La resistenza al Green Pass ricorda quella al gioco d’azzardo

la lotta dei novax italiani sembra la lotta che si faceva al gioco azzardo legale

In questi ultimissimi giorni gli argomenti che continuano a tenere banco sono la campagna vaccinale, i “no vax”, il Green Pass e la sua estensione: programmi televisivi che si sprecano su questo con pareri più o meno credibili dei “tuttologi” ed esperienze e dichiarazioni scientifiche dei virologi e degli immunologi. Forse, in modo lontano tutto questo andare contro i vaccini e la certificazione verde può assomigliare alle vecchie ideologie che si sono messe in campo, ma che purtroppo ogni tanto vengono fuori ancora oggi, con le campagne di denigrazione che vengono combattute contro tutto il mondo del gioco d’azzardo e contro tutti i migliori casino online italiani legali: e pare sia una similitudine sufficientemente azzeccata. Oggi i “no-vax” sono forse paragonabile ai detrattori impenitenti che continuano ad esecrare ancora oggi sia le aziende di gioco che coloro che vi lavorano, sia addirittura chi gioca che viene ugualmente tacciato come se fosse un delinquente, tutte cose alquanto discutibili e noiose.

Quindi, questa battaglia che oggi “si pugna” contro i vaccini e contro il Green Pass, non può che destare fastidio in tutta l’industria del gioco che si sente nuovamente messa in pericolo da un’eventuale ulteriore chiusura delle sue attività. Pericolo che può diventare “realisticamente realizzabile” qualora la campagna vaccinale non raggiunga una percentuale già ben definita dal Ministro della Salute per mettere la cittadinanza quasi in totale sicurezza. Le imprese, e non soltanto quelle del gioco e delle scommesse, hanno senz’altro timore di nuove chiusure perché già tuttora non riescono a riprendersi dai vecchi e lunghissimi lockdown ed una nuova serrata potrebbe manifestarsi disastrosa per l’economia del settore ludico ma. sopratutto per tutto il Paese, che ha invece necessità assoluta di ripartire con continuità. In pratica, coloro non vogliono vaccinarsi ed anche chi si oppone alla certificazione verde mettoo in pericolo prima di tutto l’incolumità delle persone fragili che “non si possono vaccinare per problemi di salute” e che hanno necessità di essere contornati da persone che si sono sottoposte al vaccino.

Quelle, poi, che si schierano contro il Green Pass sembrano proprio le stesse persone che si schieravano, o forse che ancora si schierano, contro il gioco d’azzardo: basta essere contro una qualsiasi cosa che abbia la parvenza di essere “protetta” dal Governo… Cosa che nel 2021 sembra alquanto obsoleta, ipocrita ed anche con poca apertura mentale se si deve ricorrere sempre alla contestazione per portare avanti un’idea personale che seppur vada rispettata non deve nello stesso tempo portare danni a coloro che la pensano diversamente: e che sono in ogni caso la maggioranza della cittadinanza. Ed ancora, l’obbligo di vaccinarsi non c’è: figuriamoci se questo verrà messo in atto dal Premier Draghi che sicuramente non si lascia intimidire da manifestazioni che possono mettersi sul cammino delle decisioni che il suo nuovo Governo intende acquisire. L’obbiettivo per salvaguardare la salute di tutti è quello di raggiungere la cosiddetta “immunità di gregge” ed il ritorno alla normalità: evidentemente, i “no vax” non ambiscono a questo se si mettono di traverso al programma istituzionale.

È un po’ il ricordato “fare” dei detrattori del gioco, compresi quelli di tutti i casino app, che si sono schierati contro il gioco pubblico, “Riserva di Stato” senza tenere presente che il gioco è stato regolarizzato per estromettere dal mercato quella potente mole di gioco illegale che anni fa teneva il predominio sul territorio provocando danni sopratutto al sociale con la presenza della criminalità organizzata che ha sempre gestito, ed anche se dispiace dirlo con sagacia ed abilità, il mercato criminale del gioco illegale. Ma per tornare al periodo attuale, e non parlare di quello di quindici anni fa, ci si deve confrontare con la campagna vaccinale che per essere sicura deve almeno raggiungere il 90% dei vaccinabili per essere in sicurezza. Con questa percentuale, e con il Green Pass, si avrebbe la possibilità di controllare con una certa tranquillità la circolazione del virus: gli esperti virologi sottolineano “che non eliminiamo il virus, ma la sua presenza sarebbe compatibile con la conduzione di una vita normale”. Fermo restando che la certificazione verde vada applicata a tutte le attività che si svolgono in luoghi chiusi, pubblici o privati che siano.

Bisogna anche sottolineare, e qui si riapplica il paradigma con il gioco d’azzardo, che nonostante vi sia evidenza scientifica del percorso sopra elencato, esiste una resistenza “ideologica” nei confronti della campagna vaccinale. È una resistenza ostinata come quella che si opponeva al gioco d’azzardo ritenendolo la piaga del secolo anche se dati alla mano il settore ludico ha sempre potuto dimostrare che le derive dal gioco d’azzardo e dal poker online sono notevolmente inferiori ai danni provocati dalla droga, dal fumo e dall’alcol. Solo che risultava e risulta più semplice, ed anche forse più eclatante, cavalcarne l’onda e scagliarsi contro il gioco d’azzardo e le sue lobby, antico ritornello di uno schieramento politico che oggi sta avendo un comportamento non certo favorevole al gioco, ma meno violento di qualche anno fa. Allora ci si esprimeva con frasi a livello offensivo contro il mondo dei giochi, nessun comparto escluso… per non fare torto a qualcuno! Oggi, onestamente, coloro che si autodefiniscono “no-vax”, e scendono in piazza, non si differiscono poi molto dai “no-slot” di buona memoria.

Mentre il Governo, continuando la sua campagna vaccinale continua ad affermare che soltanto il raggiungimento di una determinata percentuale di vaccinati può far sentire tutta la popolazione quasi al sicuro, ciò che vi si contrappone è un gruppo di persone no-vax che sostengono la propria idea, rispettabile, cercando di convincere che dietro la vaccinazione si nasconda un complotto, con disegni per controllare la popolazione e per favorire una regia oscura delle case farmaceutiche per controllare ognuno di noi. Quindi, non esiste alcun supporto scientifico a questa “opposizione vaccinale”, ma solo ideologie alquanto discutibili: ma non bisogna dimenticare coloro che semplicemente ritengono il Green Pass, che certifica la somministrazione del vaccino, un’aperta violazione della Costituzione, contro la libertà di scelta o l’obiezione di coscienza. Altri ancora non si sentono sicuri del vaccino perché non supportato da sufficienti informazioni che possano far sentire maggiore sicurezza per effettuare questa scelta.


Ci Mettiamo la Faccia

Giornalista Vanessa Maggi

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Pubblicazione: 2 Ottobre 2021 ore 18:00
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