente per il gioco pubblico non si è deciso nulla, mentre si assiste a manifestazioni di auto-gestione dei ristoratori che hanno deciso di riaprire dal 7 maggio anche senza aver ottenuto il “via libera” delle istituzioni. Non solo, il gioco ha anche dovuto assistere, come tutta la cittadinanza, alla festa di piazza per il 19° scudetto dell’Inter, comprensibile ma vissuta senza alcun rispetto delle norme in essere per il contrasto al virus.

Era senza dubbio prevedibile che ciò accadesse, conoscendo l’ambiente dei tifosi ed il lungo tempo trascorso dalla vincita dell’ultimo scudetto quindi, dovevano essere prese già da tempo le contromisure: ma posto questo evento senz’altro discutibile, si continua a valutare di non aprire il gioco pubblico e le sue sale giochi! Perché questo assurdo accanimento nei confronti del gioco? Quando, come già detto, si riapre la ristorazione cosa giusta e che si apprezza e che si invidia anche un poco, ma che in ogni caso dovrebbe esserne valutato il rischio non fosse altro perché, inevitabilmente, per pranzare o cenare la mascherina viene abbassata. Nelle attività di gioco questo di certo non accade: l’utenza entra, gioca ed esce seguendo tutte le norme ed i protocolli indicati, ma che nessuno può asserire facciano correre rischi alla clientela ed ai dipendenti. E che dire allora delle persone che affollano treni ed autobus per andare al lavoro od a scuola? Ed anche relativamente a questo il gioco pubblico rimane invece fermo al palo, chiuso e senza alcuna certezza per il futuro, neppure nella speranza di vedersi rivalutato nel rischio delle sue attività che oggi appare veramente un atteggiamento più che assurdo e controproducente.

Atteggiamento messo in atto anche da questa politica e che, nel perseverare ad applicarsi al settore, in modo inevitabile lo sta accompagnando verso un disagio economico pesante e dal quale farà piuttosto fatica a riprendersi. Senza contare il conseguente problema dell’occupazione che deriverà dalla chiusura di diverse attività di gioco costrette a questo proprio dallo Stato che ha “creato le sue Riserve” e che oggi le tratta con un’estrema ed inconcepibile noncuranza, quasi giocando come il gatto con il topo. Tutto alquanto deprecabile sia per lo stesso mondo ludico e le sue imprese, ma anche per la legalità che così passa in second’ordine, mentre dovrebbe essere rappresentata e tutelata come i cittadini di certo si aspettano. Continuare a giocare con questa sorta di tira-molla con il settore non può che far male all’economia del Paese che si vede negate le risorse che solitamente ricava dal mondo dei giochi e dalla scommesse sportive, ma anche ai giocatori abituali e non quelli problematici ma soltanto coloro che si divertono e si intrattengono, che trovano a disposizione soltanto il gioco illegale con i rischi acclusi ed il gioco online che non ha sicuramente le peculiarità di quello terrestre.

E dopo aver fatto tanta fatica per “creare” il gioco legale si deve assistere alla sua distruzione perché non si ha la forza di affrontarne le problematiche e la relativa soluzione? I vari Governi hanno sempre acquisito risorse ingenti negli ultimi anni: perché ora la stessa politica, ed i due ultimi Esecutivi particolarmente, giocano così apertamente con la vita di questo settore? Sicuramente è un mondo difficile, ricco ed a volte anche scomodo, ma utile socialmente per il numero di lavoratori che occupa, che sono più di 150mila. Sopratutto, per le nuove professioni strettamente legate al comparto dei giochi, come le applicazioni dei casino online, che è tecnologicamente avanzato, richiede tanta creatività, interesse per la grafica e per i suoni: un insieme di elementi vissuta in modo particolare dai giovani che ne vengono coinvolti ed impiegati nell’industria del gioco. Giovani ai quali risulta del tutto congegnale confrontarsi con questo settore ludico che ha offerto, almeno pre-Coronavirus, sicurezza lavorativa, ottimi stipendi e possibilità anche di innovare le proprie conoscenze e, sopratutto, di avere un futuro da poter progettare.

Tutto questo appare, anche agli occhi di un profano, senz’altro positivo: e perché il Governo centrale non ne tiene conto? E non solo: non tiene neppure conto che continuando ad eliminare punti di gioco dal territorio si proibisce come già detto ai giocatori di intrattenersi con un divertimento ricercato da tanti che già si devono adeguare, in tempo di pace e non di guerra come quella contro il virus, con le fasce orarie di accensione delle apparecchiature da intrattenimento e curare se per caso il proprio punto di gioco di riferimento si è dovuto spostare od ha dovuto chiudere perché non in regola con i famigerati distanziometri che in alcuni territori stanno facendo abbassare le saracinesche di tante attività. Di fronte a tale situazione relativa ad un settore potenzialmente interessante a livello economico e sociale per l’intera economia del Paese perché ancora si tentenna per la riapertura? Perché non si vuole mettere mano al riordino nazionale dell’intero settore dei giochi e dei gratta e vinci? È una cosa quest’ultima, che risolverebbe innanzi tutto l’annosa Questione Territoriale che sta mettendo a rischio la presenza sul territorio di tanti rappresentanti della legalità che saranno costretti a chiudere. Invece, sino ad oggi si è continuato a tergiversare, a giocare con la vita commerciale di questi operatori e di queste imprese: e non è giusto e neppure democratico.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 25 Maggio 2021 ore 18:00
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