TAR del Lazio: Quando riaprirà il settore del gioco d’azzardo

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Apparentemente, il mondo dei giochi ha subito la chiusura delle sue attività in silenzio, e con consapevolezza anche se condita da una buona razione di sana rabbia verso le decisioni della Presidenza del Consiglio, aspetta l’arrivo della seconda metà di gennaio 2021 per la riapertura degli esercizi di gioco, Però, già si palesano i dati dei contagi che non cambiano, non calano e che per questo si vocifera dai soliti spifferi di corridoio che il Premier Conte abbia in mente un altro lockdown, questa volta probabilmente generale, proprio per fine gennaio. Altro che riapertura! Infatti, sino a poco tempo fa questa data poteva assumere il ruolo di “orizzonte per la rinascita” a cui ci si attaccava per una ripresa del lavoro: ora, purtroppo, questo termine sembra inesorabilmente allontanarsi appunto per il mancato calo dei contagi che non vi è dubbio scoraggeranno il Governo centrale a proseguire con il programma di riapertura delle varie attività. Cosa in cui tutti i settori speravano e, purtroppo, miraggio che si sta allontanando alquanto velocemente.

É evidente che la situazione di incertezza sull’eventuale ripartenza delle varie attività non coinvolge soltanto il gioco ed i migliori casino, ma anche i cinema, i teatri, le sale da concerto, discoteche ed eventi di qualsiasi genere: insomma, l’intrattenimento in tutti i suoi segmenti è sotto pressione e le sue imprese sono allo stremo dopo tantissimi mesi di stop forzato che hanno ridotto “al lumicino” le poche risorse economiche su cui si poteva contare. Un eventuale slittamento sulla riapertura delle diverse attività mette ancora più preoccupazione a chi lavora nel settore dei giochi che nell’apertura tra un paio di settimane ci sperava davvero. Proprio per questo motivo la disillusione è ancora più pesante se non addirittura tragica se le voci relative alle date di ripartenza si confermeranno per febbraio se non addirittura a marzo: il che sarebbe realmente insostenibile per tantissime imprese. Invece, per i bar ed i ristoranti idealmente rimangono le modalità da asporto e la consegna a domicilio che potrebbero ancora variare quando andrà a termine il lockdown natalizio e si tireranno le somme relative alla curva epidemiologica.

Cioè quando, dopo la Befana, le regioni torneranno ai “colori legati alla propria situazione sanitaria” con un’ulteriore variazione nell’applicazione delle misure restrittive. Ma anche se nella mente è sempre presente il detto molto celebre “la speranza è l’ultima a morire” poi, si continua a vedere nei vari telegiornali, che le manifestazioni di piazza continuano, il disappunto ed il disagio vengono urlati con forza così come le richieste d’aiuto economico che gli addetti ai lavori fanno al Governo che forse non risponde come gli imprenditori si aspettano. Ma, a prescindere dalle decisioni che le istituzioni saranno costrette ad assumere, si può senz’altro affermare che per quanto riguarda il settore del gioco si guarda con estremo interesse a gennaio 2021 anche per la pronuncia del TAR del Lazio che dovrebbe esprimersi il giorno 13 in relazione alla illegittimità dei provvedimenti contenuti nei Dpcm della Presidenza del Consiglio che così tanto stanno facendo discutere negli ultimi giorni.

Quindi, gli addetti ai lavori per il momento stanno vivendo in una sorta di limbo in attesa di queste due scadenze di gennaio 2021, estremamente importanti ed essenziali per il futuro di tutta la filiera del gioco. E per essere ulteriormente precisi si deve sottolineare che l’ultima ventina di ricorsi presentati al TAR per la pronuncia sull’illegittimità dei provvedimenti della Presidenza del Consiglio non sono i soli ricorsi che sono stati presentati da parte di imprenditori di settori diversi da quello del gioco: ve ne sono di numerosissimi di cui non si è parlato perché non “toccavano un argomento così delicato” ed affrontato “in massa dagli operatori del gioco d’azzardo ribelli”. Anche di questi ricorsi si stanno attendendo le pronunce che andranno ad aggiungersi alla giurisprudenza del settore alla quale ci si potrà appellare in seguito per vedere acclarati i diritti dei vari settori e delle varie attività commerciali. Questo insieme corposo di iniziative inoltrate ai vari TAR potrebbero forse spingere il Governo centrale a qualche riflessione in più prima di giungere alla determinazione di nuove chiusure.

E dovrebbero anche far tenere presente che tante imprese hanno provveduto all’applicazione rigorosa dei protocolli sanitari richiesti per arginare il Coronavirus: il mondo dei giochi, come è stato più volte sottolineato, ha assicurato nei suoi punti gli accessi contingentati ed una permanenza “sicura” dei giocatori all’interno dei locali. Più di così come investimento non era possibile fare per poter tenere le saracinesche alzate, cosa che purtroppo non è avvenuta ed è stato un ulteriore “schiaffo alla buonafede” degli operatori che speravano veramente di poter continuare a lavorare, seppur in una situazione super controllata. Oltre a queste valutazioni che il Governo dovrebbe “riguardare con più attenzione”, oltre all’attesa della pronuncia del 13 gennaio del TAR del Lazio, il Premier dovrebbe tenere anche puntualmente conto del verdetto del Tribunale Civile di Roma che ha ritenuto i Dpcm emanati dalla Presidenza del Consiglio “viziati da violazioni per difetto di motivazione” e da “molteplici profili di illegittimità”.

Evidentemente, anche questo precedente è estremamente importante e si unisce all’insieme di quelle tante “cose” che potrebbero cambiare le valutazioni sulle chiusure delle attività, sopratutto quelle del gioco perennemente bersagliate dalle restrizioni, imposte forse con troppa leggerezza e, sopratutto, “senza se e senza ma”. Ma a prescindere da tutto, è di importanza vitale per il gioco la pronuncia che effettuerà il TAR il 13 gennaio 2021 in relazione ai ricorsi degli operatori ribelli ai quali, probabilmente è dispiaciuto anche essere arrivati a questo punto: si sperava che dopo le istanze in autotutela presentate dalla stessa ventina di imprenditori, la Presidenza del Consiglio presentasse, laddove ne era stata richiesta, la documentazione relativa al Comitato Tecnico Scientifico attestante la valutazione sulla possibile chiusura delle attività di gioco che avrebbero procurato con la loro apertura troppo “rischio” in relazione all’espandersi dei contagi. Cosa che non è accaduta.

Data Pubblicazione: 11 Gennaio 2021 ore 18:00

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