L’industria del gioco vorre creare la cultura della legalità

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Sembra davvero incontrovertibile che dopo la riapertura delle sue attività il mondo del gioco, ed i casino online slot, debba tratteggiare una linea ipotetica di demarcazione per poter ripartire con un settore con una diversa veste. Con una consapevolezza maggiore della sua forza psicologica e di gruppo, con prodotti più sicuri, con una maggiore tutela per il nuovo popolo di giocatori e, sopratutto, sarebbe anche bello che potesse riacquistare l’economia di tutto l’intero settore con l’avvento del riordino nazionale del mondo ludico. Che tutto questo poi sia realistico, oppure in parte realizzabile, od addirittura vera e propria utopia si vedrà a breve: nel frattempo, però si dovrebbe prendere atto di un elaborato condotto sull’attuale realtà del gioco pubblico nel nostro Paese, posto in essere e presentato dall’Osservatorio Luiss Business School e da Ipsos. Studi e ricerca realizzati in sinergia con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che sono riusciti a sottoporre una panoramica fotografica, molto ben definita nei suoi contorni, che fa senz’altro risaltare l’importanza del contrasto allo sviluppo dei canali del gioco illegale concretizzatisi in questo ultimo anno pandemico.

L’illegalità sul territorio, e la sua voluminosa espansione, è un “triste argomento sociale” che si poteva innanzitutto evitare lasciando aperto il gioco pubblico seppur con tutti i protocolli di contenimento del virus: cosa che non si è voluta affrontare e che ha lasciata fissa ed immobile per un anno la vecchia valutazione delle attività di gioco attribuita dal precedente Esecutivo che aveva nel mirino il gioco d’azzardo pubblico che ha sempre combattuto, anche se sicuramente non ad armi pari essendo lo stesso Esecutivo “non contrastabile”, ovviamente. Ma i risultati di questo si stanno raccogliendo oggi con il mare di preoccupazioni che sbucano da tutte le parti e che coinvolgono sia la stessa politica, che ADM, che il Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero de Raho, che addirittura le Regioni che si sono schierate spesso, ed anche volentieri contro il mondo dei giochi e dei suoi operatori andando “indirettamente” contro lo stesso Stato. Però, questo è ormai, un argomento vecchio.

Ed, invece si vogliono affrontare i risultati dello studio Luiss ed Ipsos dai quali poter estrarre qualche strategia oppure suggerimenti per il settore ludico. Il rapporto è stato accolto con attenzione sia dal sottosegretario Claudio Durigon, ed anche da Gruppi del settore che si sono dichiarati più che disponibili a mettere in campo la propria esperienza ed a confrontarsi con le Istituzioni con l’obbiettivo di vedere nel mondo del gioco il presidio assoluto della legalità che deve essere tutelata e che è tra le cose più importanti che il settore deve considerare. E questo perché lo studio evidenzia come le organizzazioni criminali abbiano nei loro scopi i settori che hanno maggior movimento di danaro e che possono produrre “ricchezza” con il minor rischio. Il gioco, scommesse comprese, è sempre stato nel mirino delle organizzazioni mafiose, e lo studio ne sottolinea ancor di più l’interesse attuale: in modo particolare con lo sviluppo che si potrebbe ottenere in realtà estere, come per esempio, la Romania e Malta dove esiste davvero pochissimo controllo sull’infiltrazione criminale nell’economia.

Proprio il Procuratore Nazionale Antimafia ha “calcato la mano” su queste affermazioni, sottolineando quanto si sia sviluppato il gioco nel collegamento con piattaforme estere e con passaggio di danaro utilizzato successivamente per il riciclaggio con migliaia di punti di raccolta scommesse che sono stati, poi, posti sotto sequestro: circa un miliardo di euro per una sola operazione che si allarga a 20 miliardi di euro se si vanno a contare le operazioni negli ultimi anni. E queste parole del Dr. Cafiero de Raho devono assolutamente far riflettere sulla necessità primaria di inculcare la cultura della legalità e della sicurezza proprio nel mondo dei giochi, forse anche in giovane età poiché oggi il gioco è disponibile anche per una fascia di età tra giovani e giovanissimi e, quindi, proprio questi soggetti devono assolutamente conoscere il gioco quando vi si avvicinano ed in modo particolare neii suoi punti oscuri in modo da non cadere in qualche trappola che oggi è sempre più presente anche online.

Segmento che durante la pandemìa si è sviluppato in modo sorprendente, sopratutto per la velocità con cui si è saputo organizzare per soddisfare le richieste e le scelte di tantissimi giocatori lasciati senza gioco terrestre: ma anche di giovani che appunto durante l’emergenza sono stati costretti alla “domiciliazione forzata” ed hanno avuto la possibilità di restare in rete ancor di più del solito… che è sempre già tanto. Quindi, per contrastare l’illegalità la strada più percorribile è quella della formazione e dell’educazione: basterebbe anche dare una precisa regolamentazione a tutti i settori, e non solo a quello del gioco e del gioco mobile, che però sia una regolamentazione chiara, trasparente che faccia leva sulla lealtà di tutti, sopratutto oggi che i Paesi a livello europeo si stanno sviluppando tutti insieme con l’occasione della rinascita dopo la pandemìa. Per questo bisognerebbe forse tessere una rete di cooperazione in modo da costituire una vera e propria coalizione contro l’illegalità dato che combatterla è di interesse di tutti i Paesi, o quasi.

Serve verificare un percorso ed una linea comune da seguire poiché affrontare l’illegalità deve significare non soltanto combattere una violazione delle norme, ma di un sistema: infatti, la criminalità oggi è cambiata ed è composta da imprenditori che operano con cartelli con i quali partecipano, con aziende legali, addirittura alle gare d’appalto. Per questo servirebbe una banca dati sugli appalti per individuare dove vi siano delle falle poiché il sistema va ricondotto in tutti i settori nella legalità. Per arrivare a questo, al trionfo della legalità, è evidente che i settori, e prima di tutto quello del gioco e del poker, devono avere una sua precisa regolamentazione. E proprio per il gioco è indispensabile che avvenga il prima possibile il riordino nazionale dell’intero settore, di cui si parla da tempo ma che ancora non “ha visto i natali”. Sta diventando sempre più un’esigenza improrogabile e senza questo riordino il settore non potrà andare lontano e si “sfalderà” dietro le norme ostruzionistiche che non hanno ragione di esistere, sopratutto oggi dopo la pandemìa.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 27 Luglio 2021 ore 18:00
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