L’illegalità nel mondo del gioco inizia ad essere pesante

illegalita molto alta nel gioco azzardo

Ormai è veramente tanto tempo che si continua a sottolineare che voler mettere all’angolo il gioco pubblico, compresi i migliori siti italiani di casino legali,  potrebbe significare avere effetti nefasti sul nostro territorio e far ricomparire sul mercato quel gioco illecito che non ci metterà molto a recuperare il “dominio perduto” ed a sostituirsi con i suoi punti di gioco illegali, con migliori offerte e giochi più accattivanti, a quello legale che, oggi, ha le mani troppo legate. La pandemìa ha costretto a far chiudere da tempo tutte le attività lecite di gioco terrestre ed il settore a fare i conti con questa emergenza che tiene in ostaggio l’intero Paese e l’industria al suo completo, con i diversi settori coinvolti in questa tremenda situazione economica che sta facendo traballare tutto il Sistema Italia. Chi ha “qualche annetto” sa perfettamente che nei momenti particolari di crisi e di eventi storici “si muovono” due cose: la criminalità con le sue allettanti proposte e l’arte di arrangiarsi. La seconda, il nostro Paese la sta già mettendo in atto con l’iniziativa e la creatività dei nostri imprenditori nel riorganizzare i propri affari con gli strumenti consoni per contrastare il Coronavirus.

In questo il popolo italico ha eccelso in tutte le sue manifestazioni e lo sta dimostrando tuttora in concomitanza delle varie riaperture aziendali. Per la prima, invece, la criminalità si è già manifestata con episodi di cronaca che non si può certo evitare di riferire, perché dimostrano quanto il territorio in questo momento sia fragile e quanto dovrebbero essere importanti i punti legali che rappresentano lo Stato. Ci si riferisce al blitz della Guardia di Finanza di Palermo che ha portato a ben 91 arresti e 15 milioni di euro di beni sequestrati: il malaffare coinvolto spazia tra appalti, commesse su lavori effettuati nei cantieri navali di Palermo, settore ortofrutticolo consono alle mafie, traffico di droga, gestione scommesse online e corse di cavalli, slot machine: altro profondo interesse che suscita parecchia attenzione da parte della criminalità. Il mondo del gioco, in tutti i suoi segmenti, è particolarmente appetibile per la criminalità perché basato su tanto giro di contante: cosa interessante per le organizzazioni mafiose ed il fatto che anche il gioco c’entri in questa maxi-retata avalla quanto si pensa e si scrive.

Poi, non bisogna dimenticare che in questo momento di lockdown, tante aziende non hanno liquidità: cosa che è, invece, reperibile facilmente per le organizzazioni criminali che ne hanno sempre “in abbondanza” e che possono mettere a disposizione, con interessi da usura, delle aziende in difficoltà che siano del settore del gioco d’azzardo od in altri settori, poco importa. Anche perché, purtroppo, le risorse istituzionali che il Premier Conte ha messo a disposizione delle aziende per sostenerle economicamente non si stanno muovendo con la velocità che servirebbe, così le aziende in difficoltà sempre in difficoltà rimangono: anzi, la loro situazione con il passare dei mesi peggiora esponenzialmente. E la criminalità ci guadagna altrettanto esponenzialmente: e questa è la cosa che non si dovrebbe proprio vedere. In effetti, gli arrestati avrebbero approfittato del prolungato lockdown per mettere a frutto “affari alquanto interessanti” non solo in Sicilia, ma anche in buona parte delle altre Regioni, quelle maggiormente produttive e popolate da aziende in difficoltà.

Ma tutto questo è esclusivamente colpa del lockdown a seguito del Coronavirus, oppure è anche colpa o responsabilità del Governo che non riesce a sostenere l’industria del nostro Paese? E, particolarmente, non sostiene il mondo del gioco che, oltre tutto, è una “Riserva di Stato” e dovrebbe forse essere maggiormente sostenuto. Invece, oltre a non mettere risorse a favore del settore ludico ha permesso, ancor prima dell’emergenza, normative Regionali e Locali con le quali si è messo il gioco lecito alle corde, quando non addirittura espulso dai territori. Quindi, la situazione tragica del gioco era già tale pre-Coronavirus: ora, si è solamente aggravata ed ecco perché la filiera del gioco è quella più in crisi di tutti gli altri settori e quella che magari, si rivolge proprio “per bisogno” a richiedere liquidità a chi è in grado di poterla procurare, chiaramente chiudendo un occhio sulla provenienza di tale danaro.

Ma per tenere aperte le proprie imprese, per pagare gli stipendi e per mantenere la propria famiglia, cosa non è disposto a fare un imprenditore, anche se onesto? La cronaca in questi giorni è piena di fatti che fanno comprendere in che situazione si trovano le piccole e medie imprese: taluni addirittura ci portano esiti tragici. Purtroppo, questi stessi fatti e la retata della Guardia di Finanza non fanno altro che rafforzare il concetto che l’illegalità oggi “la sta facendo da padrona sul territorio”, e che le attività di gioco, sono sempre in cima alle preferenze della criminalità che vi vede un settore estremamente redditizio e la possibilità di poterlo sfruttare ampiamente nei suoi diversi segmenti. A nulla sono serviti, prima dell’emergenza, le richieste d’aiuto fatte dal gioco all’Esecutivo. Sono tutte rimaste addirittura senza riscontro e senza risposta.

Stesso risultato è stato ottenuto dalle domande di sostegno, inoltrate all’Esecutivo durante la pandemìa: risorse per il settore non ne sono state emesse, né notizie per la riapertura delle attività ludiche inserite nella “fase 3” e sperando che non si apra, nel frattempo, una fantomatica “fase 4” nella quale il gioco verrebbe senza dubbio inserito, sempre perché ritenuto “non essenziale” e di rischio medio-alto. Il Governo ritiene di dover tenere il gioco legale ancora chiuso, seppur lo stesso sia disponibile ad applicare i protocolli che si richiedono alle imprese di altro settore: non si comprende, però, che se può aprire un negozio di moda, oppure un salone di bellezza, oppure un bar, per quale motivo un punto di gioco regolarmente attrezzato, non può farlo? Non si può risolvere il problema dicendo che il gioco porta socializzazione e, quindi, possibilità di un insieme di più persone. Ed allora coloro che si recheranno al mare in spiaggia? Si può pensare che ancora una volta il mondo del gioco venga discriminato, ma non ci voleva certo il Coronavirus per rendersene conto.

Maggio 31, 2020: •
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