Finalmente i riflettori sul gioco si sono spenti

riflettori spenti sul mondo del gioco

Tutte le discussioni che si sono sviscerate sul divieto totale della pubblicità ai giochi, contenuto nel Decreto Dignità, non si sono ancora placate, ma sono inevitabilmente avviate verso l’oscurità, poiché del mondo dei giochi e delle piattaforme casino non si sentirà più parlare: quindi, si spengono i riflettori sul settore e bisognerà vedere cosa succederà materialmente, sopratutto, nei primi tempi. Forse, ora, qualcuno si metterà a guardare “anche sulla parte buona del gioco” e vorrà vedere se c’è qualcosa da salvare in questo gioco pubblico così tanto ricercato da una parte di cittadini e così odiato dalle istituzioni. Attività di gioco che non si sa ancora sino a quando riusciranno a stare aperte al pubblico, oppure se sono proprio destinate a chiudere il loro percorso commerciale e, quindi, finiranno di rappresentare il gioco lecito all’opinione pubblica che ancora non si è resa conto di cosa materialmente succederà, oppure alla quale poco importa del gioco e di tutto ciò che lo stesso può comportare, nel bene o nel male.

Ma la realtà con la quale il gioco d’azzardo si dovrà confrontare è questo divieto totale di pubblicità che comporterà senza dubbio qualche “sobbalzo e qualche disagio” nella capacità per i cittadini-giocatori di riuscire a ben comprendere quale sarà il gioco lecito, al quale affidare il proprio intrattenimento, o quello che invece non lo è e che può comportare, anziché il divertimento, qualche brutta sorpresa. Si starà alla finestra, per vedere cosa accadrà: per valutare, ovviamente, se il provvedimento così “cavalcato” dall’attuale Esecutivo Giallo-Verde (in realtà dalla parte più Gialla che Verde) avrà effetti positivi o negativi sull’economia del settore, ma anche su quella dell’intero Paese. Questa, quindi, è l’ultima settimana di visibilità del gioco pubblico: infatti, cala il sipario sul settore a partire da domenica 14 luglio, sperando che questo non rappresenti oltre che la fine della telenovela controversa ed infinita tra istituzioni e gioco d’azzardo pubblico, anche la fine di quest’ultimo.

Quanto meno si “spegnerà la luce sui prodotti di gioco” commercializzati dalle aziende del settore, ma che l’industria del comparto nonostante sia compromessa da questa legge ma anche dalle altre norme, continuerà stoicamente ad esistere, e che continuerà anche a comunicare, seppur con “paletti” da dribblare e tra mille restrizioni, ben essendo a conoscenza che nulla, purtroppo, sarà come prima. Questo divieto rappresenta senz’altro una nuova sfida per il mondo del gioco che dovrà onestamente cercare di tirar fuori il meglio dal comparto e proprio dalla comunicazione: bisognerà inventarsi qualcosa di diverso dalla pubblicità e dalle promozioni che oggi non si possono praticamente più fare, sotto qualsivoglia forma. Certamente, comunicare il gioco pubblico non sarà un’impresa facile come sarà altrettanto difficile arrivare al pubblico: ma, forse per una questione di orgoglio oppure di pura necessità, nelle ultime settimane si è già visto un primo cambiamento da parte dell’industria del gioco. E forse anche per la voglia di garantire i tanti posti di lavoro che, sino ad oggi, la stessa filiera ha garantito.

Ultimamente, in effetti, vi sono state diverse iniziative di carattere scientifico e divulgativo per comunicare il gioco: hanno avuto l’obbiettivo di rendere partecipe l’opinione pubblica di alcune virtù del settore e cioè che rappresenta, comunque, una risorsa per lo Stato anche se lo stesso spesso e volentieri pare dimenticarsene. Un passo importante di divulgazione si è anche ottenuto mediante un dibattito promosso dall’Università Luiss e Deloitte relativo al gioco online, seguito dall’assemblea pubblica di Confindustria Sistema Gioco Italia dove, stranamente, il comparto del gioco pubblico è tornato a dialogare con la politica, ma dove riusciva anche ad esporsi come una vera e propria industria similare a tante altre filiere di settori diversi, ma contrassegnata dalle proprie virtù da un punto di vista tecnologico, occupazionale ma anche da un punto di vista economico. Il fatto, poi. che l’industria del gioco riesce “sempre” a sopperire agli aumenti che lo Stato richiede, ha un grosso significato poiché significa che su questo settore l’Erario può sempre contare: purtroppo, si deve anche dire che lo Stato si ricorda del gioco e lo considera soltanto quando da questo benedetto settore ludico deve attingere…

Importante per rinvigorire il confronto con il mondo del gioco è anche lo studio presentato dalla Cgia di Mestre, che rappresenta sempre un riferimento a livello nazionale per quanto riguarda industria ed economia: studio che ha disegnato un quadro del settore ludico particolarmente “colorato e pieno di luce”, quantificando i rischi che si potrebbero incontrare qualora lo Stato continuasse a proseguire nel suo approccio proibizionista che ha consentito di esercitare anche dalle istituzioni locali. In parallelo allo studio della Cgia di Mestre, Lottomatica, azienda di gioco a livello internazionale, apre le porte ai giornalisti ed anche alle istituzioni per mostrare la propria attività e gli investimenti profusi per esercitare il proprio ruolo di partner dello Stato nella gestione del gioco pubblico, come avviene per altre aziende che lo gestiscono a mezzo delle concessioni.

Tutte attività che rappresentano sul nostro territorio la tutela della legalità e dell’ordine pubblico: totale trasparenza per queste strutture ed, ovviamente, grande professionalità che richiede oltre agli investimenti anche competenza e tecnologia senz’altro di livello superiore a quelli richiesti ad altri settori industriali. Queste prerogative hanno portato lo Stato al risultato straordinario dell’emersione del sommerso, passando per il ruolo della rete delle scommesse e dell’intelligence che consente di monitorare costantemente il mercato e di avere un fronte di intervento immediato contro la manipolazione ed il rischio di frodi nello sport. Le caratteristiche dell’industria del gioco, però, non vogliono essere degli slogan sbandierati dalla stessa industria, ma vogliono rappresentare gli autentici principi del gioco pubblico, ma che non sono conosciuti dalla maggior parte dell’opinione pubblica: questo è assolutamente un errore che va oltrepassato. É arrivata l’ora che la cittadinanza sappia anche la “parte buona del gioco e le sue virtù” anche se chi scrive si è impegnato, personalmente, a farle conoscere piano piano, centellinandole.

Luglio 23, 2019: •
SitoRecensioneLicenzaVisita
888 casino logo
888 Casino
20€ Gratis + Fino a 500€
legale aams
Visita
snai casino logo
Snai Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
starcasinò logo
StarCasinò
125 Giri + 1000€
legale aams
Visita
leovegas casino logo
Leovegas Casino
225 Giri + 1000€
legale aams
Visita
netbet casino logo
Netbet Casino
10€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
betway casino logo
Betway Casino
5€ Gratis + 1350€
legale aams
Visita
eurobet casino logo
Eurobet Casino
5€ Gratis + 1000€
legale aams
Visita
big casino logo
Big Casino
55€ Gratis + 3000€
legale aams
Visita
betflag casino logo
Betflag Casino
30€ Gratis + 1.000€
legale aams
Visita
casino.com logo
Casino.com
10€ Gratis + 500€
legale aams
Visita
unibet casino logo
Unibet Casino
100% Fino a 300€
legale aams
Visita
voglia di vincere casino logo
Voglia di Vincere
100% Fino a 1000€
legale aams
Visita