Una brutta tegola sul segmento delle scommesse

brutto periodo per il settore delle scommesse

Nei mesi scorsi, nel nostro scrivere, ci siamo parecchio “attapirati” quando è stato imposta una percentuale sulle scommesse sportive da “devolvere” al Fondo Salvasport, cosa che appariva strana considerando il periodo buio che il mondo del gioco ha passato quest’anno, special modo il segmento delle scommesse che forse si è fermato ancor prima del gioco in generale in quanto sono stati sospesi i campionati di calcio e tutte le altre manifestazioni sportive sulle quali “piace” effettuare puntate. Rimaneva ed è rimasta anche tuttora, purtroppo, solo la presenza delle scommesse illegali alle quali un accanito popolo di giocatori si rivolge comunque, anche rischiando di non vedersi pagare le eventuali vincite. Già, con le scommesse illecite è spesso così e chi vi si rivolge sa che è un rischio da tenere in considerazione: ed è anche per questo che chi si occupa di gioco vorrebbe che il gioco legale avesse una vita commerciale più rispettata e sopratutto “viva e pulsante”, in modo da proteggere i giocatori da inevitabili “brutte e costose sorprese”.

Nel momento in cui veniva decisa questa percentuale sulle scommesse, gli operatori se ne erano risentiti ma, purtroppo, tale imposizione rimaneva effettiva ed agli addetti ai lavori non era rimasto che rivolgersi ai vari TAR per vederne acclarata, o meno, la legittimità presentando al Tribunale le proprie considerazioni per difendersi da tale provvedimento: il mondo delle scommesse riteneva non fosse conforme, anche in relazione al momento che il gioco, con tutti i casino online compresi, stava passando per i vari Dpcm che ne imponevano la chiusura. É evidente che la pronuncia del TAR relativamente all’istanza presentata dai concessionari contro la tassa dello 0,5% sulle scommesse ha lasciato gli addetti ai lavori del gioco piuttosto basiti, ma a parere del TAR l’applicazione di tale minima percentuale viene effettuata rispettando il principio di proporzionalità non andando a sfavorire alcuna categoria di operatori del settore.

Disgraziatamente per il gioco, la pronuncia del TAR del Lazio, quindi, “autorizza” questo prelievo dello 0,5% sulle scommesse sportive imposto dal Decreto Rilancio per aiutare il Fondo Salvasport, indirizzato specialmente al calcio che si afferma essere in crisi profonda dopo la sospensione dei campionati ed ancor prima con il provvedimento di divieto della pubblicità ai giochi che ha contribuito molto a non far quadrare i bilanci delle società sportive, che però in ogni caso muovono milioni per stipendi dei giocatori e per i loro acquisti. I Giudici del TAR nel respingere il ricorso presentato da alcuni concessionari contro le decisioni imposte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sostengono che questa imposizione non arreca alcun pregiudizio grave ed irreparabile per le società di scommesse. Altresì il TAR precisa che il prelievo si applica all’intera attività di raccolta di scommesse relative a qualsiasi evento sportivo, anche online o tramite canali terrestri.

Quindi si rivolge e si applica a tutti gli operatori del settore in Italia e con questo prelievo il TAR asserisce e conferma che non si va a limitare la libertà di prestazioni di servizi degli stessi operatori: e ciò indipendentemente dallo Stato in cui abbiano stabilito la propria sede legale. Questo dovrebbe far luce su questa “prevaricazione” che il mondo delle scommesse sul calcio riteneva si fosse concretizzato ed in relazione alla quale si era platealmente opposto. Non si riteneva giusto prelevare da un settore che già economicamente barcolla vistosamente per “dare” ad un settore dove il danaro è uno dei protagonisti principali e dove non si dimostra di voler fare neppure un piccolo passo indietro sugli ingaggi dei “vari fenomeni” che lo frequentano. E qui è evidente che il gioco, o meglio le scommesse, si riferiscono al mondo del calcio che non ha paragoni con altri settori del gioco per quello che riguarda movimentazione di stipendi, premi, costi di cartellino.

In realtà, che un settore così ricco abbia necessità di essere sostenuto da un mondo del gioco attualmente in dissesto per i motivi che più volte si sono palesati, sopratutto nell’ultima emergenza sanitaria, lascia gli addetti al lavoro un po’ perplessi. Però, ovviamente, il gioco d’azzardo si dovrà adeguare alle decisioni dei Giudici del TAR e lasciarsi prelevare ciò che la legge ritiene giusto si faccia anche se, sicuramente, non ci si aspettava una simile pronuncia a danno del segmento delle scommesse sportive. Ma così si dovrà fare sottraendo ancora, seppur in piccola percentuale, importi al gioco legale e lo si renderà meno appetibile di quello che legale non è e che riesce ad attirare gli scommettitori con vincite senza dubbio più allettanti. Cosa che sempre di più allontana il nuovo popolo di giocatori, che già sta facendo fatica a riprendere le sue abitudini ludiche sempre a causa della pandemìa, dal gioco di Stato spingendolo inevitabilmente verso il gioco illecito che oltre tutto è disponibile h/24 e non deve subire tutte quelle norme e quelle imposizioni che coinvolgono invece il gioco pubblico.

Sembra quasi che quando si fa una nuova legge si vada inevitabilmente a colpire il settore legale dei giochi. Come se quest’ultimo non fosse già sufficientemente colpito nei suoi personali percorsi: ultimamente, alle attività di gioco non si lascia molto spazio a progetti per il futuro visto che tutto il gioco è fermo, in stand-by. Sempre sperando, poi, che alla ripartenza delle sue attività, dopo la metà del prossimo gennaio, trovi ancora operatori pronti ad investire nuovamente per tenere aperte le proprie imprese, sostenere i propri dipendenti ed a guardare verso un mercato che inevitabilmente sarà diverso dal precedente e presenterà agli addetti del settore una situazione economica alquanto complicata. D’altra parte, la mancanza di liquidità che accompagnerà questa futura ripartenza delle attività, naturalmente non solo quelle del gioco d’azzardo e del poker online, sarà uno dei problemi più significativi da affrontare: ancora non si riesce ben a comprendere, Esecutivo compreso, come si potrà praticamente aggirare questo scoglio. Sembrano inattuabili tutte le strategie se si pensa che tutto il Pianeta è nella stessa “barca” e non si può certo pensare a mercati alternativi per riprendersi da questo disastro.

Pubblicazione: 29 Dicembre 2020 ore 13:20

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