Alcune aziende di Gioco andranno inevitabilmente a morire

sempre piu aziende italiane di gioco azzardo legale rischiano di non farcela a superare le leggi stringenti

Sembra che a nessuno interessi la fine che farà il settore del gioco e dei casino slot, con tutte le imprese che racchiude ed il numero considerevole di lavoratori che contempla, se non comparirà il tanto atteso riordino nazionale dell’intero settore ludico oppure la famigerata Legge Delega sul Gioco.

Nessuno della politica evidentemente vuole assumersi la responsabilità di mettere mano ad una nuova normativa ludica che sistemi le principali criticità del gioco pubblico: e la prima tra tutte è indiscutibilmente la Questione Territoriale che tiene in ostaggio, oltre tutto da parecchio tempo, le attività del gioco che non hanno la distanza regolamentare dai cosiddetti luoghi sensibili, e norma derivante dalle diverse Leggi Regionali “capestro” che stanno decretando “la vita o la morte” delle attività di gioco in alcuni territori. Si vuole prendere ad esempio, la realtà territoriale del Lazio la cui Legge Regionale entrerà in funzione il prossimo 28 agosto se non accadrà nulla di eclatante come la “nascita” del riordino nazionale e di tutto ciò che può ruotarvi attorno.

E purtroppo si sta parlando dell’eventuale “sparizione” di aziende legali e di lavoratori con un normale contratto di lavoro a tempo indeterminato, e sicuramente non di imprese border-line, anche se operare in un’azienda di gioco legale sembra, almeno in questo momento, non essere propriamente una garanzia, anzi.

Assurdamente, il risultato di queste Leggi Regionali proibizionistiche avrà il solo scopo di tenere in vita proprio le aziende border-line con una ricaduta inevitabile nell’illegalità e di tutti quei “servizi” ad essa legati come quello dell’usura che ben si abbina, purtroppo, al gioco d’azzardo:

Di fatto, con l’usura la criminalità sostiene quei giocatori che continuano a perdere e che sono caduti nelle “grinfie” delle attività illegali che li sfruttano a dovere e che non si preoccupano di certo della loro salute e della loro “salvezza economia”. Chi “cade” oltre che nel gioco compulsivo sa cosa significa usufruire dell’usura!

Si entra in una spirale senza fine: quello sì che è pericoloso non di certo il gioco pubblico.

Infatti, nelle attività legali di gioco sono presenti gli operatori debitamente formati che appena vedono un minimo segnale di rischio nella propria utenza cercano di “stopparne” il gioco e consigliano di rivolgersi al personale sanitario predisposto ad aiutarli per uscire da un tunnel pericoloso.

Ed è esattamente questo gioco che andrà a chiudere, mentre l’altro, che legale sicuramente non è, sta imperversando da nord a sud dello Stivale raccogliendo guadagni di una certa entità sottraendolo alle aziende legali che “sono costrette a stare a guardare” poiché non sono in “regola con i vari distanziometri”.

Da non credere che la nostra politica, non mantenendo la promessa della messa in campo della Legge Delega sul Gioco, quasi “parteggi” per il gioco illegale! O forse è quello che si vuole per vedere il mondo dei giochi sgretolarsi completamente?

Sicuramente i suoi detrattori potrebbero esserne felici e contenti, mentre i lavoratori del gioco pubblico che pensavano di lavorare in un settore protetto dallo Stato, si troveranno in mezzo ad una strada.

Il momento attuale non è certamente facile sia a livello economico che per l’occupazione e manca soltanto che la politica veramente non se ne renda conto e favorisca l’espansione del gioco illegale, anziché proteggere quello di Stato. La politica ci ha fatto assistere a tutto e, quindi, questo potrebbe essere un ulteriore tassello negativo che compone il puzzle che i nostri politici tentano di comporre “facendo a pezzi” la legalità e la sicurezza del territorio.

Ma a chi scrive “non piace” questo scenario e vuole sperare che anche tirato per i capelli si possa arrivare alla stesura del riordino nazionale dell’intero settore del gioco in modo da metterlo in assoluta sicurezza insieme ai suoi imprenditori ed ai suoi lavoratori.

E’ stato fatto davvero tanto per il gioco legale dal momento della sua nascita: sia da parte dello Stato, che delle associazioni, che degli imprenditori che hanno creduto in questo business anche se hanno incontrato parecchie difficoltà per portare avanti il proprio lavoro nonostante fossero protetti dalle concessioni statali.

Proprio per rispettare tutti gli sforzi che sono stati fatti, quindi, non è il momento di mollare: ed è proprio questo che tutto il settore sta cercando di fare, studiando ogni strategia possibile per contrastare l’incedere provocatorio e sleale dell’illegalità.

Ma da soli non ce la possono fare: devono essere supportati almeno in parte dalla politica che deve trovare il modo di intervenire inserendo la Legge Delega sul Gioco tra i mille impegni istituzionali importanti che si devono affrontare in questo periodo prima della scadenza della Legislatura.

D’altra parte ormai sembra essere assodato che sia impensabile cancellare la domanda di gioco da parte del popolo italiano: quindi serve intervenire con coscienza per la nuova regolamentazione del gioco innanzi tutto con un intervento basato sull’educazione al consumo da parte dei cittadini ed anche sulla razionalizzazione dell’offerta di tutti i giochi sia terrestri che online.

Sembra non esserci altra strada se non quella del riordino anche se la politica non sembra attualmente predisposta a questo.

La scusante della politica è senza dubbio che recentemente debba occuparsi di tantissime altre decisioni al di fuori del gioco la cui priorità è passata decisamente in coda a tutte le altre.

Non bisogna dimenticare che gli ultimi giorni sono stati decisamente caldi (e di certo non soltanto per il clima) per il Premier Draghi che viene attaccato in modo non proprio coerente da un certo schieramento che lo vorrebbe mettere in crisi insieme al suo Governo: e non si può pretendere che lo stesso pensi al mondo dei giochi e non alla salvaguardia della stabilità del Paese che ogni giorno che passa diventa sempre più precaria.

Davvero, sembra quasi un destino per il settore ludico: ogni volta che pare attuabile un qualsivoglia riordino del settore, oppure che compaia l’idea di una Legge Delega sul Gioco “interviene” una crisi di Governo od una fine di Legislatura che rimette nuovamente tutto in discussione: quasi che questa riforma “non s’abbia da fare”…


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

Vanessa Maggi

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Gioco Sicuro e Legale

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Pubblicazione: 8 Agosto 2022 ore 12:58
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