La pandemia globale ed il suo impatto sul gioco d’azzardo

pandemia globale ed impatto sul gioco azzardo

Ovviamente non si vuole fare un raffronto tra ciò che è accaduto, e che tuttora accade, a seguito della pandemìa a livello planetario e quello che accadrà nel nostro Paese al gioco pubblico, dopo le elezioni regionali appena terminate: non hanno avuto ripercussioni trascendentali, ma si vuole vedere se sposteranno gli equilibri già precari del mondo ludico e di quello dei casino sul web nell’Italia del futuro. Vedere, invece, cosa accade nel resto del Mondo è una mera curiosità ed anche un mettersi “il cuore in pace” in relazione a questa emergenza planetaria ed alle sue conseguenze economiche su tutti i mercati globali. Il Pianeta lentamente sta imparando a convivere con il Coronavirus e lo deve fare con una certa velocità, poiché lo stop che questa inaspettata emergenza ha posto alle varie attività deve terminare e tutti si devono organizzare per rialzare la testa e ritornare alle proprie abitudini, seppur con attenzione e con enormi sacrifici economici. La situazione planetaria, inutile nasconderlo, è grave e “tutto il mondo del gioco è Paese”, per richiamare gli “adagi” che spesso “ci piace” ricordare.

L’indagine che si vuole prendere in considerazione si è svolta nei cinque continenti e ci consegna un risultato disastroso, purtroppo: circa il 70% degli intervistati deve ancora riprendere la propria attività lavorativa ed è un dato inquietante ed estremamente pericoloso anche per tutto il mondo del gioco! É una percentuale che quasi rispecchia quella del nostro mercato: tante nostre aziende del settore ludico, infatti, non riescono ad affrontare le spese per adeguarsi ai protocolli richiesti per la riapertura. Questo risultato impressionante condurrà inevitabilmente ad un numero di licenziamenti più che preoccupante per tutte le realtà territoriali coinvolte, con grave impatto sul sociale: soltanto il 16% degli intervistati intende mantenere un numero di maestranze pari a quello in forza nel periodo antecedente l’emergenza sanitaria. Se si pensa che l’indagine ha toccato geograficamente il Nord America, Asia, l’Europa, il Sud America ed i Caraibi, l’Africa e l’Oceania la percentuale stride ancora di più e ci consegna un Mondo devastato ovunque.

Inutile sottolineare ancora una volta che l’impatto della pandemìa sull’industria dell’intrattenimento è stato disastroso: sono stati contattati operatori di diversi Paesi con l’obbiettivo di trovare un percorso utile a tutti per assumere decisioni relative a questa emergenza che ha messo tutti in ginocchio e, sopratutto, privi di idee su come affrontare una situazione sconosciuta e per questo ancora più difficoltosa da contrastare. I segmenti del gioco presi in considerazione sono stati le sale giochi con slot machine, i FEC, centri di intrattenimento per famiglie ed ancora i parchi a tema, bowling, parchi con trampolino e di divertimento ed altri similari: gli operatori intervistati ritengono che ci vorrà da sei mesi ad un anno per riprendere un’attività normale. Ripresa sempre al Coronavirus piacendo, perché oggi non si possono fare programmi a lunga scadenza: potrebbe di nuovo presentarsi una seconda ondata, magari non così devastante come la prima, ma altrettanto pericolosa, perché rimetterebbe tutto in discussione, sopratutto gli investimenti rischiati per riaprire con i protocolli di sicurezza.

E questo è lo scenario planetario del gioco che può sicuramente impensierire: ma “ci piace” anche guardare soltanto nel “nostro orticello” e vedere oltre la pandemìa che già sul nostro territorio ha fatto abbastanza guai, cosa riservano al settore ludico i risultati delle elezioni, almeno in alcuni territori. Qualche variante per il mondo dei giochi e delle scommesse senz’altro ci sarà, considerando che proprio dalle Regioni sono dipese e dipenderanno alcune decisioni importanti relative a queste “Riserve di Stato” che non sono state tanto rispettate, sopratutto ultimamente, dalle istituzioni in generale. In Veneto vi è stato il trionfo del suo vecchio Governatore, forse il più forte di tutti, con una preferenza del 76%. Conseguenza sul gioco pubblico, considerando che Zaia era stato uno dei primi a caldeggiare la riapertura dei casinò e delle sale da gioco, la garanzia dell’applicazione della Legge Regionale che prevedeva gli orari di accensione degli apparecchi in modo omogeneo sul territorio ed il contrasto della diffusione del Gap e per la sua prevenzione: si applicherà anche un distanziamento dai luoghi sensibili differenziato in base alla grandezza delle città.

In Liguria, con la riconferma del Governatore Toti, peraltro personaggio “predisposto” al salvataggio delle imprese di gioco come già dimostrato in alcuni suoi interventi forti, il gioco sta aspettando in stand-by novità normative sopratutto dopo “l’apparizione della figura” di Pier Paolo Baretta. Tra le riconferme, anche il Governatore De Luca in Campania dove è in vigore una Legge sul Gioco fra le più equilibrate: infatti, tutela sia i giocatori e la loro salute, la legalità ed anche le imprese del settore e quindi i relativi lavoratori. In Campania sono tutelate le imprese ludiche già esistenti, ma si “obbligano” i diversi Comuni ad uniformare i regolamenti con quelli regionali: De Luca vuole un mondo del gioco uniforme sul suo territorio. Un’altra conferma di un Governatore importante a livello di personalità è quello che riguarda la Regione Puglia, Michele Emiliano, anch’esso allineato con De Luca per la tutela delle attività di gioco esistenti, mentre per quelle di nuova autorizzazione andrà a scattare il divieto in caso di ubicazione nel raggio inferiore ai 250 metri da luoghi sensibili.

Emiliano inserirà per gli esercenti l’obbligo di frequentare corsi di formazione sulla normativa in materia di gioco lecito. Novità nella Regione Toscana, dove rimane vivo lo stesso colore politico (centrosinistra), ma cambia il Governatore che oggi è Eugenio Giani, volto già noto al mondo del gioco in quanto promotore della costituzione dell’Osservatorio Regionale sul Gap e sostenitore del suo contrasto. Ma novità anche per le Marche dove vi è stato invece un cambio della guardia e si insedia Francesco Acquaroli del centrodestra che subentra dopo 25 anni di centrosinistra. Il nuovo Governatore, nel corso del suo mandato, dovrà vigilare sull’attuazione della Legge sul gioco che vieta attualmente, con decorrenza dal 30 novembre 2021, l’installazione di apparecchi da intrattenimento in locali ubicati in un raggio di 500 metri dai luoghi sensibili nei comuni con popolazione superiore ai cinquemila abitanti, e di 300 metri in quelli inferiori ai cinquemila abitanti.

Ottobre 12, 2020: •
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