Latitano gli interventi sul Casino di Campione

nessun intervento al casino di campione

Chi poteva sperare che l’avvento del nuovo Esecutivo Giallo-Rosso, ed anche la Manovra 2020, portassero novità per il mondo dei casinò tricolore, ed ovviamente in modo particolare per quello di Campione d’Italia, rimarrà assolutamente deluso. Delusi, sopratutto, i dipendenti della Casa da Gioco che ormai da un anno si aspettano che “succeda qualsiasi cosa” possa fare entrare uno spiraglio di luce su quella cittadina situata in “territorio svizzero”, ma indubbiamente italiana! Ma il Consiglio dei Ministri, probabilmente, si è “dimenticato” (ancora una volta) della situazione economica disastrosa della cittadina campionese, e delle famiglie degli ex dipendenti del casinò, ha approvato la Manovra, ma non si è espresso in alcun modo per quel che riguarda un possibile, quanto realistico, intervento definitivo per quella struttura ludica. La struttura, di notevole imponenza, è chiusa da più di un anno con un deprezzamento notevole sia per la stessa sede che per i giocatori che vi si recavano e che ora, dopo tanti mesi, ormai hanno indirizzato la loro attenzione altrove con gioia commerciale delle strutture che usufruiscono dell’aumento del loro “parco clienti”.

Ma, nel gioco come peraltro nella vita, “mors tua vita mea” e così di nuovo Campione d’Italia deve attendere… Quindi, ancora nessun intervento, nessun programma, nessuna volontà dell’Esecutivo Giallo-Rosso di affrontare il “problema Casinò di Campione di Italia”, ma soltanto l’approvazione delle disposizioni urgenti in materia fiscale relativamente il bilancio dello Stato per il 2020 nonché per il triennio 2020-2022. Tutto tace per quel che riguarda i casinò tricolore, ma “rimbombano” esclusivamente gli aumenti sui giochi con un rituale che ormai si trascina da anni e che quest’anno si sperava non si ripetesse considerata la precaria situazione generale del mondo dei giochi in tutti i suoi comparti. Quindi, neppure questo anno è stato risparmiato al gioco il “salasso annuale”, voluto anche dal presente Governo che, pur dichiarandosi “della discontinuità”, ha continuato diritto nel copiare i percorsi di quelli precedenti, quanto meno per quel che riguarda il settore ludico.

Che dire quindi: ad oggi nessun segnale di intervento sulla Casa da Gioco campionese, special modo in relazione ad una possibile riapertura della struttura. Ma voci di corridoio, e sempre di voci però si tratta, sussurrano che l’Esecutivo ha intenzione di intervenire in relazione a questa situazione, introducendo norme nel corso dei lavori parlamentari di conversione del decreto fiscale. Nel frattempo, gli altri casinò tricolore, come però tutto l’italico popolo, devono salutare la soglia di utilizzo contante stabilita in tremila euro voluta dal Governo Renzi: infatti, oggi sono state introdotte modifiche in questo senso ed il tetto scenderà a duemila euro nel 2020 e nel 2021 per poi “assottigliarsi ancor di più” nel 2022 ed arrivare a mille euro. Qui c’è stata una marcia indietro, poiché inizialmente si parlava addirittura di passare dai 3.000 euro di oggi ai 1.000 euro voluti dall’attuale Esecutivo Giallo-Rosso: con buona pace, ovviamente, sopratutto dei Casinò.

Ovviamente, le Case da Gioco non possono che adeguarsi a questo provvedimento: peraltro lo fanno sempre quando vengono imposti dictat al mondo del gioco dal quale i Casinò non vengono mai esentati, anche se forse avrebbero diritto ad avere un trattamento diverso, essendo un comparto alquanto particolare. Infatti, sono luoghi dove, per esempio, viene sempre controllata l’età dei partecipanti. garantendo ai minori il non accesso, si presta estrema attenzione a tutte le transazioni ed a coloro che non potrebbero giocare, magari perché iscritti nel circuito degli auto-esclusi e vengono immediatamente segnalate situazioni “sospette”. Senza dimenticare il controllo relativo al riciclaggio cosa seguita dai Casinò con la massima attenzione per collaborare nel modo più completo con le Forze dell’Ordine. Dunque, considerando tutto questo, si pensava che il limite dei contanti stabilito in questi giorni forse subisse una deroga per le Case da Gioco, ma così non è stato ed anche se questo provvedimento non può risultare indifferente le tre strutture ludiche vi si adegueranno, loro malgrado.

Si può tranquillamente affermare, però, che il nuovo Esecutivo non solo non ha intenzione di intervenire per il Casinò di Campione d’Italia, almeno nell’immediato e nonostante la situazione di quest’ultimo sia veramente tragica, ma non si è neppure preoccupato di tutelare le tre strutture tricolore restanti, magari con dei provvedimenti “alternativi” che non le comprendessero nelle disposizioni emesse per tutto il resto del popolo italiano e delle sue imprese in generale. Prova ulteriore che il mondo del gioco non è tenuto in alcuna considerazione neppure da questo novello Esecutivo Giallo-Rosso che ha continuato nel percorso del Governo precedente e nonostante si auto-classifichi come Governo della “discontinuità”. D’altra parte, gli italici Casinò hanno subito anche con il contenuto del Decreto Dignità le stesse imposizioni relative a tutto il resto del mondo del gioco d’azzardo, mentre gli stessi si sarebbero attesi una deroga, svolgendo il gioco in modo tutto diverso e con un’attenzione più che profonda.

Naturalmente, quando è entrato in vigore il Decreto Dignità, nel luglio 2019 le tre Case da Gioco restanti sul territorio (e sono veramente poche per coprire i desideri di tantissimi giocatori) hanno fatto fatica ad adeguarsi alle disposizioni e particolarmente una delle tre, il Casinò di Sanremo, ha subito all’inizio una “fase cauta”: cosa ad oggi superata ma che, al tempo, ha avuto una sorta di pesante contraccolpo economico sugli incassi. Quello che probabilmente salva i Casinò tricolore dal resto del mondo del gioco d’azzardo (e che lo farebbe anche per quello di Campione d’Italia se ne venisse curata l’apertura o prestata qualche attenzione specifica alla situazione che lo stesso sta vivendo) è che le Case da Gioco assolutamente coerenti con il proprio oggetto sociale, svolgono anche attività culturali, di spettacolo, di intrattenimento in generale: ecco perché sono sostanzialmente diverse da tutte la altre attività ludiche ed ecco perché forse riusciranno ad affrontare meglio tutti i provvedimenti che “contro il gioco” verranno emessi, purtroppo anche da questo attuale Governo.

Novembre 1, 2019: •
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