Esports: Economia nascente per il futuro del gioco

esports nuova economia del gioco

Quasi sicuramente solo nel nostro Paese si è attualmente ancora restii ad investire sul gioco e sui migliori siti di casino: forse per le brutte ultime esperienze che le relative attività stanno vivendo e per le varie restrizioni operative e normative che il gioco pubblico nostrano ha subito nell’ultimo anno. Sta di fatto che, oggi, quando si parla di gioco d’azzardo o di gioco in generale gli operatori italici “arricciano il naso”: sarà per questa motivazione che forse il discorso innovativo relativo agli eSports ancora non ha preso piede sul nostro territorio, mentre in altre realtà questo segmento del gioco sta prendendo spazio e sta entrando anche nel cuore di parecchie persone che, anche se non lo praticano direttamente, essendo senza dubbio un gioco di massima dedicato ai giovani, vanno a curiosare nei vari tornei che vengono organizzati. Il gioco è molto ben seguito nel Regno Unico, come si sa, ma anche in Germania e Francia: ma anche l’Olanda, pur essendo indietro rispetto agli altri Paesi per quanto riguarda il gioco, sta “aprendo gli occhi” relativamente a questo comparto, appunto quello degli eSports.

Li apre così bene sino al punto di investire in una struttura dedicata esclusivamente agli sport elettronici, seguendo l’onda positiva che gli eSport stanno provocando in tanti Stati e l’attenzione che riescono a polarizzare, coinvolgendo adulti e ragazzi: ovviamente, coloro che sono affascinati dall’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione. Ecco motivato il percorso scelto dall’Olanda di creare uno spazio, quasi uno stadio, dedicato agli eSports che sarà il primo di questo tipo in Olanda, sperando con questa scelta di “dare nuova linfa” e far esplodere questo nuovo settore che darebbe, oltretutto, respiro al gioco tradizionale che, ovunque, sta sostenendo battaglie di vario tipo: cosa, quindi, che non riguarda esclusivamente l’Italia. Amsterdam, quale capitale, sarà il luogo destinato ad accogliere il nuovo Rabo eSports Stadium che non sarà una nuova costruzione, ma una conversione di edifici che ospitavano una scuola ed un palazzetto dello sport adiacente.

Il tutto dovrebbe essere operativo già entro la fine dell’anno e comprenderà una superficie dedicata di circa 10mila metri quadrati, sponsorizzata da Rabobank e dagli eSport H20: ciò costituirà un enorme palcoscenico con attività collaterali agli eSports che si collegano alla formazione ed all’istruzione, considerando che questo specifico mercato ha nel futuro una grossissima crescita e rappresentano un mondo cui i giovani si sentono collegati. Con l’innovativa creazione di uno stadio si vorrebbe dare una posizione di spicco ai diversi membri di questo mondo degli eSports per poter riunirsi e di conseguenza, interagire: in pratica, lo stadio dovrebbe dare un palcoscenico per tutti e nella mente dei creatori di questa struttura ciò includerà anche alcune start-up legate alla tecnologia. Per partire con il piede giusto, poi, si presume che gli eSports dovrebbero anche sostenere l’economia locale di Amsterdam, rendendola una città ancora più popolare, ma sopratutto dovrebbe attirare le aziende che si occupano del settore dei giochi.

Il Rabo eSports Stadium sta già attirando “un suo diretto interesse”: infatti, esistono prenotazioni per eventi ed attività che coprono circa 75 giornate del prossimo anno e questo significa che la presenza di questa struttura andrà sicuramente a “movimentare l’economia” della città, seppur la costruzione sia locata in una zona piuttosto popolare. Si può sperare ed immaginare che questa iniziativa serva da spartiacque per altrettanti simili imprese nei Paesi Bassi, ma si spera anche che l’esempio possa essere seguito anche in altri territori, visto e considerato che ormai gli eSports sono una realtà con la quale ci si dovrà benevolmente confrontare. Nata magari in sordina, piano piano ha acquisito un sacco di amatori che ne seguono le evoluzioni, i tornei e le varie manifestazioni e non solo in Olanda ovviamente: questo Paese, per il momento, sta creando qualcosa di innovativo, seguendo la spinta offerta da tantissimi giovani che ne sono coinvolti e partecipi.

Anche se questa che si sta “raccontando” è un’avventura commerciale ed imprenditoriale alquanto importante ed estremamente interessante, non ci si può esimere dal fatto che anche con questo mondo degli eSports si intrecciano le scommesse nelle quali vengono coinvolti giovanissimi. Infatti, bisogna riferire che un rapporto inglese, Nazione da sempre all’avanguardia per quanto riguarda gli studi e le ricerche relative al mondo del gioco, ha palesato che la promozione di qualsiasi gioco competitivo rischia, purtroppo, di veicolare messaggi promozionali relativi al gioco d’azzardo che arrivano ai minori: più di un quarto dei frequentatori online che rispondono a tweet inerenti alle scommesse sugli eSports, non arrivano ai 16 anni. Questo rapporto ha analizzato oltre 888 mila tweet, valutando nove mesi del 2018, e le probabilità che un minore entri in contatto proprio con le scommesse attraverso gli eSports è cinque volte maggiore rispetto agli sport tradizionali.

Il discorso specifico delle scommesse, particolarmente nel Regno Unito, è seguito con estrema attenzione e se ne proibisce la pubblicità, special modo quando si presentano le scommesse come “fonte di reddito” o che incoraggiano il gioco d’azzardo “in periodi difficili”. Ma questo report sta a significare, sopratutto, che anche in un gioco come gli eSports non bisogna abbassare la guardia e che le scommesse sono un segmento del gioco assolutamente da tenere “più che sotto controllo”. E non da ultimo, non bisogna scordarsi degli importi che girano anche attorno agli eSports: per essere chiari attorno ai tornei internazionali si parla di cifre milionarie. Recentemente un sedicenne, e si sottolinea un sedicenne, si è portato a casa tre milioni di dollari vincendo il Mondiale di Fortnite: cifra che fa girare la testa se si pensa ad un gioco, ed oltre tutto un gioco “frequentato” da adolescenti. Attenzione, quindi: “economia nascente” questi eSports e va bene, ma tutto deve rimanere entro determinati limiti della “decenza” e, sopratutto, si devono rispettare i “tempi di crescita” dei nostri ragazzi, che giochino con una cosa o con un’altra. Devono essere protetti nel modo più assoluto e prima di qualsiasi altra valutazione.

Settembre 14, 2019: •
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