Portogallo: Il 75% dei giocatori sceglie il gioco illegale

allarme gioco illegale in portogallo

L’applicazione del vecchio adagio “mal comune, mezzo gaudio” si può agevolmente (ma non piacevolmente) applicare al mondo del gioco illegale: infatti, come nel nostro bel Paese questo segmento del gioco cresce a dismisura anche in Portogallo dove si è riscontrato un aumento dei giocatori che si rivolgono proprio al gioco illegale, poiché “più disponibile” di quello che invece lo è. Ed anche in quel territorio il comportamento di alcuni cittadini giocatori è da attribuirsi al fatto che le imprese del gioco lecito sono troppo tartassati dalle tasse e, quindi, meno “interessanti e competitivi” nella proposizione delle loro (legali) offerte. Ugual cosa, come si sa, sta succedendo anche sull’italico territorio, con la medesima motivazione: e certamente, di questo non si può gioire, in particolare chi ama il mondo del gioco d’azzardo nella sua legalità e correttezza. In Portogallo, durante l’anno 2018, vi è stata una percentuale altissima di coloro che si sono riversati “dall’altra parte della barricata” (illecita) rivolgendosi ai siti di scommesse e poker illegali: ben il 75% con un aumento del 10% rispetto al 2017.

Questo dato emerge da uno studio condotto da New University/Qdata e ricerca di assoluto livello che va tenuta in considerazione: l’elaborato porta a conoscenza che in modo particolare il segmento delle scommesse è quello “più colpito” dalle scelte “trasgressive” dei giocatori. Le quote degli operatori con licenza sono molto meno competitive rispetto al mercato illecito ed il fenomeno del gioco illegale online non viene perseguito in modo “conveniente” e lascia di conseguenza spiazzate le imprese lecite che non riescono ad essere concorrenziali: e proprio principalmente a causa di “quella tassazione” cui devono far fronte per rispettare le autorizzazioni richieste per essere operatori legali. Questo è il rebus: per essere operatori legali non riescono ad essere competitivi sul mercato… e questo è assurdo! Come è altrettanto assurdo che la parte illegale del gioco si faccia pure pubblicità ed i controlli che dovrebbero bloccare tutto ciò sono assolutamente insufficienti.

Ed oltre ai controlli insufficienti, mancherebbero anche le sanzioni di natura penale nei confronti proprio di quelle imprese (illecite), comprensivi di molti siti di casino, che rendono disponibili i loro servizi sul mercato illegale. Tutta questa situazione atipica, che sembra quasi favorire le imprese illecite, non poteva passare indenne dal parere di Egba, l’associazione europea sul gioco e le scommesse online: infatti, la stessa chiede la riduzione della tassa speciale sul gioco online poiché si ritiene che questo sia un’imposizione discriminatoria e, certamente, non equa. Quindi, una sperequazione insostenibile che porta alle prime righe di questo articolo dove si evidenzia quanto siano compromesse e discriminate le imprese lecite nei confronti di quelle che non solo sono. L’intervento di Egba vorrebbe incoraggiare le autorità portoghesi ad avere una tassazione suddivisa equamente ed in base alle entrate lorde: cosa che avviene per quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea e non si comprende il motivo per cui non si possa applicare anche in Portogallo.

Se tutto fosse equanime, e tutti pagassero tasse più adeguate, si incentiverebbero le aziende a richiedere una licenza sul mercato portoghese, cosa che aumenterebbe il numero dei giocatori che andrebbero a scommettere sicuramente più volentieri sul mercato regolamentato e privo di rischi. Situazione che il mercato illegale certo non riesce a garantire… ed i giocatori lo sanno. In Italia, una scommessa è lecita solo se ve ne è traccia nel sistema dei Monopoli di Stato: il giocatore va in un’agenzia, riferisce le partite da giocare e l’addetto digita la giocata attraverso un apparecchio tipo registratore di cassa che la Snai la trasmette a Sogei (partner informatico del Ministero delle Finanze che controlla il gioco). Se tutto è in regola, viene emesso lo scontrino che, in pratica, è il titolo valido per richiedere la riscossione della vittoria eventuale. Ma questo sistema a molti esercenti non conviene e preferiscono di gran lunga quello offerto dalla criminalità organizzata, quindi dalla mafia: tanto è vero che in Italia ed esattamente in Sicilia, la Polizia Giudiziaria ha documentato una serie infinita di concessionari regolari collegati ai vertici dei mandamenti di Cosa Nostra.

Nel caso di scommesse illegali, invece, tutto si sviluppa così: il giocatore va in un’agenzia legale che, in qualche anfratto, nasconde i terminali destinati alle giocate illecite che si collegano a siti di scommesse con licenze rilasciate in paradisi fiscali, tipo Curacao e Malta. Questo significa che evadono le tasse in Italia e, sopratutto, che non sono soggetti al controllo dei Monopoli di Stato. La giocata, però, non viene registrata a nome del giocatore, ma di quello dell’esercente che “materialmente paga la scommessa” attraverso un conto giochi virtuale che risulta a lui intestato. Dopo la giocata, lo stesso esercente rilascia un ticket che non ha assolutamente alcun valore se non quello di ricordare quali sono le partite giocate e le eventuali vincite: ma del passaggio di soldi non vi è alcuna traccia, mentre a rifornire i conti virtuali di danaro vero ci pensa la criminalità di qualsiasi nome si fregi ed, ovviamente, con soldi sporchi. Ma che diventano puliti in caso di vittoria.

L’unica cosa che si può dire positiva per il giocatore è che il gioco illecito “paga di più” di quello legale e proprio per questo motivo alcuni utenti preferiscono rischiare di più e rivolgersi “scientemente” al gioco illegale, pur essendo a conoscenza dell’eventualità di “non poter incassare le vincite”. E ciò non si concretizza solo in Portogallo, ma anche in Italia come in qualsiasi altro Stato: l’illegalità, purtroppo, è presente ovunque ed alletta ogni tipo di giocatore e lo coinvolge in un mondo illecito che è troppo accattivante rispetto a quello che rispetta la legge. E questo è un dato di fatto nei confronti del quale la Polizia dei vari territori si applica nei controlli e nel monitoraggio, ma si trova di fronte ad un terreno difficile da fronteggiare e rintracciare: anche se spesso si legge in cronaca di azioni mirate a debellare queste “reti di scommesse alternative” con interventi portati a termine “felicemente” e, quindi, con ottimi risultati.

Maggio 10, 2019: •
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